Italia. Ceuta: il governo italiano sta valutando tutte le opzioni

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di Enrico Oliari – La nuova emergenza migratoria che sta investendo l’enclave spagnola di Ceuta potrebbe avere conseguenze anche sull’assetto della libera circolazione all’interno dell’Unione europea. Secondo fonti di Palazzo Chigi, il governo italiano starebbe infatti valutando l’ipotesi di reintrodurre temporaneamente controlli alle frontiere nei confronti della Spagna, sfruttando le deroghe previste dal Codice frontiere Schengen nei casi di grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna.La valutazione nasce dall’improvviso aumento degli arrivi a Ceuta, dove centinaia di cittadini marocchini e migranti provenienti da altri Paesi hanno tentato di entrare nel territorio spagnolo. La pressione sulle strutture di accoglienza e sulle forze di sicurezza ha riportato alla memoria la crisi del 2021, quando l’apertura di fatto del confine da parte del Marocco provocò un afflusso senza precedenti di migranti nell’enclave.L’esecutivo di Pedro Sánchez ha rafforzato il dispositivo di sicurezza dispiegando ulteriori unità delle forze armate e della Guardia Civil, mentre sono in corso contatti con Rabat per contenere i flussi e accelerare il rimpatrio di chi non possiede i requisiti per rimanere sul territorio spagnolo. Madrid punta inoltre a ottenere un maggiore sostegno operativo da parte dell’Unione europea e di Frontex per la gestione della frontiera esterna.A Roma prevale la preoccupazione che la crisi possa estendersi oltre la penisola iberica. Una volta raggiunta la Spagna continentale, infatti, i migranti potrebbero muoversi verso altri Paesi dell’area Schengen, alimentando nuove pressioni sui sistemi di controllo e di accoglienza. Per questo motivo il governo starebbe esaminando tutte le opzioni disponibili, compresa la reintroduzione temporanea dei controlli sui collegamenti con la Spagna.Una simile misura non comporterebbe la sospensione del Trattato di Schengen, bensì il ripristino dei controlli alle frontiere interne, possibilità espressamente prevista dalla normativa europea in circostanze eccezionali e già utilizzata in passato da diversi Stati membri in occasione di crisi migratorie, minacce terroristiche o grandi eventi internazionali.L’evoluzione della situazione a Ceuta sarà determinante nelle prossime ore. Se la pressione migratoria dovesse aumentare ulteriormente, il tema potrebbe rapidamente approdare anche sul tavolo delle istituzioni europee, riaprendo il confronto sull’efficacia della protezione delle frontiere esterne e sulla solidarietà tra gli Stati membri nella gestione dei flussi migratori.