Quando pensiamo a un eroe greco pronto a combattere contro creature leggendarie, immaginiamo muscoli scolpiti, sguardo determinato e una preparazione fisica degna di un semidio. E nel nuovo kolossal The Odyssey di Christopher Nolan, Matt Damon sembra avere tutti gli ingredienti giusti per interpretare Ulisse: il re di Itaca, il guerriero astuto e il protagonista di uno dei viaggi più celebri della storia della letteratura.C’è però un piccolo dettaglio che cambia completamente prospettiva: quei bicipiti da guerriero omerico che hanno attirato l’attenzione del pubblico non appartengono completamente all’attore americano. A “prestarli” a Damon, almeno in una delle scene più spettacolari del film, è stata una donna. Il suo nome è Devyn Dalton, stuntwoman canadese di 34 anni, alta appena 1 metro e 40 ma con una forza fisica che avrebbe potuto tranquillamente competere con gli stessi eroi dell’antica Grecia.Matt Damon ringrazia la sua “arma segreta”Il curioso retroscena è emerso proprio grazie a Matt Damon. Durante un’intervista, quando qualcuno ha elogiato la sua trasformazione fisica e i suoi muscoli per il ruolo di Ulisse, l’attore ha subito corretto il complimento. La verità? Il merito di quelle braccia impressionanti era di Devyn Dalton.«Le sue braccia sono le più straordinarie che abbia mai visto», avrebbe raccontato Damon parlando della sua controfigura. Un complimento decisamente particolare, soprattutto considerando che normalmente gli attori sono abituati a ricevere applausi per allenamenti, diete estreme e trasformazioni fisiche. Questa volta, invece, il protagonista ha dovuto ammettere che dietro la sua versione più muscolosa c’era qualcun altro. Anzi, qualcun’altra.Foto: Janet Mayer/INSTARimages.com/ipa-agency.netThe Odyssey, il film di Christopher Nolan finisce online: la Universal interviene dopo la fuga della copia pirataLa battaglia contro i Lestrigoni e il trucco della prospettivaDevyn Dalton è entrata in scena durante una delle sequenze più spettacolari dell’Odissea: la battaglia di Ulisse contro i Lestrigoni, i giganti antropofagi che nella mitologia greca rappresentano una delle minacce più terribili affrontate dall’eroe durante il suo viaggio verso casa. Per rendere credibile lo scontro tra un uomo e delle creature gigantesche, Nolan ha scelto di utilizzare una tecnica cinematografica vecchia quanto il cinema stesso: la prospettiva forzata.L’illusione ottica permette di modificare la percezione delle dimensioni senza utilizzare necessariamente effetti digitali. Giocando con posizione degli attori, distanza dalla macchina da presa e inquadrature studiate al millimetro, persone e oggetti possono sembrare molto più grandi o molto più piccoli rispetto alla realtà. Una tecnica amata anche da registi come Alfred Hitchcock e utilizzata da Peter Jackson per creare il mondo de Il Signore degli Anelli, soprattutto nelle scene dedicate agli Hobbit. È una scelta perfettamente coerente con la filosofia di Nolan, da sempre grande sostenitore degli effetti pratici e delle riprese realizzate direttamente sul set invece di affidarsi completamente alla computer grafica.Foto: UPI MediaThe Odyssey, le libertà che Christopher Nolan si è preso con Omero: quando il mito diventa un’altra storiaChi è Devyn Dalton, la donna dietro i muscoli di UlisseNata e cresciuta in Canada, Devyn Dalton arriva al cinema da un percorso molto particolare. Prima di diventare una stuntwoman professionista, infatti, si è formata come ballerina, sviluppando disciplina, controllo del corpo e capacità atletiche che si sono poi rivelate fondamentali nel mondo delle controfigure.Il suo debutto sul grande schermo risale al 2011, con piccoli ruoli nella saga de Il Pianeta delle Scimmie; negli anni successivi ha lavorato in diverse produzioni, mettendo a disposizione le sue capacità fisiche in film e serie televisive come Weapons e The Last of Us. Con The Odyssey, però, arriva una novità importante nella sua carriera: per la prima volta è stata scelta come controfigura di un celebre attore protagonista maschile. Un caso non così comune in un settore dove la presenza femminile è ancora molto ridotta. Secondo i dati del sindacato Sag-Aftra, le donne rappresentano poco più del 20% degli stunt performer, una percentuale che racconta quanto il mondo delle controfigure sia ancora prevalentemente maschile. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da DEVYN DALTON (@devyn.dalton)La piccola grande rivincita delle stuntwomanLa storia di Devyn Dalton è curiosa, quasi da commedia hollywoodiana: una donna alta meno di un metro e quaranta che presta i muscoli a uno degli attori più famosi del mondo per trasformarlo in un guerriero leggendario. Ma dietro l’ironia c’è anche un messaggio importante: le stuntwoman sono professioniste che affrontano quotidianamente scene pericolose, combattimenti, cadute e acrobazie che spesso rimangono invisibili agli occhi del pubblico.Il cinema celebra gli attori davanti alla macchina da presa, ma dietro ogni grande scena d’azione c’è spesso qualcuno che rischia in prima persona. «Le donne lavorano duramente in questo settore da tantissimo tempo e credo sia entusiasmante poter far parte di un movimento che finalmente dia loro la visibilità che meritano», ha raccontato Devyn parlando della sua esperienza. E chissà che il futuro non riservi davvero una sorpresa: con l’introduzione della nuova categoria “Miglior Stunt Design” agli Oscar, prevista per la centesima edizione degli Academy Awards, il lavoro delle controfigure potrebbe finalmente ricevere il riconoscimento che merita.Nel frattempo, Matt Damon può tranquillamente continuare a interpretare Ulisse. Ma ora sappiamo una cosa: quando il re di Itaca mostra i muscoli, una parte del merito appartiene a una donna che, nella vita reale, è piccola solo nelle dimensioni. Perché quanto a forza, Devyn Dalton sembra avere qualcosa di decisamente mitologico.| Da Rumors.it