Cosa significa davvero ricominciare? È la domanda che attraversa Spider-Man: Brand New Day, il nuovo capitolo dedicato all’Uomo Ragno interpretato da Tom Holland, arrivato oggi nelle sale italiane. Dietro le spettacolari sequenze d’azione e il ritorno di uno dei supereroi più amati del cinema contemporaneo, il film diretto da Destin Daniel Cretton sceglie di raccontare qualcosa di molto più universale: la paura di cambiare, il peso delle scelte e la difficoltà di riconoscersi quando la vita ci costringe a diventare qualcuno di diverso.C’è una domanda che accompagna Peter Parker ben prima che la storia inizi a parlare di mutazioni genetiche, supercriminali e battaglie mozzafiato. È una domanda silenziosa, che si insinua tra le immagini e attraversa l’intero racconto: chi siamo quando la persona che eravamo non esiste più?Forse è proprio questo il motivo per cui Spider-Man continua a essere il supereroe più amato di sempre. Non perché voli tra i grattacieli di New York o riesca a fermare creature fuori dall’ordinario, ma perché, dietro la maschera, continua a esserci un ragazzo che prova disperatamente a capire quale sia il proprio posto nel mondo.Le prime recensioni internazionali hanno accolto positivamente il nuovo capitolo. Pur registrando il punteggio più basso tra i quattro film di Spider-Man interpretati da Tom Holland su Rotten Tomatoes, Brand New Day è stato apprezzato per la sua volontà di riportare Peter Parker al centro della narrazione, privilegiando il conflitto interiore rispetto alla sola spettacolarità. Una scelta che, dopo aver visto il film in anteprima, appare tutt’altro che casuale.Foto: Ufficio stampaThe Odyssey, il film di Christopher Nolan finisce online: la Universal interviene dopo la fuga della copia pirataQuando il cambiamento smette di essere una sceltaIl punto di partenza della storia è noto e non rappresenta uno spoiler. Dopo gli eventi di Spider-Man: No Way Home, Peter Parker continua a vivere in una profonda solitudine, mentre una modifica genetica legata alla sua natura aracnide inizia a trasformarlo, incidendo non soltanto sulle sue capacità di combattimento ma anche sul suo equilibrio interiore. Quella mutazione, però, è molto più di un semplice espediente narrativo. È la rappresentazione di ciò che accade a ciascuno di noi quando la vita ci costringe a cambiare prima ancora di aver deciso se siamo pronti a farlo.Ogni essere vivente evolve per sopravvivere. Gli esseri umani, invece, trascorrono gran parte della propria esistenza tentando di opporsi al cambiamento, come se conservare intatta una vecchia versione di sé fosse l’unico modo per non perdere la propria identità. Eppure è proprio questa resistenza a generare il conflitto più grande.Peter, in fondo, non combatte soltanto contro nuovi avversari. Combatte contro qualcosa che sente crescere dentro di sé e che fatica a comprendere. Ed è proprio qui che il film trova la sua dimensione più autentica: Spider-Man non parla della paura di perdere i propri poteri, ma della paura di perdere sé stessi.Foto: Ufficio stampaTom Holland e uno Spider-Man finalmente adultoGran parte della forza di Brand New Day passa inevitabilmente attraverso Tom Holland. L’attore abbandona definitivamente i toni più adolescenziali dei primi capitoli e restituisce un Peter Parker segnato dalla solitudine, dal senso di colpa e dal peso delle proprie responsabilità. L’ironia che ha sempre caratterizzato il personaggio non scompare, ma cambia funzione. Non è più soltanto una cifra stilistica, diventa un meccanismo di difesa, un modo per alleggerire il peso delle proprie ferite senza mai negarle.Holland costruisce così il suo Spider-Man più maturo, dimostrando ancora una volta come la vera forza del personaggio non risieda nei superpoteri, bensì nella sua fragilità.Tom Holland sul futuro di Spider-Man: «Lo interpreterò finché mi vorranno»Le cicatrici non impediscono un nuovo inizioIl titolo del film evoca l’idea di un nuovo giorno, di una possibilità che si apre davanti a noi. Ma esiste davvero un nuovo inizio oppure ogni Brand New Day porta inevitabilmente con sé le tracce del giorno precedente? Forse un nuovo inizio esiste soltanto quando troviamo il coraggio di compiere il primo passo. Finché restiamo immobili, aggrappati all’illusione di poter conservare intatta la persona che eravamo, il cambiamento non può compiersi.Eppure ricominciare non significa cancellare ciò che è stato. Le cicatrici non spariscono, perché se lo facessero non sarebbero più tali. Restano impresse nella memoria come segni di un cammino, testimonianze delle cadute, delle perdite e delle scelte che ci hanno condotti fin qui. Non rappresentano soltanto ciò che abbiamo sofferto, ma ci ricordano anche chi siamo stati e ci aiutano a comprendere chi desideriamo diventare.È forse questa la riflessione più profonda di Brand New Day. Il passato non è qualcosa da archiviare o dimenticare, ma una parte della nostra identità con cui imparare a convivere. Peter Parker non può cambiare ciò che gli è accaduto, così come nessuno di noi può sottrarsi alle esperienze che lo hanno formato. Può soltanto scegliere se lasciare che siano le ferite a definirlo oppure trasformarle nel punto da cui ripartire.Foto: Ufficio stampaTom Holland e Zendaya, il retroscena su Spider-Man: la produzione cercò di impedirgli di innamorarsiIl passato ci trattiene o ci costruisce?