Caldo record a Roma: già 50 notti tropicali dall’inizio dell’estate, cresce l’allarme siccità e incendi

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L’estate 2026 continua a far registrare numeri eccezionali nella Capitale. Secondo un’elaborazione dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), Roma ha già vissuto 50 notti tropicali dalla terza decade di maggio, con un aumento del 33% rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020.L’ondata di caldo, alimentata dall’anticiclone subtropicale, continuerà anche nei prossimi giorni, con temperature che sfioreranno i 38-39 gradi e notti sempre più afose.Temperature ben oltre la mediaL’analisi, basata sui dati della stazione meteorologica Macao della Regione Lazio, evidenzia come il caldo abbia interessato la Capitale in modo pressoché continuo.Dall’inizio dell’estate sono state registrate:50 notti tropicali, con temperature minime superiori ai 20°C;15 notti super tropicali, con minime oltre i 25°C;59 giornate con temperature massime superiori ai 30°C;27 giorni oltre i 35°C;12 giornate con picchi superiori ai 37°C.Secondo il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), il caldo intenso proseguirà almeno fino ai primi giorni della prossima settimana. A Roma, nelle prossime ore, le temperature notturne potrebbero non scendere sotto i 28 gradi, rendendo ancora più difficoltoso il recupero fisiologico durante la notte.Fine settimana da bollino rossoLe previsioni indicano un weekend caratterizzato da sole e temperature molto elevate.Venerdì le massime raggiungeranno i 38°C a Roma e Viterbo, mentre Latina e Frosinone toccheranno i 37°C.Sabato il tempo resterà stabile e soleggiato, con valori compresi tra 37 e 39 gradi nelle aree interne del Lazio. Solo lungo la dorsale appenninica potranno svilupparsi innocui annuvolamenti pomeridiani.Per domenica è previsto ancora caldo intenso, con possibili brevi rovesci o temporali di calore sull’Appennino nelle ore pomeridiane.Cresce il rischio incendi e siccitàANBI richiama l’attenzione anche sulle conseguenze ambientali dell’ondata di calore.Nell’ultima settimana sono andati distrutti quasi 17 mila ettari di bosco in Sicilia, mentre incendi hanno interessato anche il Gargano, il Basso Molise, la Calabria e alcune aree di Roma, dove la vegetazione secca aumenta il rischio di roghi.Il presidente di ANBI Francesco Vincenzi sottolinea la necessità di valutare non solo l’impatto ambientale degli incendi, ma anche le conseguenze economiche e turistiche. Il direttore generale Massimo Gargano ribadisce invece l’urgenza di investire in nuove infrastrutture idriche, come il Piano Invasi Multifunzionali, per rafforzare la disponibilità d’acqua e migliorare le attività di prevenzione e contrasto agli incendi.