La paradossale intervista a Rachida, la donna a cui stavamo per dare la cittadinanza

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Si è molto discusso del caso di Cadoneghe, dove il sindaco leghista – al momento del giuramento di una marocchina  – ha negato la cittadinanza italiana ad una donna che vive in Italia 15 anni. “Le ho chiesto ‘come stai’ e mi ha risposto ‘Riad'”, aveva raccontato il primo cittadino Schiesaro. Una storia quasi incredibile, ma vera. Un po’ perché la donna ha fallito anche il secondo e il terzo tentativo, dimostrando di non conoscere la lingua manco da lontano. Un po’ perché il Viminale ha dato ragione al sindaco, e ora Rachida dovrà studiare l’italiano ed ottenere una certificazione. Un po’ perché basta guardarsi questo video qui sotto per capire che concedere il passaporto italiano ad una che si esprime così, dopo tanti anni vissuti nel Belpaese, sarebbe stato davvero paradossale.Rachida non solo non parla, ma neppure capisce le domande che le vengono poste. Tanto che per rispondere ai giornalisti deve essere aiutata dal figlio Yassine El Ouardi, 34 anni, nato in Marocco e assistente in un ristorante della zona. “Per fare la spesa non serve l’italiano, basta avere i soldi”, dice lui. E va bene. Ma per ottenere la cittadinanza ci vuole ben altro. Lo dice la norma. E pure il buonsenso. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da il mattino di Padova (@mattinopadova)Vi rendete conto di quanto sia imbarazzante, l’intervista? Ha imparato il giuramento, ma probabilmente non sa nemmeno cosa significa.  La dirigente del Settore Servizi alla persona ha messo nero su bianco l’esito della procedura, attestando che il giuramento non è stato effettuato. Di conseguenza, non è stato possibile completare la registrazione prevista dallo stato civile. Nel documento si spiega che la decisione è legata alla “effettiva incapacità di comunicare in lingua italiana e di leggere la formula di rito del giuramento senza l’ausilio di un interprete“. Il fascicolo passa ora nuovamente al Palazzo del Governo, chiamato a richiedere alla donna di sostenere una prova di italiano necessaria per ottenere la certificazione linguistica di livello B1. Per fortuna il figlio Yassine si dimostra più intelligente e comprensibile di tanti commentatori progressisti: “Molti stranieri leggono il giuramento, ripetono la formula e a loro danno la cittadinanza. Ma comunque il sindaco ha ragione: lei deve imparare l’italiano”.L'articolo La paradossale intervista a Rachida, la donna a cui stavamo per dare la cittadinanza proviene da Nicolaporro.it.