La furia di Trump dopo i raid iraniani in Giordania. "Prenderanno una bella batosta"

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AGI - La tensione tra Stati Uniti e Iran torna a salire dopo l’attacco missilistico contro una base americana in Giordania e i successivi raid congiunti di Washington e Riad contro le Forze di Mobilitazione Popolare in Iraq. Il presidente americano Donald Trump ha promesso una risposta durissima, mentre Teheran ha denunciato una violazione della sovranità irachena e ha ribadito che nessuna nave potrà attraversare lo Stretto di Hormuz senza la sua autorizzazione.“Gli faremo il c...”, ha detto Trump, secondo quanto riferito da Fox News, che ha riportato anche la frase originale: “We’re going to beat the fucking shit out of them”. “Li colpiremo duramente”, ha aggiunto il presidente americano.  BREAKING: President Trump tells Fox News the U.S. will respond after surprise attacks on U.S. forces in Jordan: "We're going to beat the f***ing sh** out of them." "We'll be hitting them hard." "They're going to get a beating." @TreyYingst pic.twitter.com/KgSXEmgt2p — FOX & Friends (@foxandfriends) July 29, 2026Trump: “Un attacco a sorpresa”Trump ha definito quello iraniano “un attacco a sorpresa” aggiungendo che “le forze americane hanno avuto appena pochi minuti per intercettare e abbattere i missili iraniani”. L’attacco, come detto,ha preso di mira le forze statunitensi in Giordania. Secondo le ricostruzioni internazionali, i missili sono stati intercettati prima di colpire gli obiettivi. Stati Uniti e Arabia Saudita hanno quindi condotto raid contro postazioni delle milizie filo-iraniane in diverse province irachene. "Prenderanno una bella batosta" (Donald Trump)Il premier iracheno annulla la visita in Arabia SauditaIl primo ministro iracheno Ali Faleh al-Zaidi ha annullato la visita prevista in Arabia Saudita dopo i raid congiunti sul quartier generale e sulle strutture delle Forze di Mobilitazione Popolare in diverse province del Paese. Lo ha riferito il quotidiano iracheno Shafaq News, citando una fonte governativa. La visita è stata rinviata “a tempo indeterminato”. Al-Zaidi era atteso il 30 luglio a Gedda per incontrare il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.Teheran condanna i raid in IraqIl ministero degli Esteri iraniano, di contro, ha condannato “con la massima fermezza gli attacchi aggressivi degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita contro alcune aree dell’Iraq”. In una nota diffusa dai media iraniani, il dicastero ha affermato che i raid “rappresentano una palese aggressione contro la sovranità nazionale e l’integrità territoriale dell’Iraq e costituiscono una violazione dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del diritto internazionale”.Secondo Teheran, i bombardamenti “si inseriscono nella strategia degli Stati Uniti e del regime sionista volta ad ampliare la guerra e ad aumentare l’instabilità nella regione”. Il governo iraniano ha inoltre avvertito che “il regime aggressore e bellicista degli Stati Uniti e i suoi alleati nella regione” saranno “responsabili delle pericolose conseguenze di queste azioni provocatorie e disumane”.Le forze americane hanno attaccato anche una località iraniana al confine con l’Iraq, secondo quanto riferito dai media di Stato di Teheran. “Una località nell’area di confine di Piranshahr è stata attaccata da aerei nemici americani”, ha riportato la televisione iraniana. L’agenzia Fars ha citato un funzionario della provincia dell’Azerbaigian Occidentale, secondo il quale un missile ha colpito un’area disabitata senza provocare vittime.   Per l'Iran lo stretto di Hormuz resta chiusoUna fonte militare iraniana citata dall’agenzia Fars ha ribadito che nessuna imbarcazione può attraversare lo Stretto di Hormuz senza l’autorizzazione di Teheran. “Lo Stretto di Hormuz rimane completamente chiuso e nessuna imbarcazione è autorizzata ad attraversare questa via d’acqua strategica”, ha dichiarato la fonte. “Le Forze armate iraniane hanno il pieno controllo dello Stretto e qualsiasi tentativo di attraversamento, in particolare da parte di imbarcazioni che non prestino attenzione agli avvertimenti, sarà accolto con una risposta immediata e decisa”.Il traffico resta comunque limitato. Secondo MarineTraffic, il 28 luglio sono passate da Hormuz 12 imbarcazioni, il doppio rispetto al giorno precedente. Dieci avrebbero seguito la rotta indicata dall’Iran. Tra queste figurano tre navi giapponesi che hanno lasciato il Golfo Persico rispettando le disposizioni della Marina di Teheran, secondo quanto riferito dai media iraniani. MarineTraffic ha monitorato anche il traffico attraverso Bab el-Mandeb, dove sarebbero transitate 41 imbarcazioni.Il governo iraniano vieta le liti pubblicheNel pieno dell’escalation, il vicepresidente iraniano Mohammad-Reza Aref ha avvertito ministri e alti dirigenti che le controversie interne non devono essere portate sui media o davanti all’opinione pubblica. Il richiamo lascia intravedere possibili tensioni all’interno dell’apparato di governo. “Se tra diversi organismi governativi emergono divergenze, devono essere discusse all’interno del governo e alla presenza del presidente della Repubblica, per individuare la soluzione migliore”, ha dichiarato Aref, secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim.“Nessun ente governativo ha il diritto di agire contro un altro” o di adottare “decisioni contrarie alle posizioni di un altro”, ha proseguito. Se un ministro o un organismo agirà autonomamente oppure porterà le controversie interne sui media, il governo “interverrà senza alcuna esitazione e potrà arrivare fino alla destituzione del più alto responsabile dell’ente coinvolto”. “Il governo, su questo tema, non farà sconti a nessuno”, ha concluso Aref.