Roma è una città che vive sopra un tesoro invisibile: un’acqua di qualità straordinaria che scorre sotto i piedi di milioni di persone.Tra le zone più fortunate c’è il quadrante nord‑ovest, da Monte Mario a via Cortina d’Ampezzo, alimentato dall’acquedotto Peschiera–Capore, una delle infrastrutture idriche più imponenti d’Europa.In un’epoca in cui le acque imbottigliate dominano scaffali e pubblicità, vale la pena chiedersi: che vantaggi avrebbe un uso più diffuso dell’acqua del Peschiera?Il sistema Peschiera–Capore porta a Roma un’acqua che nasce a oltre 90 km dalla città, nelle sorgenti incontaminate della provincia di Rieti. La dorsale nord‑ovest, che alimenta quartieri come Cortina d’Ampezzo, Balduina, Monte Mario, riceve acqua quasi esclusivamente da questo sistema, attraverso il grande serbatoio di Monte Mario.In pratica: chi vive in quest’area ha già in casa un’acqua che, se fosse imbottigliata, verrebbe venduta come “premium”.Roma è nata e cresciuta grazie all’acqua. Gli antichi romani costruirono acquedotti che ancora oggi stupiscono per ingegneria e visione.Il Peschiera è l’erede moderno di quella tradizione: inaugurato nel 1949, ampliato nel 1980, è oggi uno dei più grandi acquedotti d’Europa per portata e qualità. La logica è la stessa dei romani: portare in città acqua di sorgente, non di fiume, non di lago, non di falda urbana.L’acqua del Peschiera è classificabile come bicarbonato‑calcica, con una mineralizzazione media che la rende stabile, equilibrata e fisiologicamente utile.Valori medi (fonte Acea, zona Peschiera–Capore)Calcio: ~105 mg/LMagnesio: ~19 mg/LBicarbonati: ~399 mg/LResiduo fisso: ~415 mg/LSodio: ~6–10 mg/LpH: ~7,6È un’acqua che, se imbottigliata, sarebbe paragonabile alle migliori acque minerali italiane di fascia alta. Non è “leggera”, non è “pesante”: è equilibrata.Vantaggi per la salute: quando l’acqua pubblica supera quella in bottiglia!Minerali utili, non superflui. Il calcio e il magnesio presenti nel Peschiera sono biodisponibili, cioè facilmente assorbibili.Contribuiscono a: densità ossea stabilità, elettrica cardiaca, contrazione muscolare, prevenzione dei crampi, equilibrio elettrolitico, protezione renale; contrariamente ai luoghi comuni, le acque dure non aumentano il rischio di calcoli nei soggetti sani. Anzi: il calcio lega gli ossalati intestinali i bicarbonati aumentano il pH urinario, il magnesio riduce la cristallizzazione dei sali di calcio. Benefici digestivi: i bicarbonati aiutano a ridurre acidità gastrica, migliorare la digestione tamponare l’acidosi metabolica lieve (diete iperproteiche, sport, infiammazione cronica). Il sodio è quasi assente: un vantaggio per tutti, non solo per chi ha problemi di pressione. Acqua controllata ogni giorno; l’acqua del Peschiera è sottoposta a migliaia di analisi annuali, monitoraggi continui, controlli microbiologici e chimici quotidiani. Un livello di sorveglianza che nessuna acqua imbottigliata può eguagliare!Aspetto da non sottovalutare quello economico: bere acqua del rubinetto a Roma costa circa 0,002 € al litro.Una bottiglia di acqua minerale costa tra 0,20 e 0,60 € al litro. Questo significa che l’acqua del Peschiera è: 100 volte più economica, senza plastica, senza trasporto su gomma, senza emissioni aggiuntive. Per una famiglia di 3 persone, il risparmio annuo può superare 600–800 euro.Conclusione: il paradosso romano.Roma possiede una delle acque urbane migliori d’Europa. È pura, controllata, equilibrata, ricca di minerali utili, povera di sodio, microbiologicamente impeccabile. Eppure, milioni di bottiglie d’acqua vengono acquistate ogni giorno, spesso con composizioni inferiori o meno adatte all’uso quotidiano. Per chi vive nelle zone servite dal Peschiera, bere acqua del rubinetto non è solo una scelta economica o ecologica: è una scelta razionale, salutare, coerente con la storia della città. Roma ha costruito acquedotti per portare acqua di sorgente ai cittadini.Quel patrimonio esiste ancora e merita di essere riscoperto!Bruno Carboniero