Con “Il nuovo impero del male. L’alleanza tra estremismi“ (Edizioni Curcio, 2026), Alessandro Bertoldi propone una lettura delle principali crisi geopolitiche contemporanee attraverso analisi, testimonianze e conversazioni con protagonisti della scena internazionale. Un volume di oltre 150 pagine, costruito con un ritmo agile grazie a una struttura che alterna approfondimenti, reportage e contributi diretti.Classe 1996, Bertoldi è direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman, think tank di ispirazione liberale, e ha costruito un percorso professionale che lo ha portato a confrontarsi con protagonisti della politica internazionale, esponenti istituzionali e intellettuali di diversi Paesi. Le sue analisi e i suoi interventi sono stati pubblicati su testate italiane e internazionali come Il Tempo, Il Riformista, The Jerusalem Post ed EU Reporter.Il libro riflette questo metodo: raccontare i grandi fenomeni contemporanei attraverso le voci di chi li vive in prima persona, un approccio maturato nell’esperienza giornalistica, nell’analisi strategica e nell’elaborazione di una visione di ispirazione liberale e atlantista.Questa prospettiva attraversa l’opera e orienta la lettura delle principali crisi geopolitiche, fondata sulla difesa delle democrazie liberali, dello Stato di diritto e delle libertà individuali di fronte alla convergenza tra regimi autoritari ed estremismi.Il fenomeno “rosso-verde”Il lettore viene accompagnato attraverso alcune delle principali crisi che stanno ridisegnando gli equilibri internazionali, in un percorso che unisce analisi, testimonianze e osservazione diretta dei fenomeni raccontati. Il volume affronta la trasformazione del dibattito occidentale, concentrandosi sul rapporto tra islam politico ed estremismi, sul fenomeno definito dall’autore “rosso-verde” e sul ruolo delle ideologie radicali all’interno delle società europee.In questa prospettiva trovano spazio le analisi dello studioso francese Alexander Del Valle e di Souad Sbai, impegnata da anni nel dibattito sul rapporto tra sicurezza, integrazione e diffusione del radicalismo politico.Il Medio OrienteAmpio spazio è dedicato al Medio Oriente, area nella quale Bertoldi ricostruisce le dinamiche che hanno segnato gli ultimi anni attraverso viaggi, approfondimenti e incontri con protagonisti politici, religiosi e accademici. Le pagine dedicate alla regione affrontano il terrorismo, il ruolo dell’Iran, la crisi siriana, il futuro dell’Afghanistan e le tensioni tra Israele e mondo arabo attraverso contributi diversi, tra cui quello di Oded Ailam, già capo del controterrorismo del Mossad, dell’erede dell’ultimo Shah dell’Iran Reza Pahlavi, dell’esperto di geopolitica Patrick Wajsman, di Ribal al-Assad, cugino dell’ex presidente siriano Bashar al-Assad, e di Samir Geagea, presidente delle Forze Libanesi. A completare il quadro intervengono anche voci del mondo religioso e accademico, come monsignor Yoannis Lahzi Gaid e il professor Pejman Abdolmohammadi.L’America LatinaUn’ altra parte significativa del volume guarda all’America Latina, dove l’autore analizza il rapporto tra regimi socialisti, crisi istituzionali e nuove forme di influenza internazionale. Venezuela, Cuba e Nicaragua diventano così il terreno per approfondire il tema della fragilità delle democrazie e delle conseguenze prodotte dalla convergenza tra autoritarismo e reti ideologiche transnazionali.Attraverso le testimonianze di rappresentanti politici e oppositori dei regimi, tra cui Edmundo González Urrutia, Maria Corina Machado, Ismael García e altri protagonisti della vita pubblica venezuelana, Bertoldi ricostruisce una stagione politica segnata dalla lotta per la libertà e dalla richiesta di riforme dell’ordine internazionale.Le possibili risposteNel volume trova spazio anche una riflessione sulle possibili risposte alle sfide contemporanee, con particolare attenzione al ruolo delle democrazie occidentali e ai modelli che, secondo l’autore, hanno saputo sviluppare strumenti efficaci contro il radicalismo e il fondamentalismo – gli Emirati Arabi Uniti sono considerati da Bertoldi un esempio di stabilità regionale e di contrasto all’estremismo. Un tema che Bertoldi ha affrontato anche in ambito istituzionale, richiamando la necessità di distinguere una religione da un progetto politico radicale.Nella prefazione, il direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, scrive che esistono almeno tre buone ragioni per leggere e consigliare la lettura del libro di Bertoldi. Le ragioni, naturalmente, sono affidate alle pagine del volume.Di certo, l’autore affronta alcune delle questioni centrali del nostro tempo, dal rapporto tra islamismo politico ed estremismi occidentali alla diffusione delle reti radicali, fino alle nuove sfide poste alle democrazie liberali. Il titolo Il nuovo impero del male richiama una tesi precisa: estremismi diversi tra loro possono convergere strategicamente quando condividono l’obiettivo di indebolire le democrazie liberali e l’ordine internazionale fondato su libertà, pluralismo e Stato di diritto.L'articolo Il nuovo impero del male che minaccia le democrazie occidentali proviene da Nicolaporro.it.