Sanchez mejo de Vannacci: erige un muro in mezzo al mare contro i migranti

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Pensate solo a immaginare cosa sarebbe successo se Giorgia Meloni o Matteo Salvini avessero eretto un muro in acqua per fermare gli immigrati. Altro che frontiere chiuse. Altro che blocco navale. Altro che politica dei porti chiusi. Quello annunciato e realizzato da Pedro Sanchez, cocco della sinistra, è molto più duro di qualsiasi altra iniziativa messa in campo (o anche solo caldeggiata) dal centrodestra italiano.A Ceuta stamattina sono infatti iniziati i lavori per l’installazione delle nuove barriere di contenimento nello specchio d’acqua del Tarajal, il tratto di confine marittimo che separa l’exclave spagnola dal Marocco. A riferirlo è El Faro de Ceuta, secondo cui le operazioni sono partite alle 7:50 di questa mattina, dando seguito all’annuncio fatto venerdì dal premier Pedro Sánchez durante la sua visita nella città autonoma.L’intervento ha previsto la posa di una barriera pneumatica lunga circa 500 metri che di fatto è un “prolungamento” del molo e funge da barriera fisica. La struttura emerge dall’acqua per un’altezza variabile tra 30 e 70 centimetri e prosegue sott’acqua fino a circa un metro di profondità. Il sistema sarà affiancato da una prima linea di boe ancorate, messe a disposizione dalla Marina spagnola.Leggi anche:“Ho paura, sono circondata” Ceuta, lo strazio della donna tra le lacrime. E i migranti ridono“Tornati in Marocco quasi tutti i migranti”. Ma le strade di Ceuta dicono altroGiovani, uomini, in perfetta salute: a Ceuta è invasione di Alessandro BonelliTra le due barriere sarà mantenuto un corridoio destinato alle imbarcazioni della Guardia Civil, che potranno così continuare a operare per la sorveglianza e la protezione dell’area.L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è fermare gli ingressi irregolari via mare dopo la recente emergenza migratoria che ha investito Ceuta. Pedro Sánchez aveva definito gli arrivi di massa una “violazione dell’integrità territoriale” della Spagna, annunciando un rafforzamento delle misure di controllo lungo la frontiera.Secondo quanto riferisce El Faro de Ceuta, il governo ritiene che il nuovo sistema di contenimento possa consentire anche l’avvio di rimpatri direttamente alla frontiera, in ottemperanza alla ormai famosa sentenza della Corte Suprema secondo cui l’arrivo a nuoto non permetteva rimpatri immediati non essendoci una vera e propria barriera di confine. Lo stesso Sánchez ha inoltre lasciato intendere che potrebbero essere introdotte modifiche legislative per rendere le procedure di rimpatrio “più efficienti”.Accompagnato dal ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, Sánchez ha spiegato che la barriera, affidata alla società pubblica Sasemar, avrà una funzione sia pratica sia deterrente: costituirà infatti un ostacolo visibile che dovrebbe scoraggiare le traversate a nuoto e consentire, dal punto di vista amministrativo, di effettuare più agevolmente i rimpatri nel rispetto della sentenza. Mejo de Vannacci, insomma.