La Maison des Femmes, al cinema il film sulla forza delle donne: il trailer e la storia vera

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Ci sono luoghi in cui ricominciare non significa dimenticare ciò che è accaduto, ma trovare qualcuno disposto ad ascoltare, accompagnare e restituire la possibilità di scegliere. È da questa consapevolezza che nasce La Maison des Femmes – La casa delle donne, il film d’esordio della regista francese Mélisa Godet, in arrivo nei cinema italiani il 29 ottobre 2026 con Satine Film. Una storia che affronta la violenza di genere attraverso una prospettiva diversa, scegliendo di raccontare non soltanto le ferite, ma soprattutto il lavoro quotidiano di chi aiuta le donne a ricostruire la propria vita.Ispirata a una realtà realmente esistente nei pressi di Parigi, l’opera riunisce un cast femminile guidato da Karin Viard, Laetitia Dosch, Oulaya Amamra ed Eye Haïdara, intrecciando esperienze personali, difficoltà professionali e momenti di solidarietà. Dopo aver incontrato il pubblico e la critica francese e aver partecipato a numerosi festival internazionali, il film arriva in Italia accompagnato dal patrocinio di Amnesty International Italia e dal sostegno di Differenza Donna e Kering Foundation, partner impegnati nella diffusione dell’opera.La Maison des Femmes, la trama del film con Karin ViardAl centro della storia troviamo Diane Khoury, una dottoressa determinata che dirige un centro sanitario e di assistenza dedicato alle donne in difficoltà. Interpretata da Karin Viard, Diane affronta ogni giornata cercando di garantire cure, protezione e sostegno a persone che hanno vissuto esperienze traumatiche. Accanto a lei lavorano l’ostetrica Manon, la giovane tirocinante Inés e l’infermiera Awa, professioniste molto diverse tra loro, ma unite dalla convinzione che nessuna donna debba essere lasciata sola.La quotidianità della struttura è scandita da visite mediche, colloqui psicologici, incontri di gruppo e continui confronti con assistenti sociali, avvocati e forze dell’ordine. Ogni percorso richiede tempo, competenze e una rete di sostegno, perché uscire da una situazione di violenza non significa semplicemente allontanarsi da chi l’ha provocata, ma recuperare sicurezza, autonomia e fiducia. Il film segue queste esperienze attraverso le relazioni che si sviluppano tra le pazienti e il personale, mostrando quanto il lavoro di assistenza coinvolga anche chi lo svolge.Non mancano le difficoltà personali delle protagoniste, chiamate a conciliare la propria vita privata con un impegno professionale particolarmente intenso. A sostenere il gruppo ci sono anche lo psicologo Alexandre e il contabile Gilles, impegnato a gestire risorse economiche sempre più limitate. Quando alcuni ispettori governativi arrivano per verificare l’attività e la sostenibilità finanziaria del centro, Diane si trova davanti alla sfida più difficile: garantire il futuro della struttura e continuare ad accogliere tutte le donne che hanno bisogno di aiuto.Foto: Ufficio StampaMelania Rea diventa una serie HBO: Maria Esposito protagonistaLa Maison des Femmes, la storia vera del centro antiviolenza di Saint-DenisLa vicenda cinematografica prende ispirazione dalla Maison des Femmes di Saint-Denis, un centro fondato dalla ginecologa e ostetrica Ghada Hatem, vicino a Parigi. Inaugurata nel 2016, la struttura nasce dall’esigenza di offrire alle donne vittime di violenza un luogo nel quale ricevere assistenza sanitaria, psicologica, sociale e legale attraverso un percorso coordinato. Un modello che considera la persona nella sua complessità, riconoscendo che le conseguenze della violenza possono coinvolgere contemporaneamente salute, relazioni, autonomia economica e accesso ai diritti.L’idea del film risale proprio al 2016, quando Mélisa Godet ascoltò alla radio un intervento di Ghada Hatem dedicato al progetto appena avviato. La regista rimase colpita dalla collaborazione tra medici, psicologi, avvocati, operatori sociali e altre figure professionali, intuendo che quella realtà avrebbe potuto diventare il soggetto di un racconto cinematografico. Non