LE DICHIARAZIONI | Gasperini: “Dybala sta dimostrando quello che ho sempre creduto. Romano ceduto per esigenze di bilancio”

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Gian Piero Gasperini si racconta dal palco del Festival dello Sport di Trento. Il tecnico della Roma ha ripercorso i primi mesi nella Capitale, soffermandosi sui principi di gioco trasmessi alla squadra e su alcuni dei protagonisti di questo avvio di stagione. Spazio anche alle condizioni di Bryan Cristante, destinato a saltare le prime gare dopo la sosta, e alla crescita fisica di Paulo Dybala.Qual è stato il primo messaggio che hai dato per far nascere questa squadra? Cosa ricordi del primo allenamento che hai fatto?“Era un momento atteso un po’ da tutti, sicuramente da me, perché dopo tanti anni affrontavo una nuova realtà, e una realtà importante come quella di Roma. Devo dire che anche i giocatori si sono presentati preparatissimi: molti di loro si erano allenati moltissimo durante l’estate, forse perché temevano che la mia preparazione fosse dura e difficile. Il mio unico obiettivo era creare qualcosa di nuovo. È come quando fai una nuova costruzione: devi mettere subito delle fondamenta nuove e diverse. Non si è mai parlato dei miei anni precedenti, non ne ho mai parlato. Dovevamo costruire subito qualcosa di nuovo, fondato chiaramente su concetti diversi rispetto a quelli a cui tanti giocatori erano abituati, ma erano anche quelli che si aspettavano da me e che mi chiedevano. Il calcio si può fare in tanti modi, ma il primo concetto era quello di recuperare palla all’avversario e non aspettare che lui sbagli. Da questo è partito il resto”.Mancini ed Hermoso sono i tuoi gladiatori. Dove deve crescere ancora Mancini e cosa ti dà Hermoso?“Hermoso non aveva avuto una buona esperienza l’anno prima ma ha giocato tanto in Europa con l’Atletico. Una squadra difensiva, con tigna e garra come dicono in Argentina. Lui abbina anche la qualità degli spagnoli e ha conoscenze importanti. Di gladiatori mi sono ritrovato una difesa. Aggiungerei anche Svilar e Ndicka che per mesi sono stati la migliore d’Europa. Mancini lo conoscevo, ma quando ero suo avversario mi dicevo ‘ma perché è così antipatico?’ e da subito ho provato a dirgli ‘guarda che questo ti penalizza, per tanti anni non sei andato in Nazionale per questi atteggiamenti’. È la prima cosa su cui ho lavorato. Lui ha fatto una stagione fantastica, si è tornato a parlare di Mancini come giocatore ed è tornato in Nazionale”.Su Cristante.“Lo conoscevo da giovane. Molto spesso nei giocatori non si guarda la ‘centralina’, ovvero la personalità, il modo di giocare per la squadra e mettere davanti le esigenze dei compagni. Ed è un aspetto che ho sempre considerato, le altre componenti sono più visibili. Con l’Atalanta avevamo venduto Gagliardini all’Inter e lui non riusciva ad emergere. Sartori mi fa il suo nome, io incontro il giovane Beppe Riso e conosco questo ragazzo. Le qualità tecniche non poteva averle perse, ci ho parlato un bel po’ e mi ha convinto. Ero di fronte a una persona giusta, con motivazioni e speravo che calcisticamente venisse fuori e così è stato. È molto duttile, c’è una distinzione tra poter giocare a calcio e saper giocare a calcio. Lui sa giocare a calcio e lo conosce”.Come sta?“Ha avuto un problema al ginocchio ma giocando tante partite se stai fuori due settimane rischi di saltare 5 partite. Salterà le prime partite ma recupererà in fretta”.Dybala è rinato con te, non hai paura che giocando si faccia male?“No. È partito come non gli succedeva da anni. L’ho conosciuto a Palermo da giovanissimo, sono passati tanti anni ma lui come tutti i grandi ha ancora l’entusiasmo e la forza. Quando è in campo sta bene e vuole giocare. Ha avuto anni di fragilità fisica, io ho pensato che fosse una questione di allenamento. Tanti mi dicevano che ha i muscoli di seta, che dovevo preservarlo e continuamente si infortunava. Lui ha una fibra notevole, alcuni infortuni sono stati casuali. L’inizio di stagione di quest’anno è straordinario a livello fisico. Non salta un minuto di allenamento e in partita. A dimostrazione di quello che ho sempre creduto, attraverso l’allenamento puoi migliorare la tenuta e le prestazioni. Non può essere una fatica”.Contro l’Inter ha fatto il primo tiro secco da fuori del campionato“Questo è un retaggio che supereremo a breve. Lui lo scorso anno si è fatto male calciando col Milan e con il Torino e gli è rimasta questa difficoltà. Ora la sta superando, non sprintava più e ora lo rivediamo di nuovo saltare l’avversario. Ora torneremo anche a calciare come prima”.Hai allenato poeti migliori di Dybala in carriera?“Ho avuto la fortuna di allenare tanti giocatori forti. Sicuramente Dybala è tra i top se non il top in assoluto. Ho avuto dei giocatori fortissimi che giustamente chiami poeti perché vanno a toccare delle corde diverse, fanno delle cose con naturalezza che sanno fare solo loro.”Fai scaldare Dybala 30 minuti e poi non lo metti, lui si arrabbia e va in aeroporto. Tu gli corri dietro?“Alla base c’è stato qualche errore prima, quello è il momento finale. La costruzione di un rapporto viene prima, altrimenti queste cose non succedono. Dybala, e non solo, vogliono veramente giocare per la Roma e cercare di fare il massimo per questa piazza e questa città.”Lulli e Pisilli come stanno crescendo?“Sono cresciuto nel settore giovanile, sono partito allenando gli esordienti quindi questa formazione l’ho sempre mantenuta. Allenare nei settori giovanili ti aiuta a vedere il ragazzo non come qualcosa di definitivo ma come un qualcosa che immagini come possa evolvere. Quando sono arrivato Pisilli era già un ragazzo di valore. Lulli meno, non era sempre titolare neanche in primavera. Io ho sempre l’abitudine di far arrivare durante la settimana alcuni ragazzi della primavera e vedevo questo ragazzo con caratteristiche importanti. Quest’anno c’è stata la possibilità di portarlo in ritiro, l’ho fatto giocare con il Borussia Dortmund che era una partita impegnativa. Poi sono i ragazzi che ti dicono, li provi, vedi se hanno bisogno ancora di tempo o se quel quarto d’ora lo affrontano con sicurezza. Non devi far altro che guardare le loro risposte.”Cosa hai visto in Romano?“Romano è un altro ragazzo giovane cresciuto nel settore giovanile che lo scorso anno ha esordito. Sicuramente è un ragazzo interessante. Mi è dispiaciuto quello che è successo la scorsa settimana, per alcuni giorni sembrava avessimo scoperto il giocatore che poteva risolvere tutti i problemi della nostra nazionale e poi per una partita non andata bene è stato eccessivamente criticato. Il fatto che Romano sia stato venduto è rappresentato da esigenze di plusvalenze e bilancio. Questa non è una cosa buona per il nostro calcio, i gioielli migliori bisogna avere la possibilità di poterli far crescere, se però ci sono delle esigenze poi diventano i primi ad essere tagliati.”L'articolo LE DICHIARAZIONI | Gasperini: “Dybala sta dimostrando quello che ho sempre creduto. Romano ceduto per esigenze di bilancio” proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.