A Madrid 70 mila persone in piazza per il diritto alla casa, scontri a Valencia

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AGI - Circa 70 mila persone hanno manifestato oggi a Madrid per il diritto alla casa, secondo le autorità, mentre il sindacato degli inquilini che ha organizzato la protesta parla di 500 mila partecipanti. Cortei si sono svolti anche in numerose altre città spagnole, all'indomani della bocciatura in Parlamento delle misure proposte dal governo per tentare di porre fine alla crisi abitativa. Ad acuire le tensioni è stato lo sfratto, la scorsa settimana, dell'87enne madrilena Maricarmen Abascal dalla sua abitazione.Scontri a ValenciaUna persona è stata arrestata e nove poliziotti sono rimasti feriti negli scontri scoppiati a Valencia al termine della manifestazione per il diritto alla casa. Lo riferiscono fonti di polizia citate dall'agenzia Efe. Gli incidenti sono avvenuti davanti al Palau de les Arts, dove si svolge un congresso sugli investimenti immobiliari. Secondo le fonti, un gruppo di persone ha abbattuto le transenne e le ha lanciate, insieme ad altri oggetti, contro gli agenti, riuscendo a rompere il cordone di polizia a protezione dell'accesso. Gli agenti antisommossa hanno risposto sparando proiettili di gomma e lanciando fumogeni, oltre a caricare alcuni manifestanti.Stop a Barcellona per la pioggiaLe organizzazioni promotrici della manifestazione per il diritto alla casa prevista nel pomeriggio a Barcellona e a L'Hospitalet de Llobregat hanno rinviato la protesta a causa delle avverse condizioni meteorologiche.Di fronte alle forti piogge attese sul litorale di Barcellona, il sindacato degli inquilini, Sindicat de Llogateres, ha annunciato sui social che la manifestazione si terra' il 5 ottobre in piazza Urquinaona, a Barcellona.In bilico il governoIntanto in Spagna si avvicinano le elezioni anticipate con la legislatura del premier socialista Pedro Sanchez in bilico. La maggioranza del Congresso dei Deputati, con i voti dei catalani di Junts, del Partito Popolare e dell'estrema destra di Vox, ha infati respinto i decreti abitativi approvati martedì dal governo spagnolo in Consiglio dei Ministri. I separatisti catalani, con i quali il governo aveva negoziato il testo per includere la stragrande maggioranza delle loro richieste in cambio del loro sostegno, hanno confermato la decisione presa ieri sera e hanno votato "no" a entrambi i decreti.Cosa prevedono i decretiIl secondo decreto, che prevedeva contratti di locazione a tempo indeterminato, ha ricevuto un sostegno ancora minore ed è stato respinto con 166 voti a favore e 184 contrari (compresi i "no" dei baschi del PNV e della Coalición Canaria). Poco prima del voto, intervenendo in aula Sanchez aveva rivolto un ultimo appello a Junts, PP e Vox, esortandoli a non lasciare che i decreti sull'edilizia abitativa fallissero.Sanchez ai deputati: "Vi imploro di essere coraggiosi e coerenti""Vi imploro di essere coraggiosi e coerenti. Le misure sono ambiziose, necessarie, ragionevoli e frutto del dialogo. Offrono soluzioni concrete a problemi complessi. Non c'è estremismo qui, ma mesi di negoziati e di dialogo. C'è impegno e determinazione", ha detto il primo ministro spagnolo.La battaglia in ParlamentoIl muro delle destre sui provvedimenti del governo chiude la mattinata di battaglia al parlamento spagnolo. L'esecutivo di Sanchez aveva annunciato il piano sull'onda dell'emozione suscitata dal caso di Maricarmen Abascal, 87enne sfrattata a Madrid dall'abitazione in cui viveva da circa 70 anni.Le misure respinte dal parlamento della Spagna prevedono, tra l'altro, la proroga di due anni dei contratti di affitto in scadenza prima del 31 dicembre 2028, maggiori limiti alla speculazione immobiliare e nuove regole per affitti brevi e stagionali. Provvedimenti criticati sia dei Popolari di Alberto Nunez Feiyo sia dei nazionalisti catalani di Junts.Il governo spagnolo: "Votare no è come tradire il popolo""Potete gridare molto forte il nome della Spagna o il nome della Catalogna", ma "votare no oggi a questi decreti significa tradire il vostro popolo a servire un'unica causa e un'unica bandiera, quella della rendita immobiliare", ha scandito in aula il ministro dei Diritti sociali Pablo Bustinduy."Oggi non si parla di aritmetica parlamentare o di negoziati", ha ammonito, "quello che sta accadendo oggi è un conflitto di classe, è difendere un'oligarchia internazionale che prende rendite dai salari guadagnati con lo sforzo delle classi operaie". Dunque, ha detto ancora, "non difendete gli spagnoli. Difendete i ricchi. Non avete bandiera né vergogna" e "il popolo si ricorderà di chi l'ha tradito".