Volo Dubai-Tel Aviv, gli Emirati accusano il copilota di «atto terroristico»: l’Oman lo aveva già fermato per estremismo

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ABU DHABI — Un’ascia di bordo, la porta blindata del cockpit, un comandante accoltellato più volte che trova la forza di sbloccarla. Con questi elementi il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Hamad Saif al-Shamsi, ha ricostruito sabato quanto accaduto mercoledì sul volo flydubai FZ1073 da Dubai a Tel Aviv: il copilota «ha tentato di compiere un atto terroristico», ha aggredito il comandante e ha cercato di prendere i comandi.È la prima qualificazione formale della magistratura emiratina. Arriva mentre si compone il profilo dell’uomo: Hamam al-Hammami, 29 anni, cittadino omanita, che l’Oman aveva interdetto al volo per il timore che avesse abbracciato posizioni estremiste e che flydubai aveva poi assunto. Lo riferisce l’Associated Press, citando tre persone informate tra cui un diplomatico del Golfo e uno occidentale; la notizia del divieto l’aveva data per prima il Wall Street Journal.Il Boeing 737, con oltre 170 persone a bordo, era in aria da due ore e mezza quando partì la chiamata di emergenza. Secondo funzionari israeliani l’aereo perse 16.000 piedi in un minuto, da 33.000 a 17.000. Il comandante, l’indiano Smit Machchhar, ferito alla testa e alle mani, riuscì ad aprire la porta: alcuni passeggeri che avevano sentito rumori anomali entrarono, immobilizzarono il copilota e aiutarono a stabilizzare il velivolo, atterrato un’ora dopo a Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita.Tra chi lo ha bloccato c’è l’israeliano Yaniv Hayun, ricevuto giovedì dal premier Benjamin Netanyahu. Un passeggero medico ha raccontato di avergli legato le mani con i cavi delle cuffie; una volta fermato, l’uomo disse solo di venire dall’Oman e ripeté: «Uccidetemi, uccidetemi, vi prego». Venerdì, dall’ospedale di Abu Dhabi, Machchhar ha parlato dieci minuti al telefono con il premier indiano Narendra Modi: «In quel momento stavo lottando per la mia vita».Sette anni in Oman AirIl copilota aveva volato per sette anni con Oman Air, la compagnia di bandiera del sultanato, fino al febbraio 2025. Secondo le ricostruzioni di CNN e CBS News, i servizi omaniti avevano rilevato visite a siti radicali già durante l’addestramento; la compagnia lo spostò a un lavoro d’ufficio e lui si dimise. Poi Royal Air Maroc, da giugno 2025 a gennaio scorso, e infine flydubai, che lo avrebbe assunto senza chiedere nulla al governo di Mascate. Il profilo LinkedIn è stato cancellato.Anche l’account Instagram, attivo fino al giorno del volo, è sparito. Conteneva due video girati dal cockpit con aerei israeliani di El Al e Arkia in pista, uno dei quali geolocalizzato all’aeroporto di Dubai nell’ottobre 2023, chiusi con le foto di Ayman al-Zawahiri, il successore di Bin Laden alla guida di al-Qaeda, e del giordano Humam al-Balawi, kamikaze della stessa organizzazione.Diversi punti non tornano. Israele ha accordi con i vettori stranieri perché non impieghino sulle rotte per Tel Aviv piloti di Paesi senza relazioni diplomatiche con lo Stato ebraico, e l’Oman è uno di questi; per la stampa israeliana decine di piloti omaniti vi sarebbero comunque atterrati, con le autorità che si fidavano delle compagnie e il servizio di sicurezza interno Shin Bet che non controllava. La vigilanza su flydubai spetta all’autorità emiratina dell’aviazione civile. Saj Ahmad, analista di StrategicAero Research a Londra, osserva che il vaglio dei piloti è accurato ma resta «una fotografia di un istante».Un portavoce di flydubai ha scritto ad AP che la compagnia non può andare oltre le dichiarazioni ufficiali e che «ci sono molte domande in questa fase». Oman Air non ha commentato. Il governo dell’Oman, interpellato più volte da mercoledì, non ha detto nulla in pubblico e non ha nemmeno confermato la cittadinanza dell’uomo. flydubai ha intanto sospeso i voli su Tel Aviv «su richiesta delle autorità». Per AP il caso è un test per un governo che si è costruito una reputazione di efficacia contro l’estremismo ma che in passato ha mal sopportato le critiche sulle falle di sicurezza.Netanyahu ha parlato di «radicalizzazione islamista» e ha avvertito che «chi lo ha mandato pagherà un prezzo molto alto», senza fornire prove; a Fox News aveva detto che era «troppo presto» per parlare di un ruolo iraniano. La lettura prevalente a Gerusalemme è quella del lupo solitario, mentre Mossad e Shin Bet cercano eventuali legami con gruppi. È la stessa domanda del diplomatico del Golfo sentito da AP, con le agenzie di sicurezza di quattro Paesi della regione al lavoro con il sostegno di Stati Uniti e governi europei. Il procuratore emiratino ha promesso gli esiti «al termine di tutte le procedure».