E’ conosciuta come la pizza di Pasqua, quella da mettere in tavola con i salumi per festeggiare la resurrezione di Gesù.Ma gli appassionati la chiamano “pizza cresciuta” tipica tiburtina, o “pizza Giulia”, un prodotto che “Tonino il fornaio” ha contribuito a rendere famosa nel mondo. Antonio Petrini davanti al forno con le famose “pizze cresciute” Antonio Petrini si è spento all’alba di oggi, domenica 4 ottobre, all’età di 82 anni presso il “Medicus Hotel Monte Ripoli” dove era ricoverato da un paio di settimane a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute.Lascia i figli Cristina, Carla e Palmiro, il fratello Delio, i nipoti, i generi, le cognate.Con “Tonino il fornaio” se ne va un artigiano che ha segnato la storia di Tivoli, il titolare di un’attività che a detta di molti è stata un elemento storico/sociale irripetibile. I fratelli Petrini: da sinistra, Antonio, Delio, Consalvo ed Enzo Primo di 4 fratelli di una storica famiglia tiburtina, Tonino era nato prima di Delio, di Consalvo ed Enzo, detto “Garibaldi”, spentosi lo scorso 14 marzo all’età di 73 anni presso la clinica “Nomentana Hospital” a Tor Lupara di Fonte Nuova, dove era ricoverato da tre giorni a causa di un male incurabile al fegato per il quale era in lista di attesa per il trapianto (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).Papà Palmiro, muratore soprannominato “Garibaldi”, e la mamma Domenica, casalinga, prima dei 4 maschi avevano visto morire altri tre figli: un maschietto a soli a 18 mesi e due gemelline nate premature.Una famiglia di umili origini, quella dei Petrini, la loro storia è quella di chi a Tivoli è nato e cresciuto.I bombardamenti del 26 maggio 1944 da parte degli alleati sulla “Superba” distrussero centinaia di case, compresa quella vicina al cancello del giardino di Villa d’Este dove abitavano Palmiro e Domenica, sfollati e ospitati insieme ad altre 53 famiglie nel complesso dell’Annunziata, un tempo sede del riformatorio di Tivoli e oggi del Museo della Città, dove sono venuti alla luce i 4 fratelli.I Petrini abitavano al quarto piano.Dopo la quinta elementare, Tonino fu avviato al lavoro come cascherino e, insieme al fratello Delio, effettuava in bicicletta le consegne nelle attività commerciali del centro storico trasportando i prodotti nelle ceste, come si usava al tempo.Per il piccolo Antonio la svolta arrivò quando venne assunto nel forno di Agostino Eletti in via San Valerio, quello che fino ad allora a Tivoli aveva prodotto e venduto la “pizza cresciuta” o meglio “pizza Giulia”, dal nome della moglie del titolare, Giulia Ceci.“Tonino il fornaio” si specializzò e, dopo una parentesi da autista nella ditta di Pericle Boratto per le consegne delle bibite nei bar, rilevò l’attività commerciale dal nuovo titolare che era subentrato ad Agostino Eletti.Erano gli anni ’70 e da quel momento è iniziata una tradizione che ha portato il nome del “Forno Petrini” da Tivoli fino agli States passando per la Cina. Antonio Petrini insieme alla moglie Franca e ai figli Cristina, Carla e Palmiro Sposato con Franca Mancini, la compianta moglie scomparsa 5 anni fa, Antonio Petrini è stato padre di Cristina, la figlia maggiore diventata insegnante, e dei gemelli Carla e Palmiro, rispettivamente titolare lei del “Forno Petrini Gluter Free” in piazzale delle Nazioni Unite al Centro di Tivoli e lui di un’attività a Miami in Florida. Negli anni ’80 il forno di via San Valerio chiuse per trasferirsi nei locali di piazza Palatina che hanno fatto la storia: Franca alla cassa, i giovanissimi Carla e Palmiro al bancone, “Tonino il fornaio” dietro le quinte a preparare pane, pizza e dolci.E’ andata avanti così fino a quando Palmiro aprì un “Forno Petrini” in via Empolitana agli Arci e Carla un altro “Forno Petrini” in via Campolimpido. Sopra e sotto, due immagini di Palmiro Petrini, erede del “Forno Petrini” Nel 2006 è stato proprio Palmiro ad esportare il marchio creato da “Tonino il fornaio” nel mondo inventando il “palmirello”, il biscotto tipico tiburtino fatto con il pizzutello locale, sbarcato prima in Francia e poi in Cina alla fiera dei prodotti alimentari di Shangai, dove conquistò il mercato orientale. L’intervista rilasciata il 27 giugno 2006 da Palmiro Petrini al settimanale Tiburno Gli ingredienti?Farina e zucchero, ma soprattutto succo e polpa di pizzutello, l’uva caratteristica di Tivoli. Antonio Petrini mostra una “pizza cresciuta”, prodotto che ha reso famoso nel mondo Un orgoglio per “Tonino il fornaio”.I funerali di Antonio Petrini saranno celebrati domani pomeriggio, lunedì 5 ottobre, alle ore 15,30 nella chiesa di San Francesco a Tivoli, quella dove Tonino e i fratelli Delio, Consalvo ed Enzo da bambini giocavano sognando una vita piena di amore e soddisfazioni.L'articolo TIVOLI – Addio a “Tonino il fornaio”, ha reso famosa la pizza di Pasqua nel mondo proviene da Tiburno Tv.