Ilaria Salis guarda alla Francia e sogna una mobilitazione della stessa “portata” anche in Italia. Il problema è che, mentre l’europarlamentare di Avs celebra il movimento studentesco d’Oltralpe, quella protesta ha ormai assunto ben altri contorni: scuole incendiate, dirigenti scolastici aggrediti, scontri con le forze dell’ordine e migliaia di persone fermate.“È partita dagli studenti delle scuole superiori – soprattutto nelle periferie –, che denunciano le condizioni fatiscenti dei loro istituti, classi troppo numerose, e le difficili condizioni di lavoro del personale scolastico. Si è già allargata alle università, e sta coinvolgendo anche il corpo docente. Si può allargare ancora. Blocchi e manifestazioni sono ovunque in tutta la Francia“, scrive la Salis.Poi il passaggio sull’Italia: “Anche in Italia ci sarebbero tutte le ragioni per una mobilitazione di questa portata“. Seguono le critiche alle condizioni della scuola pubblica, dagli edifici alle classi sovraffollate fino agli stipendi del personale. E la conclusione: “Dunque, evviva il movimento studentesco”.Parole che arrivano, però, mentre dalla Francia continuano ad arrivare immagini e numeri che raccontano qualcosa di molto più grave di una normale contestazione studentesca. Secondo gli ultimi aggiornamenti, dall’inizio delle proteste sono state fermate oltre duemila persone. Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha riferito che circa il 90 per cento dei fermati è minorenne e che un terzo è stato trattenuto per violenze contro le persone.Il bilancio nel mondo della scuola è altrettanto pesante. Il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray ha riferito di 65 dipendenti dell’istruzione pubblica feriti, tra i quali ben 40 presidi. A Marsiglia il preside del Lycée Victor Hugo e alcuni suoi collaboratori sono stati aggrediti e cosparsi di benzina. A Nantes è andato a fuoco il liceo Nelson Mandela, mentre incendi e aggressioni sono stati registrati anche in altre città. E la tensione non si è esaurita. Questa mattina risultavano già almeno 100 scuole chiuse e altri 150 fermi. A Parigi un’auto della polizia è stata bersagliata con pietre e altri oggetti, mentre cassonetti sono stati incendiati a Place de la Nation. Venticinque campus universitari risultavano bloccati.È dentro questo scenario che assume un peso particolare l’auspicio della Salis per una mobilitazione italiana “di questa portata”. Perché la portata della protesta francese, ormai, non si misura soltanto nelle rivendicazioni su insegnanti, stipendi o strutture scolastiche: comprende anche roghi, aggressioni e scontri.Nel testo citato dall’europarlamentare non compare una condanna esplicita di questi episodi. Questo era pressochè scontato, visto il tenore del ragionamento. C’è invece l’invito a guardare alla mobilitazione francese come a un modello possibile anche per l’Italia. Un messaggio destinato inevitabilmente a far discutere, soprattutto mentre il governo francese è costretto a gestire una crisi che ha già trasformato decine di scuole e città in teatro di violenze.Massimo Balsamo, 2 ottobre 2026L'articolo “Evviva”. Salis choc: sogna la rivolta francese anche in Italia proviene da Nicolaporro.it.