Oggi il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha proseguito i colloqui con i membri del suo governo e del Partito Socialista (PSOE) per decidere, a seguito delle proteste per il diritto all’abitazione del fine settimana, se indire nuove elezioni o proseguire con l’attuale sessione legislativa. Dopo il periodo di analisi e riflessione avviato da Sanchez, si prevede che la situazione di incertezza si risolverà domani. Da venerdì, quando il Congresso ha respinto i due decreti di riforma abitativa, Sánchez ha incontrato i ministri e i leader socialisti per valutare le loro opinioni sui prossimi passi da intraprendere. Secondo fonti governative, citate da El Pais, i colloqui sono proseguiti anche oggi e hanno incluso un’analisi delle manifestazioni che si sono svolte ieri in tutta la Spagna, con richieste di soluzioni alla crisi abitativa e un appello allo sciopero generale. La reazione dell’opinione pubblica è stata attentamente monitorata sia dalla Moncloa (ufficio del Primo Ministro) che dalla sede del Partito Socialista (Ferraz) e Sánchez continua a valutare una soluzione.All’interno del PSOE, la maggioranza ritiene che il premier debba sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni, sebbene fonti socialiste abbiano indicato che entrambe le opzioni (indire elezioni immediate o proseguire con l’attuale legislatura) abbiano il 50% di probabilità di successo. Se Sánchez volesse indire le elezioni il prima possibile, dovrebbe annunciarle domani, in modo che il relativo decreto possa essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello Stato (BOE) il giorno successivo. Da quel momento in poi, inizierebbero a decorrere i 54 giorni previsti dalla legge elettorale per il giorno delle elezioni, ovvero il 29 novembre. Al contrario, se il primo ministro optasse per mantenere l’attuale legislatura, dovrà spiegare in un secondo momento quali siano i suoi piani per attuare le misure abitative respinte dal Congresso.Questo articolo Spagna, Sanchez continua le consultazioni: domani la decisione sulle elezioni anticipate proviene da LaPresse