«Abbiamo deciso di non candidarci ai Grammy quest’anno. Speriamo che la nostra musica possa essere ascoltata e apprezzata per quello che è, senza essere divisa da regioni o lingue», la protesta dei BTS, che arriva dai profili Instagram privati dei singoli membri della band, fa scalpore e arriva circa un mese dopo che la Recording Academy, l’associazione che gestisce il più importante e rinomato premio della musica a livello internazionale, ha annunciato una nuova categoria: Best Asian Pop Music Performance. Una scelta, immaginiamo, fatta per certificare la presenza (indiscutibile) di artisti orientali nel mare magnum del mercato pop internazionale, ma così non l’hanno presa RM, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jungkook, ovvero i membri dei BTS, la K-Pop band più riconosciuta al mondo, che già in passato è stata candidata nelle categorie miglior performance di un duo/gruppo pop e miglior video musicale, anche se non ha mai vinto.Perché questa nuova categoria?Se la più importante band coreana del mondo si pone un problema rispetto la creazione di questa nuova categoria, qualche dubbio viene anche da questo lato della barricata. La spiegazione data dalla Recording Academy sul sito ufficiale non dirada la nebbia: «Questa categoria premia l’eccellenza artistica nelle performance di musica pop asiatica originarie o ampiamente riconosciute nei mercati asiatici, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, K-pop, J-pop e C-pop, con un uso significativo di una o più lingue asiatiche. I premi vengono assegnati all’artista o agli artisti che si esibiscono». Ok, ma si tratta di un modo per accogliere, categorizzare, questo mash-up, alle volte anche culturalmente intrigante, di certo economicamente performante, tra due mondi una volta agli antipodi? Quindi, appunto, per esempio, il successo di una boy o girl band coreana che fa tutto quello che farebbe una boy o girl band americana? Ed è questo il caso dei BTS. Oppure, secondo una visione più intellettuale, il voler allargare le braccia, all’interno di un momento del tutto mainstream, a un intento musicale del tutto diverso? Attraverso questa categoria scopriremo tutti i talenti del mercato asiatico oppure è un modo per dare un premio a quei fenomeni musicali che di orientale hanno giusto i tratti somatici?Il grande ritornoIl primo pensiero dopo aver letto il messaggio dei BTS è che la band coreana in pratica non accetta di “vincere facile” grazie a Arirang, il disco che ha segnato il definitivo ritorno sulle scene dopo circa quattro anni di interruzione dei lavori per lasciar spazio a progetti solisti nonché per sbrigare il servizio militare obbligatorio. Un ritorno in grande stile, pare che il disco abbia venduto un milione di copie nei primi dieci minuti sugli scaffali, per superare i 4 milioni nella prima settimana, un record per quel che riguarda finora l’annata 2026, uno dei tanti raggiunti dalla band se consideriamo anche i dati delle piattaforme, arrivando a conquistare la vetta di tutte le più importanti classifiche globali.L'articolo I Grammy creano il premio per il pop asiatico, i BTS si tirano fuori: «La musica non ha confini» proviene da Open.