È una domanda che attraversa il film con sorprendente delicatezza. Il passato ci costruisce perché è il luogo in cui impariamo ad amare, a sbagliare, a perdere e a rialzarci. Ma il passato può anche trattenerci, soprattutto quando continuiamo ad aggrapparci a una versione di noi stessi che non può più vivere nel presente.Accettare il cambiamento non significa rinnegare ciò che siamo stati. Significa riconoscere che alcune parti di noi hanno concluso il loro cammino e che altre stanno nascendo proprio adesso. Spesso il dolore nasce da questa resistenza. Vorremmo tornare indietro, recuperare persone, luoghi, relazioni, perfino emozioni che appartengono a un tempo ormai concluso. Ma il futuro non ci chiede di ripetere il passato. Ci chiede di attraversarlo.Che cosa resta di noi quando nessuno si ricorda chi siamo?Dopo il finale di No Way Home, questa domanda assume un peso ancora più profondo. Che cosa resta della nostra identità quando gli altri non conservano più alcun ricordo di noi?La risposta non è rassicurante. Qualcosa, inevitabilmente, si perde. Alcune versioni della nostra persona smettono di esistere nel momento stesso in cui non c’è più nessuno a riconoscerle. È come sparire da una geografia e da un tempo che non ci appartengono più. Non significa cessare di esistere, ma essere costretti a costruire una nuova identità senza poter tornare davvero indietro.È un tema doloroso, ma profondamente umano. Tutti, prima o poi, lasciamo una casa, un amore, un lavoro, un’amicizia o una stagione della nostra vita. Tutti sperimentiamo quella sensazione di essere rimasti fuori da un mondo nel quale, per quanto lo desideriamo, non possiamo più rientrare.Foto: Ufficio stampaPerché continuiamo ad amare Spider-Man?La risposta, probabilmente, non ha nulla a che fare con i suoi superpoteri. Spider-Man non coincide con il suo costume. Non è definito dalla maschera né dalle ragnatele che attraversano New York. È un ragazzo che sceglie l’anonimato, che continua a schierarsi dalla parte della giustizia senza pretendere riconoscimenti e che, una volta tornato nella sua stanza, resta semplicemente Peter Parker.È il nipote di zia May, un amico leale, un ragazzo capace di amare profondamente e che, nonostante il coraggio, non riesce mai a nascondere le proprie fragilità. Sulla carta sembrerebbe una persona straordinaria, e forse lo è davvero. Ma ciò che lo rende vicino al pubblico è il fatto che continua a sbagliare, a dubitare, a sentirsi inadeguato. I suoi poteri non cancellano la sua vulnerabilità; la rendono, semmai, ancora più evidente.È proprio questo equilibrio tra forza e debolezza ad aver reso Spider-Man il supereroe più umano mai creato.Quando il cinema sceglie di parlare di noiLe spettacolari sequenze d’azione, costruite con una regia capace di farci percepire la vertigine del volo tra i grattacieli di New York, convivono con primi piani che rallentano il ritmo e costringono lo spettatore a osservare il volto di Peter più che il costume di Spider-Man.È una scelta precisa. Destin Daniel Cretton sembra interessato a raccontare ciò che accade dentro il protagonista ancora prima di mostrare ciò che avviene fuori. La macchina da presa alterna scene d’azione coreografate con grande fluidità a momenti più intimi, nei quali lo sguardo e il silenzio diventano strumenti narrativi altrettanto efficaci delle esplosioni e degli effetti speciali.Anche i principali antagonisti, tra cui Scorpion e una presenza misteriosa destinata a mettere in crisi ogni certezza di Peter, finiscono per rappresentare qualcosa di più di semplici nemici. Diventano strumenti attraverso cui il film riflette sul confine sottile tra bene e male, lasciando volutamente aperta una domanda destinata ad accompagnare lo spettatore anche dopo i titoli di coda: il vero avversario è davvero qualcuno che arriva dall’esterno oppure è la paura di non riconoscersi più?Foto: Ufficio stampaIl vero significato di Brand New DayIl titolo Brand New Day non promette un passato cancellato, né una vita completamente nuova. Racconta qualcosa di molto più difficile: il coraggio di accettare che il futuro non ci chiederà mai di essere le persone che eravamo. Ci chiederà, piuttosto, di avere fiducia in quelle che stiamo ancora diventando.Un nuovo giorno, in fondo, non arriva quando il passato smette di fare male. Arriva quando troviamo il coraggio di guardarlo senza permettergli di decidere chi saremo domani. Le cicatrici restano, perché raccontano la nostra storia. Il cambiamento, invece, è la possibilità di continuare a scriverla.Peter Parker non ci insegna come diventare un supereroe. Ci ricorda qualcosa di molto più difficile: che crescere significa imparare a salutare, senza rancore, la persona che siamo stati per fare spazio a quella che stiamo ancora diventando.Ed è qui che Spider-Man: Brand New Day compie il suo passo più coraggioso. Dietro la spettacolarità del cinema Marvel, dietro i combattimenti, le mutazioni e gli effetti speciali, sceglie di parlare della condizione più universale di tutte: quella di un essere umano che scopre che il cambiamento non è il contrario dell’identità, ma il modo in cui l’identità continua a esistere. È forse questo, prima ancora delle ragnatele e delle acrobazie, il vero superpotere di Spider-Man: ricordarci che non siamo definiti da ciò che perdiamo, ma dal coraggio con cui scegliamo di continuare a diventare noi stessi.Zendaya è la donna del momento: Vanity Fair Italia le dedica la cover| Da Rumors.it