Si definisce subito “estraneo alla dialettica tra le forze politiche“, marcando la differenza rispetto ai presidenti di Camera e Senato, che sono sì figure di garanzia, ma comunque esponenti politici. Ricorda in più occasioni i “doverosi” limiti di imparzialità cui il presidente della Repubblica è chiamato e sottolinea come non sia suo compito “progettare né esprimere giudizi o valutazioni su temi politici” o “intervenire nelle dinamiche parlamentari” parlando di progetti legislativi che si trovano all’esame del Parlamento. Incontrando la stampa parlamentare in occasione della cerimonia del Ventaglio, però, Sergio Mattarella non si sottrae da quello che, invece, considera uno dei suoi doveri, ovvero “quello di indicare esigenze e di esortare alla riflessione, una riflessione che vada anche al di là del momento contingente”.Le parole rivolte ai partitiDestinatari delle sue parole sono innanzitutto i partiti, di tutto l’arco costituzionale. L’inquilino del Colle inizia la sua riflessione dal contesto internazionale. Rinnova “l’esigenza di salvaguardare il sistema multilaterale”, rendendolo più solido attraverso una riforma che lo metta al passo con il mondo di oggi; mette in luce, ancora una volta la “strada per la pace” proposta dall’Ue, “contrapposta al tentativo di ritornare alla barbarie nella vita internazionale ripristinando la legge del più forte”; stigmatizza “l’esercizio di critiche rivolte all’Unione per insufficiente incisività dalla sua azione”, critiche che, però, è la sottolineatura, vengono spesso “avanzate con accanimento soprattutto da chi ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di strumenti decisionali e operativi più efficaci”. Fa, poi, anche un passaggio netto sulla difesa comune europea: “La sua realizzazione – dice chiaro mentre i partiti, a destra e a sinistra, discutono sull’utilizzo dei fondi Safe – non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace”.C’è poi la politica interna: Mattarella chiama i partiti a una dialettica che “si svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente”, esordisce. Poi evoca “le tensioni elettorali”, le definisce “ancora, per la verità, piuttosto intempestive” e aggiunge: “Mi auguro non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni”. Sul tema elettorale, poi, aggiunge la consueta, accorata, postilla: “Non nascondo, doverosamente, la preoccupazione – tante volte manifestata – per il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto. Fenomeno che – insiste – dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto”. Il nodo migranti e il caso RoggeroSollecitato sul tema migranti, poi, l’inquilino del Colle fa sue le parole di Papa Leone XIV, ritenendo a sua volta “insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza – del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio – e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno. Strategia possibile e sostenibile”. C’è poi il caso Roggero, sul quale l’Associazione stampa parlamentare chiede una riflessione. Il Capo dello Stato ribadisce il suo non voler entrare nel dibattito politico nato dopo la condanna del gioielliere, ma – senza mai citare la vicenda – fissa un principio: “In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza – scandisce – ma si decide l’abdicazione dello Stato”. La condanna per i No Tav violentiNon è l’unico richiamo che il Capo dello Stato fa sul fronte sicurezza: sullo sfondo ci sono i diversi episodi di violenza andati in scena nel Paese nei giorni scorsi. “Non è accettabile che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie all’interno della società, sia giustificabile il ricorso a forme di violenza“, dice chiaro. Di più: “Quanto avvenuto – da ultimo – sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi. La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica”, sentenzia.L’ultima ‘riflessione’ dell’inquilino del Colle riguarda il mondo dell’informazione. “Difficilmente comprensibile” per Mattarella il ritardo dell’Italia del “pieno recepimento” del Media freedom Act, entrato in vigore l’8 agosto del 2025. Non solo. “È auspicabile che, nell’attesa, si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione parlamentare” di Vigilanza Rai, torna a ribadire. Da un’informazione “libera, indipendente, approfondita – conclude Mattarella, dipendono convinzioni e valori delle persone, l’esplicarsi della vita quotidiana. Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà“.Questo articolo Mattarella alla cerimonia del Ventaglio: “Tensioni elettorali non distolgano dai problemi” proviene da LaPresse