Lavori in corso

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In un giorno dedicato al commento degli ultimi dati sul Pil, mi pregio di segnalarvi che il primo grafico della seconda parte nella nuova edizione del Tramonto è questo nostro vecchio amico:con la A di Alberto, la C di crescita e la D di depressione. Naturalmente resta aperta la facoltà di segnalare eventuali altre cose che vi abbiano particolarmente colpito (io prendo nota). Non ho molto più di un'ottantina di pagine, quindi vanno un po' selezionate. La cosa che prende meno spazio però è la risposta alla domanda (ricorrente nella cloaca, che altrimenti non sarebbe tale): "Perché non siamo usciti?".La risposta è semplice: perché non lo avete voluto voi, dando solo il 17% all'unico partito euroscettico. Ci siamo contati per scoprire che la nostra era una battaglia minoritaria, e da quel momento in avanti, amici cari, ci si prospettava astrattamente un bivio: diventare dei piccoli Padoa Schioppa, cioè decidere noi per la maggioranza (posto che avessimo avuto i mezzi per realizzare le nostre decisioni, mezzi che naturalmente per definizione non avevamo, essendo minoranza), o iniziare una lunga traversata nel deserto delle istituzioni, nella disperata speranza che la consapevolezza potesse diffondersi fino ad attutire le conseguenze dell'inevitabile futura crisi.Potevamo fare di più per convincere gli elettori?E come no! Avete capito di chi parliamo, no? Di "guarandanovemijoni", "Pescaracas", "l'Italietta della liretta", ecc.Questi sono gli elettori.E anche qui siamo di fronte a un altro astratto bivio: dovevamo anche noi abbracciare la prospettiva epistocratica, negando il diritto di voto a dei cretini simili (resterebbe poi da capire come avremmo negato loro l'accesso alle urne...), oppure dovevamo rincretinire il nostro messaggio nella speranza di coinvolgere le loro deboli menti, salvo poi fare del loro consenso un uso migliore di quello che loro stessi ne avrebbero fatto?Ecco, questo secondo bivio è più impervio del primo.Nel primo caso, perdonatemi, ma non potete chiedermi di diventare un Padoa Schioppa, una persona disposta a infliggere qualsiasi livello di violenza economica alla maggioranza pur di condurla sul sentiero della Verità che pensa di avere in tasca (ricordate: "attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna"). Un approccio paternalistico che mi rifiutavo di avallare ex ante, e che quindi figuratevi quanto sia disposto a considerarlo ex post, ora che perfino Draghi ne ha dichiarato il fallimento (perché sì, il riavvicinare alla durezza del vivere era tagliare le pensioni, tagliare i salari, ridurre la domanda interna: cioè quella cosa che secondo il Draghi del 2025 ci ha rovinato e secondo il Bagnai del 2011 ci avrebbe rovinato...).Ma nel secondo caso, posto che la deriva epistocratica mi ripugna non fosse che per il mero dato di fatto estetico che chi se ne fa promotore è regolarmente un poraccio che parla un italiano infarcito di barbarismi ed è palesemente refrattario a qualsiasi fruizione culturale di minima quota, è altrettanto vero che la deriva "sciura Maria" (incretinirsi per inseguire i cretini) è altrettanto ripugnante, ed è nei fatti una causa attiva dello sfaldamento del nostro sostegno, dato che il cretino, o meglio lo stupido, come ci insegna Cipolla, è imprevedibile, e quindi andare al suo inseguimento non può che determinare un messaggio politico condannato a essere (e quel che è peggio a sembrare!) estemporaneo e privo di direzione.E questo credo chiuda il capitolo "politico" della seconda edizione, o quanto meno ne costituisca il nucleo (salvo aggiungere qualche aneddoto ad colorandum), lasciando spazio a temi più interessanti...