concept, regia, coreografia Silvia Gribaudiperformer Marta Olivieri, Martina La RagioneSara Sguotti, Susannah Iheme, Vittoria Canevamusiche Matteo Franceschinidisegno luci Luca Serafinistyling Ettore Lombardiassistente alla coreografia Francesco Dalmassoconsulenza artistica Matteo Maffesantiproduzione Associazione Culturale Zebracoproduzione Teatro Stabile di Torino – Teatro NazionaleTorinodanza Festival, Le Gymnase CDCN – Roubaix (FR)con la collaborazione e il sostegno di stARTfestival – Bayer Kultur – Leverkusen (DE)Théâtre Molière – Sète, scène nationale archipel de Thau (FR)lOiseau-Mouche- Roubaix (FR), Istituto Italiano di Cultura di OsloDansiT Koreografisk Senter (NO)nell’ambito del progetto Italy-Norway Dance Residenciescoordinato e sostenuto da NID Platform, MiC, PAHN_Performing Arts Hub NorwayIstituto Italiano di Cultura di Oslo e Reale Ambasciata di Norvegia a Romacon il sostegno di MiC – Ministero Italiano della CulturaSilvia Gribaudi è artista associata a Le Gymnase CDCN Roubaix (2024-2026)al Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale (2025-2027)e al Théâtre Molière de Sète, scène nationale archipel de Thau (2026–2029)si ringrazia per i dialoghi, le riflessioni, le parole sospese ed indagate, la presenza fondamentaledietro le quinte di Francesca Albanese, Andrea Rampazzo, Annette van Zwoll e Sara De SimoneAmazzoni di Silvia Gribaudi rilegge il mito delle guerriere attraverso il linguaggio della danza contemporanea. In scena cinque performer danno vita a un’esperienza corale in cui il corpo diventa luogo di libertà, relazione e trasformazione. Tra gesto, voce, musica e humour, lo spettacolo esplora la forza della comunità senza rinunciare alle singolarità, trasformando il potere in pratica condivisa e il movimento in un atto di resistenza e celebrazione. Più che raccontare un mito, Amazzoni ne restituisce una visione contemporanea, in cui la forza nasce dall’incontro, dalla vulnerabilità e dalla libertà di essere.Ippolita, Pentesilea, Antiope e le altre Amazzoni sono tornate. Come presenze, più che come personaggi. Non raccontano un mito, lo attraversano. Non brandiscono armi, ma posture. Non scagliano frecce, ma traiettorie.Amazzoni di Silvia Gribaudi, creato in dialogo con le danzatrici Marta Olivieri, Martina La Ragione, Sara Sguotti, Susannah Iheme e Vittoria Caneva, abita la scena come uno spazio da attraversare.Non occupa: espande. Non impone: insiste. È un gesto che si prende il diritto di esistere.Corpi che si allenano alla libertà. Corpi che trasformano la resistenza in ritmo, la fatica in celebrazione. In scena, le performer si mettono in gioco come singolarità e come branco.La loro battaglia è una pratica, un allenamento costante a stare nel mondo con il proprio corpo intero. Unite e complici, combattono senza nemico. La loro rivoluzione non costruisce confini, ma apre frontiere. Insieme prendono il potere e lo trasformano in atto coreografico: lo attraversano, lo smontano, lo parodiano, lo ribaltano.La danza, qui, è un allenarsi a stare.A riprendersi il proprio spazio.Silvia GribaudiSilvia Gribaudi, con la collaborazione di Francesco Dalmasso come assistente alla coreografia, crea in scena una pratica che si configura come un allenamento fisico per aprire spazi dentro e fuori dal corpo. Una forma coreografica che non cerca l’unisono, ma un gesto che crea relazione. Le differenze diventano materia comune, esercizio di coesistenza, allenamento a stare insieme senza annullare le singolarità.La drammaturgia musicale si fonda principalmente sulle sonorità vocali femminili, che diventano matrice sonora e materia viva dell’intera composizione. La voce, molteplice e cangiante, è il cuore pulsante del progetto: attraverso elaborazioni elettroniche si espande, si frammenta e si ricompone, attraversando e materializzando differenti stati emotivi e significati. La musica di Matteo Franceschini crea un paesaggio sonoro polifonico, rituale, quasi sciamanico, dove la ripetizione si fa trance, resistenza, processo di trasformazione.Le luci di Luca Serafini disegnano territori mobili, attraversamenti, zone di potere e di intimità. I costumi curati da Ettore Lombardi sottolineano la complicità del gruppo di lavoro, dando spazio alla personalità di ogni corpo, attraverso elementi di epoche diverse. Gli abiti non trasformano, rivelano.Il colore nero diventa un ambiente condiviso che accoglie differenze, posture e caratteri. Uno styling che sostienela libertà dei corpi in scena.In Amazzoni la poetica di Silvia Gribaudi attraversa sacro, profano e umano.Attraverso la loro presenza, queste Amazzoni ci restituiscono non la rappresentazione di un mito, ma l’attivazionedi un archetipo contemporaneo: donne che abitano la propria forza senza rinunciare alla complessità.Qui il ridere non è ironia, ma gesto radicale e irriverente: un’esplosione che espone la parte più oscura e vulnerabiledell’essere umano, quella che può spaventare perché rompe gli equilibri e sovverte ciò che tenta di dominarla.PESARO_TEATRO ROSSINI domenica 14 marzo 2027 ore 17Biglietti da 8 a 28 euro in prevendita dal 21 ottobreINFO ABBONAMENTI QUIBIGLIETTERIA TEATRO ROSSINI[Piazzale Lazzarini 0721 387621]dal 9 settembre al 6 ottobretutti i giorni con orario 10 – 13 e 17 – 19.30dal 7 ottobredal mercoledì al sabato dalle ore 17 alle ore 19.30nei giorni di spettacolo feriali con orario 10 – 13 e dalle 17 ad inizio rappresentazioneil sabato di spettacolo con orario 10 – 13 e dalle 17 ad inizio rappresentazionela domenica di spettacolo con orario 10 – 13 e dalle 16 ad inizio rappresentazione INFO AMAT 071 2072439 [lunedì – venerdì orario 10 – 16]L’acquisto on line comporta un aggravio del costo in favore del gestore del servizio e non consente di accedere alle categorie di riduzione.