Instagram, l’AI di Edits ora dice ai creator cosa pubblicare e come aggiustare i contenuti per farli funzionare: è bufera di polemicheEdits: por EditorInstagram, Inc.GratisInstagram porta l’intelligenza artificiale dentro il lavoro dei creator. L’azienda ha annunciato il 30 settembre 2026 che Edits, la sua app per il montaggio video, integra un assistente creativo basato sull’AI: legge i dati dell’account Instagram dell’utente e suggerisce cosa cambiare nei contenuti.Come funziona l’assistente AI di EditsIl funzionamento è quello di un chatbot. Il creator può fare domande aperte su cosa è di tendenza su Instagram, sul perché un video ha funzionato ed un altro no, oppure su quale contenuto ha colpito di più il suo pubblico. Per rispondere, l’assistente attinge a metriche come i Mi piace, le visualizzazioni, la fidelizzazione sui video (cioè quanto a lungo vengono guardati) e le condivisioni.Secondo Instagram, lo strumento è in grado di individuare delle tendenze nel tempo e di offrire suggerimenti che i numeri, da soli, non danno. Si possono chiedere anche idee per nuovi contenuti, consigli su come agganciare gli spettatori, quali didascalie usare, quali brani audio sono di tendenza e come scrivere il copione di un video.Gratis, ma fino ad un certo puntoL’assistente è gratuito, ma con dei limiti. Chi lo usa in modo intensivo potrà acquistare l’abbonamento Meta One per avere più utilizzi a disposizione. Non è un dettaglio da poco: Meta deve finanziare i suoi enormi investimenti nell’intelligenza artificiale, ed ha già fatto capire che le funzioni premium dei social potrebbero essere una delle strade per farlo.Le piattaforme ora spiegano come piacere all’algoritmoInstagram non è l’unica a muoversi in questa direzione. Anche YouTube ha annunciato degli aggiornamenti alla sua dashboard per i creator basata sull’AI, che suggerisce come aumentare il coinvolgimento del pubblico e che, nella versione presentata per la prima volta nel 2025, include anche strumenti di montaggio con l’AI e test A/B.È un cambio di rotta notevole. Per anni le piattaforme hanno limitato o addirittura nascosto le statistiche dettagliate sui contenuti dei propri utenti, e non sono mai state trasparenti sul perché un video o un post fosse andato male. Strumenti come CrowdTangle, usato da ricercatori e giornalisti per monitorare i contenuti più popolari sulle piattaforme di Meta, sono stati chiusi o ridimensionati. Ora, invece, sia YouTube sia Instagram promettono ai creator consigli personalizzati per assecondare l’algoritmo.The Verge solleva però qualche dubbio. Se tutti ottimizzano i contenuti seguendo gli stessi consigli, il rischio è che i post finiscano per somigliarsi sempre di più. Cambia anche il rapporto tra le piattaforme ed i creator, nel momento in cui sono le stesse aziende a dire esplicitamente come pubblicare. E non è difficile immaginare un futuro in cui le analisi più utili siano riservate agli abbonati, ricreando la stessa opacità di cui i creator si lamentano da anni, questa volta dietro un abbonamento a pagamento.