Una vincita da record, due matrimoni e una richiesta economica destinata a finire davanti a un giudice. Ora la vedova dell’uomo che nel 2019 aveva incassato oltre 209 milioni di euro al Superenalotto potrebbe essere chiamata a versare un assegno all’ex moglie del marito. Non si tratta, però, di un obbligo già accertato: la donna ha avviato la procedura per ottenere il cosiddetto assegno successorio e saranno i magistrati a verificare se ne esistono i presupposti.La schedina vincente del camionista padovano che ha cambiato vitaLa vicenda è stata ricostruita dall’agenzia AGI sulla base delle informazioni fornite dall’Associazione Italia, alla quale si è rivolta la prima moglie. L’identità del vincitore del jackpot non era mai stata resa pubblica: Sisal aveva comunicato soltanto che la schedina vincente, giocata il 13 agosto 2019 al bar Marino di Lodi, era stata presentata per la riscossione attraverso un istituto bancario. Il premio ammontava a 209.160.441 euro.Secondo il racconto dei legali, dietro quella schedina ci sarebbe stato un camionista padovano, allora 49enne, che l’avrebbe acquistata durante una trasferta di lavoro. Dopo la vincita l’uomo avrebbe lasciato il suo impiego, cambiato casa e automobile e investito parte del denaro. In seguito avrebbe divorziato dalla prima moglie, una donna residente nel Varesotto che lavorava come addetta alle pulizie, riconoscendole un assegno divorzile di 6.300 euro al mese.L’uomo si sarebbe poi legato a una donna di 37 anni originaria di Chieti, sposata il 24 luglio 2025. La coppia viveva a Padova. Il 28 giugno 2026 l’ex camionista è morto improvvisamente. In assenza, secondo la ricostruzione diffusa dai legali, di figli, genitori o fratelli, la seconda moglie avrebbe ereditato il patrimonio. Dopo il decesso sono però cessati anche i versamenti mensili destinati alla prima moglie, che ha quindi deciso di rivolgersi agli avvocati.Che cos’è l’assegno successorioLa richiesta si fonda sull’articolo 9-bis della legge sul divorzio. La norma stabilisce che il tribunale, dopo la morte dell’ex coniuge obbligato, può riconoscere un assegno periodico a carico dell’eredità alla persona che già riceveva un assegno divorzile e si trova in stato di bisogno. Non si verifica quindi un trasferimento automatico del precedente mantenimento dal defunto ai suoi eredi.Il giudice deve valutare diversi elementi: l’importo versato prima della morte, le effettive necessità economiche dell’ex coniuge, l’eventuale pensione di reversibilità, la consistenza dell’eredità e le condizioni economiche degli eredi. Il diritto viene inoltre meno nel caso in cui il beneficiario contragga un nuovo matrimonio.La Cassazione ha ribadito nel 2025 che non basta aver ricevuto in passato l’assegno divorzile. Lo stato di bisogno deve essere dimostrato concretamente e riguarda l’impossibilità di sostenere le esigenze essenziali della vita. In un caso esaminato dalla Suprema corte, l’assegno successorio era stato negato perché la pensione di reversibilità e le altre risorse della richiedente erano sufficienti a ripristinare sostanzialmente la precedente situazione economica.L’ex moglie potrebbe ottenere 5mila euro al meseI legali dell’ex moglie del presunto vincitore ritengono che il nuovo contributo possa aggirarsi intorno ai 5mila euro al mese, rispetto ai 6.300 euro percepiti quando l’uomo era in vita. Si tratta, al momento, soltanto di una valutazione della parte che ha presentato la richiesta. L’esistenza del diritto e l’eventuale importo dovranno essere stabiliti dal tribunale dopo aver esaminato la situazione economica delle due donne e l’effettiva consistenza del patrimonio ereditato.L'articolo Vince 209 milioni al Superenalotto e muore: ora l’ex moglie chiede alla vedova un assegno mensile da 5mila euro proviene da Open.