Gli attacchi ucraini contro i grandi centri logistici della piattaforma di e-commerce Wildberries aprono un nuovo capitolo della guerra tra Kyiv e Mosca. Dopo aver colpito per anni raffinerie, depositi di carburante, aeroporti e infrastrutture militari, l’Ucraina ha ora esteso la propria campagna di attacchi in profondità al territorio russo prendendo di mira quella che viene spesso definita “l’Amazon russa”. Una scelta che potrebbe apparire insolita, ma che risponde a una precisa logica militare. Nell’ultima settimana almeno una dozzina di magazzini afferenti alla compagnia sono stati colpiti da droni ucraini, dopo il primo attacco presso l’hub logistico dell’azienda sito nei pressi di Mosca (che ha prodotto una colonna di fumo visibile persino dai satelliti). I centri di distribuzione sono stati colpiti a San Pietroburgo, Tver, Simferopol, Krasnodar, Tambov e Voronezh.Secondo Mosca si tratta di attacchi contro infrastrutture civili. Tuttavia, gli analisti sostengono che Wildberries sia ormai diventata un elemento essenziale della catena logistica che sostiene lo sforzo bellico russo. Le carenze del sistema di approvvigionamento militare ufficiale hanno infatti spinto numerosi reparti dell’esercito a ricorrere agli acquisti online e alle raccolte fondi organizzate da volontari per procurarsi equipaggiamenti e componenti destinati al fronte.Fino a pochi giorni prima degli attacchi, la piattaforma ospitava addirittura una sezione dedicata alla cosiddetta “Operazione militare speciale”, nella quale erano presenti oltre 200 mila prodotti. Oltre agli articoli celebrativi del conflitto, il catalogo comprendeva caschi balistici, giubbotti antiproiettile, kit medici da combattimento, componenti per droni, sistemi di sgancio per munizioni e altri equipaggiamenti destinati chiaramente all’impiego militare. Molti prodotti riportavano la dicitura “testato nella Svo”, accompagnata da certificazioni ufficiali e recensioni di acquirenti che dichiaravano esplicitamente di acquistarli “per i ragazzi al fronte”. Dopo i bombardamenti, la categoria è stata rimossa, ma i prodotti continuano a essere disponibili sotto altre sezioni del sito.Secondo il diritto internazionale umanitario, un’infrastruttura civile può perdere la propria protezione qualora contribuisca in maniera concreta a fornire un vantaggio militare. Le dimensioni del fenomeno sono significative: un’indagine citata da Foreign Policy ha individuato circa mille prodotti presenti sulla piattaforma che possono essere classificati come equipaggiamenti esclusivamente militari e altri 4.500 articoli a duplice uso, dai visori notturni ai sistemi anti-drone, passando per power bank, lacci emostatici e indumenti tecnici. Parallelamente, centinaia di canali Telegram dedicati al sostegno delle forze armate russe pubblicano quotidianamente collegamenti diretti alle pagine di Wildberries e di altre piattaforme per acquistare materiali destinati alle unità combattenti.Lo stesso Cremlino ha più volte riconosciuto il ruolo crescente delle iniziative private nel sostenere le forze armate. Il ministro della Difesa Andrei Belousov ha dichiarato che migliaia di sistemi e prodotti sviluppati da volontari e piccole aziende sono stati trasferiti all’esercito, mentre il presidente russo Vladimir Putin ha più volte elogiato il contributo dell’industria civile e degli innovatori indipendenti alla produzione di equipaggiamenti militari. Una rete di approvvigionamento di cui la capacità logistica garantita da piattaforme come Wildberries è parte integrante.Gli effetti degli attacchi, tuttavia, non mirano soltanto a inficiare la logistica relativa alla dimensione militare. Wildberries rappresenta infatti una delle principali piattaforme di commercio elettronico della Russia e viene utilizzata quotidianamente da decine di milioni di cittadini. Milioni di piccoli commercianti basano inoltre la propria attività sulla rete logistica dell’azienda. Secondo l’analisi, colpire questi centri significa portare la guerra nella quotidianità della popolazione russa, incrinando quella sensazione di normalità che il Cremlino ha cercato di preservare durante oltre quattro anni di conflitto.Anche il danno economico appare considerevole. Dopo la prima ondata di bombardamenti, circa l’8% della capacità logistica complessiva di Wildberries sarebbe stata messa fuori uso. I danni diretti agli impianti sono stimati intorno ai 400 milioni di dollari, mentre le perdite subite dai venditori per la distruzione delle merci potrebbero raggiungere i due miliardi di dollari. Parallelamente, i media statali russi hanno limitato al minimo la copertura degli attacchi e il governo starebbe valutando misure di sostegno economico per l’azienda.Secondo il comandante delle forze unmanned ucraine Robert “Magyar” Brovdi, l’operazione ha anche una chiara dimensione psicologica. L’obiettivo è interrompere “l’illusione di una vita normale” che molti cittadini russi hanno continuato a vivere nonostante la guerra. Colpire una piattaforma presente sugli smartphone di milioni di persone significa rendere il conflitto visibile nella vita quotidiana dei russi, trasformando un’infrastruttura commerciale in un nuovo fronte della guerra economica e logistica tra Kyiv e Mosca.