Russia. Attentato terroristico al ristorante italiano: 5 morti, preso di mira il generale Chaiko

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di Enrico Oliari – Man mano che passano le ore, le autorità russe sono sempre più convinte che vi sia la mano dei servizi ucraini dietro l’attentato di ieri sera al ristorante italiano Balzi Rossi di Mosca, dove era in corso una piccola festa di compleanno per il colonnello generale Aleksandr Chaiko, da quest’anno comandante delle forze aerospaziali. Al momento non sono noti i dettagli, ma da quanto si è appreso Chaiko sarebbe sopravvissuto all’ordigno introdotto nel locale da una donna, deceduta nella deflagrazione insieme alla guardia che l’aveva fermata all’ingresso. Illeso anche lo chef napoletano Carmine Alfieri e i membri del suo team.L’ambasciata russa a Roma ha parlato, in una nota diffusa attraverso Telegram, di “sanguinari tentacoli della banda terroristica di Zelensky” che “sono arrivati fino al ristorante italiano Balzi Rossi di Mosca”, sottolineando che “solo grazie all’attenzione e all’abnegazione professionale di un agente dei servizi di sicurezza russi, lo chef napoletano Carmine Alfieri e i membri della sua squadra non sono rimasti feriti”.Il bilancio, allo stato attuale, ancora non ufficiale, è di 5 morti, tra cui l’attentatrice, e 19 feriti tra i clienti del rinomato locale di via Kudrinskaya.Chaiko è stato uno dei comandanti dell’attacco all’Ucraina del 2022, ma è stato sanzionato dall’Unione Europea per il massacro di Bucha, dove sarebbero state uccise dai russi, in modo sommario, centinaia di persone.È tuttavia lunga la lista degli attentati contro comandanti di alto rango eliminati con ordigni o altri mezzi dai servizi ucraini: in febbraio era stata tentata la vita del tenente generale Vadim Alekseev, vice capo dell’intelligence militare russa (GRU), ferito in casa sua da un sicario; nel dicembre dello scorso anno un ordigno posizionato sotto il fondo di un’auto aveva ucciso il tenente generale Fanil Sarvarov, il quale era capo del dipartimento di preparazione operativa dello Stato maggiore delle Forze russe; nell’aprile dello stesso anno, 2025, era stato ucciso in un attentato simile il tenente generale Yaroslav Moskalik, vice capo della Direzione operativa principale dello Stato maggiore delle Forze armate, mentre il 17 dicembre 2024 erano stati assassinati a Mosca, con una bomba piazzata su un monopattino, il generale Igor Kirillov e il suo assistente I. V. Polikarpov, con tanto di rivendicazione del GUR, cioè del servizio segreto ucraino. Il 3 febbraio 2025 era stato assassinato nella capitale russa Armen Sargsyan, fondatore della Forza Arbat, impegnata nel Kursk contro l’invasione ucraina e attiva in passato nel Donbass, dove guidava una milizia filorussa.Il 29 giugno di quest’anno un pacco bomba ha ferito l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev e la sua famiglia nel Principato di Monaco: era sanzionato da Kiev per i suoi legami con la Russia, dove aveva interessi, ma al momento sul movente non vi sono certezze; è stata trovata morta poco dopo a Kiev, uccisa da colpi di arma da fuoco, l’attentatrice Anastasiia Berezovska.Sono poi numerosi gli attentati sventati dall’FSB, il servizio segreto interno russo, e in tutti i casi gli individui arrestati hanno confessato di essere stati ingaggiati dai servizi ucraini con la promessa di denaro e di portare la famiglia in un Paese dell’Europa occidentale. Nel gennaio 2025 è stato addirittura sventato un attacco con sostanze tossiche contro i lavoratori di un’impresa militare nella regione di Yaroslavl, mentre in febbraio è stato salvato in extremis da un attentato, che sarebbe dovuto avvenire a Mosca, il metropolita di Crimea Tikhon, noto per le sue posizioni critiche nei confronti delle “forze esterne” che, a suo giudizio, hanno causato un conflitto fratricida.