Euro digitale, pagamenti più semplici e meno commissioni: ecco come la banconota si smaterializzerà

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Una moneta digitale che funziona come il contante, che consentirà ai cittadini di scambiare somme di denaro con facilità e effettuare pagamenti offline proprio come se si avessero delle banconote in tasca, con vantaggi evidenti anche per i piccoli commercianti che, ci si aspetta, pagheranno una commissione inferiore a tutte quelle in vigore. E’ la sfida dell’Euro digitale, che diventerà realtà nel 2029, mentre il progetto pilota prenderà il via il prossimo anno.“In Italia oggi oltre la metà dei pagamenti sono digitali, in Europa lo è il 60%: la sfida è portare il contante, unico strumento di pagamento pubblico, nell’era dell’economia digitale. È una questione di autonomia europea in un settore strategico che per due terzi è dominato da operatori stranieri: significa che oggi le scelte di soggetti che hanno una governance extra Ue ricadono su tutti gli utenti. Una debolezza che in un momento come quello che stiamo vivendo, segnato da continue tensioni geopolitiche, non possiamo permetterci”, spiega in un’intervista a LaPresse Nicola Branzoli, Capo Divisione Normativa, Ricerca e supporto tecnico dell’Unità Euro digitale della Banca d’Italia.Le novità dell’Euro digitale“Oggi non c’è una soluzione simile: per scambiare denaro tra privati bisogna avere spesso lo stesso intermediario, con l’Euro digitale non servirà”, spiega. Per fare un esempio concreto, oggi bisogna che entrambi abbiano un account a Satispay, o Paypal, o Bancomat Pay o altri servizi simili, altrimenti non è possibile effettare la transazione. Inoltre, aprendo un conto si otterà il proprio Dean, digital euro account number, una sorta di ‘Iban’ ma univoco e valido sempre, anche cambiando la propria banca di riferimento.L’altro aspetto di novità è l’utilizzo offline: “sarà come avere un Atm in tasca”, spiega Branzoli, “si potrà prelevare dal proprio conto e scaricare dei token sul proprio cellulare, o sulla carta: utile in caso si vada in zone senza connessione o anche in caso di emergenze”. La privacy è assicurata: “l’offline è come il contante anche in questo, il trasferimento dei soldi viene registrato, come oggi un prelievo allo sportello, ma poi nella transazione offline tra utenti non ci sono intermediari e quindi non c’è traccia di dove vadano effettivamente quei soldi”. Certo, il rischio è di perdere gli euro scaricati in caso di furto o smarrimento del telefono, un po’ come avviene oggi per il portafogli, con la differenza che gli smartphone hanno sistemi di riconoscimento per lo sblocco, quindi non è così facile accedere ai soldi contenuti. La tutela della privacy pone poi problemi di possibili abusi, come evasione e riciclaggio: un tema cui i co-legislatori europei risponderanno fissando dei limiti quantitativi alla detenzione di moneta digitale. “Questi limiti però non riguardano il valore delle transazioni: collegando il conto euro digitale al proprio conto bancario, ci sarà un trasferimento istantaneo dal secondo al primo, in caso di pagamento di importo superiore a quello disponibile”.L’Euro digitale: ecco cosa cambiaCon l’euro digitale “i cittadini potranno effettuare pagamenti in tutti i paesi Euro, dove per tutti gli esercenti sarà obbligatoria l’adesione, molto semplice anche per gli operatori degli altri Paesi Ue e quelli della zona commerciale”. I vantaggi ci sono anche per i commercianti: “l’euro digitale sarà integrato in tutti gli acquirer, e sui pagamenti pagheranno una commissione regolamentata, con un massimale fissata per legge – spiega Branzoli – ci si aspetta sia inferiore a tutte quelle attualmente applicate, visto che una parte dei costi di intermediazione sarà sussidiata dall’Eurosistema, con benefici evidenti per le Pmi, penso soprattutto ai piccoli commercianti come il bar, la tintoria, il barbiere“.Il cammino è avviato: da una parte c’è la costruzione del regolamento Ue, su cui il trilogo tra le istituzioni europee è iniziato questo mese “e dovrebbe chiudersi entro fine anno”, spiega l’economista. Dall’altra la costruzione dell’infrastruttura: la sperimentazione partità nella seconda metà del 2027 e durerà 12 mesi. Sono stati selezionati 36 intermediari di cui 8 italiani (Mps, Sella, Isybank, Nexi, Numia, Poste, Unicredit, Satispay). Gli utenti, in questa fase, saranno i dipendenti delle banche centrali e i commercianti selezionati per ‘testare’ transazioni reali. “Dopo questi 12 mesi ci sarà un progressivo allargamento per arrivare al lancio dell’euro digitale nel 2029″, spiega l’esponente da Bankitalia, “a quel punto ogni cittadino potrà ottenere gratuitamente, dalla propria banca o da un altro istituto di credito o prestatore di servizi l’apertura del conto euro digitale ottenendo app e carta e potrà utilizzare dovunque la propria moneta digitale”.Questo articolo Euro digitale, pagamenti più semplici e meno commissioni: ecco come la banconota si smaterializzerà proviene da LaPresse