Garlasco, smontata un’altra “prova” contro Stasi

Wait 5 sec.

Molti di voi sicuramente ricorderanno la questione della porta a soffietto, che collega il luogo in cui fu ritrovato il corpo della povera Chiara Poggi, sulla quale non sarebbero state rinvenute tracce di Alberto Stasi. Ciò, secondo gli irriducibili colpevolisti – su tutti la criminologa Roberta Bruzzone – , dimostrebbe che il fidanzato non sarebbe mai entrato nella villetta nell’ora da lui dichiarata, ovvero intorno alle 13 e 45. In realtà per costoro lo Stasi assassino, proprio per coprire le sue tracce, le avrebbe ripulite con uno dei due teli mare scomparsi subito dopo aver ucciso la ragazza.Ma anche in questo caso la minuziosa indagine condotta dalla Procura di Pavia è riuscita a smontare questa ennesima leggenda metropolitana.Infatti, come riporta gran parte della stampa nazionale, la porta a soffietto della villetta dei Poggi, fu aperta e richiusa almeno cinque volte nella sola giornata del 14 agosto 2007. Ciò si evince da un corposo dossier fotografico confluito nella nuova indagine, che secondo la ricostruzione investigativa documenta alterazioni della scena dell’efferato delitto. Per gli investigatori, in particolare, quelle manipolazioni avrebbero vanificato la presenza di Dna e impronte sulla porta che separa il soggiorno dalle scale della cantina, dove il giorno precedente era stato trovato il corpo della giovane.Insomma, per farla breve, anche in questo caso balza agli occhi la grande approssimazione con la quale venne portata avanti l’indagine del 2007/8. Una indagine, come spesso dichiara l’avvocato De Rensis, piena zeppa di errori e di orrori, la quale dopo il giallo del Dna fantasma trovato sui pedali della bici dell’attuale condannato si è “arricchita” di una buona dose di preoccupanti omissioni.Come possiamo constatare le molte illazioni che hanno accompagnato la narrazione colpevolista ai danni del “Biondino dagli occhi di ghiaccio” stanno cadendo come pere mature. Tant’è che in questi giorni, dopo la citata questione dei pedali, i colpevolisti si attaccano all’indizio della camminata, secondo cui era impossibile che Stasi non lasciasse tracce del suo passaggio nella qualità di scopritore.Ma anche qui, considerando che quel fatidico 13 agosto del 2007, entrarono in casa dei Poggi un numero imprecisato di personaggi, chi con i calzari e chi senza protezioni, non è difficile immaginare cosa possa essere accaduto alle eventuali impronte di scarpe lasciate da Alberto Stasi. Senza poi contare i due gatti di famiglia rimasti chiusi all’interno della villetta per alcuni giorni.Claudio Romiti, 3 ottobre 2026L'articolo Garlasco, smontata un’altra “prova” contro Stasi proviene da Nicolaporro.it.