La stoccata di Carnevali a Malagò: «Poteva muoversi meglio. L’importante è non inserire gli amici»

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Ven, 31 Lug 2026L’amministratore delegato della Juventus ha parlato delle recenti nomine per la guida della Nazionale, soffermandosi su Roberto Mancini e sul presidente della FIGC.DiRedazioneCondividi l'articoloGiovanni Carnevali (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)Giovanni Carnevali all’attacco. L’amministratore delegato della Juventus è intervenuto sul nuovo corso della Nazionale e non ha risparmiato una dura critica alla gestione portata avanti da Giovanni Malagò in questa prima fase da nuovo presidente della FIGC. Il dirigente bianconero, ospite a Courmayeur di un evento organizzato da La Stampa, ha commentato la scelta di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico, allargando il discorso alla struttura della Federazione e al progetto che dovrebbe accompagnare il rilancio del calcio italiano.«Alla fine, per guidare gli Azzurri, Malagò è andato sulla sua prima scelta: Mancini è un ottimo allenatore, ma non mi è piaciuto come si è comportato con la nostra Nazionale», ha spiegato Carnevali. Il riferimento è all’addio con cui il tecnico aveva lasciato la panchina azzurra nella precedente esperienza per volare in Arabia Saudita, una vicenda che continua evidentemente a pesare nel giudizio del dirigente bianconero.La nomina di Mancini non era la soluzione preferita dalla Serie A, che avrebbe voluto Antonio Conte e che, dopo avere appoggiato Malagò nella corsa alla presidenza federale, si aspettava un maggiore coinvolgimento nella scelta del nuovo commissario tecnico. «Secondo me Malagò poteva muoversi meglio, bisogna cercare di costruire ciò che non siamo stati in grado di fare», ha aggiunto Carnevali.La critica non riguarda però soltanto il nome scelto per la panchina, ma soprattutto il modello di gestione della Federazione. Secondo Carnevali, la FIGC dovrebbe essere organizzata con una struttura più simile a quella di un club, attraverso una separazione chiara dei ruoli e una programmazione di lungo periodo che parta dal settore giovanile.«Come Serie A abbiamo suggerito di costruire una federazione come una società, con un presidente e un direttore tecnico e con un progetto sui giovani, affidato a tecnici ed educatori», ha sottolineato il dirigente. Un’impostazione nella quale avrebbero potuto trovare spazio anche Paolo Maldini e Leonardo, usciti rapidamente dal progetto federale dopo le divergenze emerse con lo stesso Malagò.«Mi piacevano le proposte di Maldini e Leonardo. L’importante è non inserire gli amici, ma persone capaci», ha proseguito Carnevali, lanciando la stoccata più netta alla governance federale. Per l’amministratore delegato juventino, la ricostruzione della Nazionale non può dipendere da equilibri personali o scelte di appartenenza, ma deve fondarsi sulle competenze e su una strategia condivisa con le principali componenti del sistema.Carnevali è tornato infine anche sul caso Andrea Pirlo, inizialmente individuato per la panchina azzurra e successivamente escluso per il contratto di sponsorizzazione che lega l’ex centrocampista a Fonbet, società di scommesse russa: «Mi dispiace per Pirlo, è stato attaccato in maniera molto forte per scelte magari anche sbagliate, ma sarebbe stato giusto pensarci prima», ha concluso.Parole che riaprono il confronto sulle modalità con cui è stato gestito il nuovo corso della Nazionale. Al di là della scelta di Mancini, il messaggio di Carnevali è rivolto alla costruzione dell’intera struttura federale: meno decisioni improvvisate, maggiore condivisione con i club e incarichi assegnati sulla base delle capacità, evitando che relazioni personali e logiche interne prevalgano sul progetto sportivo.Developed by 3x1010