voleva realizzare un film esclusivamente sulla violenza, ma mostrare ciò che accade quando competenze differenti si uniscono per aiutare qualcuno a ritrovare la propria libertà.Convincere la fondatrice ad autorizzare il progetto non fu immediato. Godet si presentò con una prima bozza della sceneggiatura, costruita attraverso un approfondito lavoro di documentazione, e ottenne gradualmente la sua fiducia. Ghada Hatem pose tuttavia una condizione precisa: il personaggio ispirato a lei avrebbe dovuto essere interamente di fantasia. È nata così Diane Khoury, una protagonista che conserva l’energia e la determinazione della fondatrice, senza trasformarsi in una sua riproduzione biografica.Mélisa Godet racconta La Maison des Femmes: una scelta precisa sulla violenzaUno degli aspetti più significativi del film riguarda il modo in cui la regista ha deciso di rappresentare la violenza di genere. Mélisa Godet ha scelto di non mostrare direttamente gli episodi di violenza, affidandone il racconto alle parole delle donne che si rivolgono al centro. Una decisione narrativa che sposta l’attenzione dall’aggressione subita alla persona che la racconta, evitando di trasformare il dolore in uno spettacolo visivo.Le pazienti diventano così protagoniste attive del proprio percorso, mentre gli operatori rappresentano quella rete di sostegno necessaria per accompagnarle verso una nuova autonomia. Il risultato è un racconto corale nel quale le esperienze individuali si intrecciano con la sopravvivenza stessa della struttura, considerata dalla regista quasi un personaggio autonomo. La casa diventa il punto d’incontro di storie differenti, un luogo attraversato da fragilità, decisioni difficili e possibilità di cambiamento.Godet ha voluto inoltre conservare una dimensione vitale e talvolta ironica, evitando che la gravità dell’argomento rendesse il film esclusivamente doloroso. L’umorismo nasce soprattutto dalle relazioni tra le operatrici, dalla loro complicità e dalla capacità di sostenersi reciprocamente anche nei momenti più complessi. Un equilibrio che restituisce autenticità alla quotidianità del centro, dove la sofferenza convive con piccoli successi, discussioni, affetto e momenti di leggerezza.Foto: Ufficio stampaCaravaggio arriva al cinema: il genio e le ombre diventano un thrillerLa Maison des Femmes, il cast femminile e i personaggi del filmA interpretare Diane è Karin Viard, affiancata da Laetitia Dosch nel ruolo dell’ostetrica Manon, Oulaya Amamra in quello della tirocinante Inés ed Eye Haïdara nei panni dell’infermiera Awa. Quattro personalità differenti che contribuiscono a costruire il cuore emotivo della storia, rappresentando modi diversi di affrontare la responsabilità, la cura e le difficoltà quotidiane. Accanto a loro figurano Pierre Deladonchamps, Jean-Charles Clichet e Juliette Armanet.La scelta delle interpreti è stata fondamentale per Mélisa Godet, che ha lavorato alla costruzione di un cast ampio, composto da quasi cinquanta ruoli. La regista desiderava rappresentare donne di età, provenienze e caratteristiche differenti, sottolineando come la violenza di genere non appartenga a una specifica classe sociale o realtà culturale. Anche i personaggi maschili hanno una funzione importante, perché il film riconosce il valore di una responsabilità condivisa nella prevenzione e nel contrasto della violenza.Particolare attenzione è stata dedicata alle attrici chiamate a interpretare le pazienti. Godet ha scelto professioniste capaci di affrontare situazioni emotivamente impegnative, senza esporre persone prive di esperienza cinematografica al rischio di rivivere eventuali traumi personali. Una sensibilità che ha accompagnato anche la lavorazione, attraverso prove collettive e momenti di confronto pensati per costruire fiducia tra le interpreti.La Maison des Femmes, Amnesty International e Differenza Donna sostengono il filmL’uscita italiana di La Maison des Femmes – La casa delle donne è accompagnata dal patrocinio di Amnesty International Italia e dal sostegno di Differenza Donna e Kering Foundation. Una collaborazione che amplia il significato della distribuzione cinematografica, trasformando il film in un’occasione per richiamare l’attenzione sul lavoro dei centri antiviolenza e sull’importanza di servizi specializzati.Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, sottolinea come la violenza contro le donne sia legata a un sistema patriarcale trasversale, che non può essere ricondotto esclusivamente a una determinata cultura o classe sociale. Il patrocinio riconosce il valore di una risposta fondata su ascolto, rispetto, accoglienza e accesso a servizi sanitari e legali qualificati, elementi indispensabili per accompagnare le sopravvissute verso una condizione di sicurezza e autonomia.Per Elisa Ercoli, presidente di Rete Nazionale Differenza Donna, il film racconta i centri antiviolenza come luoghi nei quali le donne possono riappropriarsi della propria vita e costruire nuove possibilità. L’associazione riconosce nella storia narrata da Godet un’espressione del proprio impegno quotidiano, evidenziando quanto la conoscenza e la consapevolezza siano necessarie per contrastare i meccanismi di sopraffazione.Foto: Ufficio StampaBalcanica, il film con Matilda De Angelis: la musica oltre ogni confineKering Foundation e La Maison des Femmes: un impegno che parte dal 2014Il coinvolgimento di Kering Foundation affonda le proprie radici nella storia stessa del centro di Saint-Denis. La fondazione, impegnata dal 2008 nella lotta contro la violenza sulle donne, è stata nel 2014 il primo finanziatore privato a sostenere il progetto promosso da Ghada Hatem, contribuendo alla sua realizzazione e coinvolgendo ulteriori donatori. Un rapporto proseguito negli anni, accompagnando anche l’ampliamento della struttura.Nel 2021, grazie al sostegno della fondazione, la Maison des Femmes ha raddoppiato la propria capacità e sviluppato nuovi servizi, tra cui un percorso dedicato alle persone adulte vittime di incesto e un progetto di accoglienza per giovani donne. Nello stesso anno, François-Henri Pinault si è impegnato, attraverso la fondazione e insieme al governo francese, a finanziare la creazione di quindici centri sul territorio nazionale.Marie Claire Daveau, Chief Sustainability and Institutional Affairs Officer di Kering e vicepresidente di Kering Foundation, ha spiegato che sostenere il film significa contribuire a rendere visibili esperienze spesso poco raccontate. La distribuzione italiana diventa così un’opportunità di sensibilizzazione, capace di far conoscere non soltanto la realtà della violenza, ma anche l’importanza di un accompagnamento multidisciplinare per le donne che cercano di ricostruire la propria esistenza.La Maison des Femmes al cinema dal 29 ottobre 2026: il trailer ufficialeDistribuito da Satine Film dal 29 ottobre 2026, La Maison des Femmes – La casa delle donne porta nelle sale italiane una storia che unisce cinema e impegno sociale, senza rinunciare alla complessità dei personaggi e alla dimensione più umana delle loro relazioni. Il film racconta una realtà nella quale ogni risultato nasce da un lavoro collettivo, spesso lontano dall’attenzione pubblica, ma fondamentale per chi cerca una possibilità concreta di ricominciare.Attraverso Diane e le sue colleghe, Mélisa Godet restituisce centralità a chi ogni giorno si occupa di accoglienza, protezione e assistenza, mostrando quanto sia importante garantire continuità a strutture che svolgono una funzione essenziale nella società. Una storia di donne che aiutano altre donne, ma anche di uomini che scelgono di partecipare al cambiamento, nella convinzione che la violenza di genere non possa essere affrontata come una questione esclusivamente femminile.Il trailer ufficiale anticipa un racconto nel quale la forza delle protagoniste non risiede nell’assenza di fragilità, ma nella capacità di affrontarle insieme. Perché, come suggerisce la vicenda della Maison des Femmes, ricostruire una vita richiede molto più di un gesto individuale: servono persone, risorse, competenze e luoghi nei quali nessuna richiesta di aiuto rimanga inascoltata.Resident Evil recensione: paura, ironia e una notte da vivere come un videogioco| Da Rumors.it