La Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid ha reso pubblica una perizia tecnica sul protocollo terapeutico noto come tachipirina e vigile attesa, adottato nei primi mesi della pandemia da SARS-CoV-2. Le indicazioni terapeutiche diffuse allora dal Ministero della Salute, guidato dal ministro Roberto Speranza, sarebbero arrivate con circa otto mesi di ritardo rispetto all’inizio dell’emergenza sanitaria, lasciando per mesi medici e operatori sanitari privi di un protocollo ufficiale con cui affrontare il virus. Ma questo è solo il prologo di quanto emerso.I lavori della Commissione non si esauriscono nelle audizioni che tutti possono seguire in diretta: c’è un altro lavoro, meno visibile ma decisivo, che riguarda l’acquisizione di documenti e di studi, indagini delegate a magistrati della Commissione, ufficiali di polizia giudiziaria e Guardia di Finanza, e perizie affidate a esperti in materia. È il caso della perizia pubblicata dalla Commissione a firma della dottoressa Amato — esperta delegata all’unanimità — che nei giorni scorsi ha depositato un elaborato proprio sulla tachipirina e vigile attesa, ricostruisce Alice Buonguerrieri nel corso della diretta di Un Giorno Speciale: “Le linee terapeutiche indicate dal Ministero della Salute sono arrivate con circa otto mesi di ritardo: per otto mesi, all’inizio della pandemia, medici, infermieri e operatori sanitari sono stati lasciati soli a combattere il virus. Quando sono arrivate, quelle linee guida si sono concretizzate nel protocollo della tachipirina e vigile attesa che, secondo la dottoressa Amato, ha aggravato la malattia e le condizioni di salute dei cittadini italiani, probabilmente aumentando anche i decessi”. La vigile attesa, spiega ancora, “nella maggior parte dei casi ha significato abbandono del paziente: un atteggiamento che si utilizza quando le probabilità di guarigione spontanea sono elevatissime, ma non era questo il caso delle prime varianti di SARS-CoV-2, che hanno causato moltissimi decessi”. Il protocollo si concretizzava poi nella misurazione della saturazione dell’ossigeno — non tutti disponevano di un saturimetro — e nella prescrizione di paracetamolo, la tachipirina: “La prescrizione di un semplice antipiretico e antidolorifico non solo non ha aiutato i pazienti a guarire, e non si fondava su evidenze scientifiche che all’epoca indicavano già cure alternative, ma molto probabilmente ha aggravato e aumentato il rischio di morbilità e mortalità”.perizia 165988022 aggiornata al 10 luglio 2026DownloadResta la questione dei responsabili. Per Fabio Duranti la priorità è individuare chi ha materialmente scritto quel protocollo, e con quale motivazione: “Quando si scrive qualcosa bisogna avere un motivo, e le norme non si scrivono da sole: c’è sempre qualcuno che le decide. Ci deve essere un nome e un cognome di chi ha rilasciato quella disposizione che, per la maggior parte dei medici, era pressoché inevitabile seguire: chi si fosse comportato diversamente avrebbe rischiato radiazioni, censure e altro. Una volta identificato chi è stato, quella persona dovrebbe venire a spiegare in Commissione perché lo ha fatto”.La risposta arriva diretta: “Sarà una delle prime domande che porremo all’ex ministro della Salute Speranza: se condivide quel protocollo, chi lo ha scritto, e su quali evidenze scientifiche. La scienza non è un dogma, è confronto basato su evidenze scientifiche, e la dottoressa Amato nel suo elaborato ha indicato una serie di studi che dimostrano come, anche a quei tempi, esistessero terapie alternative”. I medici che si sono trovati a curare pazienti seguendo quella raccomandazione, aggiunge Buonguerrieri, sapevano perfettamente a cosa sarebbero andati incontro se non l’avessero applicata, anche in assenza di un obbligo giuridico: “La strada è stata indicata dal Ministero, e i medici l’hanno dovuta seguire. Anche Speranza sarà tra i prossimi auditi della Commissione”.Il quadro complessivo resta quello di un Paese tra i più colpiti al mondo, sia sul piano sanitario che su quello economico e sociale: “L’Italia è il paese che ha avuto il maggior danno nonostante le restrizioni modello cinese applicate dal governo Conte dell’epoca, che sono state le più severe d’Europa”.The post Spunta la perizia: “La vigile attesa ha aggravato la malattia” ▷ Buonguerrieri: “Convocheremo Speranza” appeared first on Radio Radio.