Moldavia, 3 missili e 2 droni russi esplodono in un quarto d’ora: «La guerra ci sta pericolosamente raggiungendo»

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CHIȘINĂU — Un quarto d’ora, cinque esplosioni. Tra le 7.45 e le 8 di sabato mattina (le 6.45 e le 7 in Italia) tre missili e due droni russi hanno attraversato lo spazio aereo della Moldavia e sono esplosi sul suo territorio, con incendi, detriti e danni a case e terreni in più distretti. Nessun ferito. Lo ha detto il ministro della Difesa Anatolie Nosatîi all’emittente TVR Moldova, correggendo la prima versione delle autorità, che avevano parlato di cinque droni.La correzione pesa più del numero. In otto mesi la Moldavia ha contato 39 incursioni di droni russi, contro 17 in tutto il 2025, ma finora si trattava di velivoli senza pilota finiti fuori rotta dalla guerra in Ucraina. Con i missili, e non più solo i droni, la guerra che finora lambiva il confine entra nel conto diretto di un Paese candidato all’Ue che confina con la regione ucraina di Odessa, bersaglio quotidiano dei bombardamenti russi.La presidente Maia Sandu ha parlato di cinque mezzi d’attacco russi, fra cui missili da crociera del tipo Banderol, che hanno violato lo spazio aereo e sono esplosi sul territorio. «La guerra russa sta pericolosamente arrivando in Moldavia», ha detto, secondo quanto riferisce il Kyiv Independent. Il ministero degli Esteri ha «fermamente condannato» la violazione.I frammenti sono stati trovati fuori Căușeni, cittadina del sud-est a pochi chilometri dal confine ucraino, vicino al villaggio di Dubovca, e nelle campagne attorno a Delacău, sul Dniester. Alle 8.04, quattro minuti dopo l’ultima esplosione, un sesto oggetto è entrato in Moldavia dalla direzione di Udobne, in Ucraina, ed è uscito un minuto dopo senza esplodere. Secondo i dati preliminari raccolti dall’agenzia ucraina Unian, parte degli ordigni è arrivata dalla regione di Odessa.Nosatîi ha detto che ogni episodio è stato documentato e che le prove raccolte possono essere mostrate all’ambasciatore russo. Mosca non ha commentato. L’ambasciatore Oleg Ozerov, convocato dagli Esteri moldavi il 1° ottobre per il precedente di tre giorni prima, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche.Una settimana di allarmiQuello di sabato è il terzo episodio in dieci giorni. Il 24 settembre Sandu aveva denunciato su X quattro droni russi, almeno uno esploso nel nord del Paese: «La guerra della Russia mette in pericolo tutta l’Europa», aveva scritto. Il 30 settembre tre droni erano entrati in territorio moldavo e due erano esplosi; il più grave, un Geran, era caduto presso Brănești, nel distretto di Orhei, a nord della capitale, con la chiusura di una strada e dello spazio aereo centrale.La catena dei precedenti risale al febbraio 2025, quando Chisinau convocò l’ambasciatore dopo l’esplosione di droni Shahed e chiuse il centro culturale finanziato dal Cremlino nella capitale. Da allora la frequenza delle incursioni è più che raddoppiata, ma mai prima d’ora il governo aveva identificato un missile.Nelle stesse ore, a più di mille chilometri verso nord, la Lituania ha dichiarato l’allerta aerea «gialla» nella contea di Vilnius per un oggetto non identificato, probabilmente un drone. L’aeroporto della capitale è stato chiuso e i voli sospesi; caccia della Nato sono decollati dalla base di Zokniai, nel nord del Paese, e un avviso di minaccia è stato esteso all’area di Ukmergė. Il Centro nazionale di gestione delle crisi, citato dall’emittente pubblica LRT e rilanciato anche dall’agenzia statale russa Tass, ha detto che l’oggetto potrebbe essere arrivato dalla Bielorussia, senza un’identificazione conclusiva.A Căușeni, intanto, i tecnici del ministero della Difesa hanno passato la mattinata a raccogliere frammenti nei campi. «Le prove le abbiamo, e siamo pronti a metterle sul tavolo dell’ambasciatore», ha detto Nosatîi.