Ieri sera, mentre le notizie dalle spiagge di Ceuta continuavano ad arrivare a raffica, su X ha iniziato a circolare un filmato di poco più di cinquanta secondi. Si vede un camion ribaltabile, marchiato AL BURAQ, fermo su una strada assolata del nord del Marocco. Dal cassone scendono decine di ragazzi, quasi tutti giovani, alcuni a piedi nudi, altri con zaini leggeri. Un agente della Gendarmerie Royale è lì, a pochi metri, con la divisa grigia e la cintura bianca. Non interviene in modo deciso. Li guarda. A tratti fa un gesto verso il traffico. Poi il camion riparte vuoto.Il video porta in basso il logo di Tetouanpost, una pagina Facebook locale di Tetouan che lo ha pubblicato il 30 luglio nel tardo pomeriggio. La didascalia originale parlava di «elementi della gendarmeria e della sicurezza nazionale dispiegati sulle strade per impedire il flusso» verso Ceuta. In poche ore, però, lo stesso filmato è stato rilanciato da account spagnoli e internazionali con un’altra lettura: le autorità marocchine che lasciano scaricare i migranti a pochi chilometri dal confine.Il pezzo è autentico. La ripresa è da dashcam, i movimenti sono naturali, le targhe e il marchio del camion corrispondono a veicoli marocchini, l’uniforme dell’agente è quella della Gendarmerie Royale. È stato girato il 30 luglio sulla strada che collega Tetouan a Fnideq, nella zona che porta verso il valico di El Tarajal. Non ci sono indizi di manipolazione o di immagini vecchie: lo stesso giorno migliaia di persone, in gran parte giovani marocchini, hanno tentato di entrare a Ceuta a nuoto o aggirando le barriere. Le stime della televisione di Stato spagnola parlano di due-tremila ingressi. Almeno nove persone sono morte. Madrid ha inviato rinforzi militari. Sul lato marocchino le forze dell’ordine hanno usato idranti e bloccato diversi tentativi, ma le immagini di camion pieni di ragazzi che si svuotano a pochi chilometri dal confine hanno riacceso le accuse di sempre: che Rabat allenti di proposito i controlli quando vuole esercitare pressione politica.Le autorità marocchine non hanno commentato questo specifico video. Da Madrid si parla di cooperazione sui rimpatri e si attribuisce l’ondata alle reti di trafficanti che hanno sfruttato una recente sentenza della Corte Suprema spagnola. Restano, però, i fatti grezzi: un camion che scarica, un gendarme che osserva, e migliaia di persone che in poche ore hanno cambiato il volto di una città di ottantacinquemila abitanti.Il filmato di Tetouanpost non prova da solo un piano orchestrato. Mostra però, con una chiarezza quasi banale, quanto sia sottile la linea tra controllo e tolleranza in questi giorni di tensione.The post Caos Ceuta, il video virale: “La polizia marocchina li lascia partire” appeared first on Radio Radio.