Volo Flydubai, il pilota eroe ferito ha parlato col premier indiano Modi: «Ho aperto la cabina mentre ero a terra. Salvati da altri piloti a bordo»

Wait 5 sec.

C’è un nuovo tassello nel giallo del volo Flydubai FZ1073 decollato da Dubai e diretto a Tel Aviv che mercoledì 30 settembre ha perso quota per alcuni secondi dopo l’aggressione del copilota al comandante. A parlare è direttamente il pilota indiano Smit Machchhar, ferito a coltellate e attualmente ricoverato ad Abu Dhabi. Collegato in videochiamata con il premier indiano Narendra Modi, Machchhar ha raccontato i momenti più drammatici dell’emergenza: era già a terra, ferito, ma si è accorto che l’aereo stava perdendo quota e ha trovato la forza per aprire dall’interno la porta della cabina di pilotaggio. Un gesto che ha consentito agli altri membri dell’equipaggio e ad alcuni passeggeri di entrare nel cockpit e bloccare il copilota.Il racconto è stato diffuso dall’ufficio del primo ministro indiano e conferma, con nuovi particolari, la dinamica già emersa dalle prime ricostruzioni internazionali. Machchhar ha spiegato a Modi di aver recitato durante quei momenti la Hanuman Chalisa, preghiera induista alla quale ha attribuito la forza per reagire. Il premier lo ha elogiato pubblicamente, definendolo un eroe e sottolineando come il suo comportamento abbia contribuito a evitare una tragedia. Già il primo ottobre Modi aveva scritto che il coraggio del comandante aveva contribuito a salvare centinaia di vite. (Hindustan Times⁠)Gli attimi di colluttazione  al centro delle indagini La sequenza ricostruita finora è impressionante. Il Boeing diretto da Dubai a Tel Aviv, con 174 passeggeri e otto membri dell’equipaggio, si trovava in volo quando sarebbe scoppiata la colluttazione nella cabina di pilotaggio. Secondo i dati di tracciamento citati da Reuters e Al Jazeera, l’aereo ha perso quasi 14mila piedi di quota in meno di mezzo minuto. In quegli istanti è stato lanciato un segnale di emergenza e successivamente il codice 7500, utilizzato per indicare un’interferenza illecita. A quel punto alcuni passeggeri e membri dell’equipaggio sino intervenuti contro l’aggressore: il copilota omanita. Il fortunato caso ha voluto che  bordo si trovavano anche altri piloti fuori servizio risultati decisivi per riprendere il controllo dell’aereo. Il FZ1073 è stati quindi condotto verso l’Arabia Saudita dice è atterrato in sicurezza all’aeroporto Prince Sultan bin Abdulaziz di Tabuk.La stessa Flydubai, nelle sue comunicazioni ufficiali, ha parlato inizialmente di un «incidente» a bordo e successivamente di un «conflitto nella cabina di pilotaggio», sottolineando che l’aereo era stato riportato sotto controllo dall’equipaggio e che tutte le persone a bordo erano al sicuro. La compagnia ha invitato a evitare conclusioni premature mentre proseguono gli accertamenti. Aggiornamenti da RiadNel frattempo è arrivata una conferma importante dalle autorità saudite. Il ministero dell’Interno di Riad ha riferito che la prima indagine, condotta dalle autorità competenti saudite con la partecipazione di una squadra di sicurezza degli Emirati, ha accertato una colluttazione nella quale il primo ufficiale ha aggredito il comandante, provocando ferite a entrambi. È la prima conferma ufficiale della dinamica dell’aggressione da parte di un’autorità coinvolta direttamente nella gestione dell’emergenza. Dopo l’atterraggio a Tabuk, passeggeri ed equipaggio hanno ricevuto assistenza medica e logistica. Nel pomeriggio i passeggeri hanno proseguito il viaggio verso Israele su un altro aereo Flydubai, mentre il personale è rientrato negli Emirati. Dopo aver ricevuto il via libera medico, Machchhar e il copilota hanno lasciato l’Arabia Saudita il primo ottobre con destinazione Abu Dhabi, accompagnati da personale di sicurezza emiratino. Il movente resta misteriosoEd è proprio qui che resta aperto il capitolo più delicato. Perché il copilota ha aggredito il comandante? E soprattutto: si è trattato di un gesto individuale oppure dietro l’attacco c’è una matrice più ampia?Gli Emirati Arabi Uniti hanno aperto un’inchiesta per stabilire circostanze, responsabilità e motivazioni, verificando anche l’eventuale collegamento con attività o finalità terroristiche e l’eventuale presenza di una pianificazione precedente.Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato di un possibile tentativo deliberato di far precipitare il velivolo, mentre secondo quanto riferito da Reuters ha indicato l’ipotesi di una radicalizzazione del copilota. Si tratta però di elementi ancora al vaglio degli investigatori e non di conclusioni definitive dell’inchiesta. Le autorità devono inoltre chiarire cosa abbia preceduto la colluttazione e quale sia stata l’effettiva intenzione dell’aggressore. Indagini sono in corso in più paesi.