GEEL — Gli Stati Uniti hanno pagato 9,7 milioni di dollari per spirali, impianti sottocutanei e pillole contraccettive che dal gennaio 2025 aspettano in un deposito della società logistica Kuehne+Nagel a Geel, cittadina delle Fiandre in provincia di Anversa. Per sbarazzarsene, il dipartimento di Stato ha messo in conto altri 167.000 dollari di incenerimento in Francia. La merce però non si può né spedire né bruciare: la legge belga vieta di distruggere materiale medico ancora utilizzabile senza un’autorizzazione speciale, e così i quattro camion restano dove sono.Giovedì 1° ottobre, dopo due rinvii, è entrata in vigore la «America First Global Health Strategy», il nuovo modello di aiuto sanitario americano che sostituisce le organizzazioni non governative con 35 accordi diretti tra Washington e i governi beneficiari, per circa 14 miliardi di dollari in cinque anni. Nessuno di quegli accordi include la pianificazione familiare o la salute riproduttiva, secondo FP2030, la coalizione internazionale che segue il settore. Il magazzino di Geel è la misura concreta di una scelta politica che ora è diventata regola.Le scorte le aveva comprate durante la presidenza Biden l’Usaid, l’agenzia americana per lo sviluppo poi smantellata dall’amministrazione Trump, e in gran parte erano destinate all’Africa subsahariana. Nel luglio 2025 Reuters ha rivelato che Washington aveva deciso di bruciarle dopo aver respinto le offerte delle Nazioni Unite e di organizzazioni di pianificazione familiare di comprarle o spedirle nei Paesi poveri. Un portavoce del dipartimento di Stato ha confermato la «decisione preliminare di distruggere certe merci contraccettive abortive da contratti Usaid dell’era Biden». L’inventario interno elenca spirali, impianti e pillole con scadenze tra l’aprile 2027 e il settembre 2031.«Riconosciamo i problemi, ma siamo anche impegnati in una politica a cui gli americani tengono», ha detto la portavoce del dipartimento di Stato Tammy Bruce il 29 luglio 2025, parlando di una «situazione che cambia ogni giorno». La scadenza di fine luglio fissata per la distruzione è passata senza che nulla accadesse.L’11 settembre 2025 una portavoce dell’Usaid ha detto al New York Times che i contraccettivi erano già stati distrutti, sostenendo anche, erroneamente, che potessero provocare aborti. Il giorno dopo il quotidiano ha corretto: la merce era ancora a Geel. Le autorità belghe sono andate a controllare e hanno confermato che i camion non si erano mossi.Bruxelles ha protestato per via diplomatica. Il primo ministro belga ha scritto al segretario di Stato americano; il ministro degli Esteri Maxime Prévot ha raccontato all’agenzia francese AFP di aver portato lo stesso messaggio all’ambasciata americana e direttamente a Washington: «Ok, state cambiando la vostra politica, ce ne rammarichiamo, ma lasciate almeno che ciò che è già stato acquistato arrivi ai destinatari giusti». Il 18 settembre 2025 le organizzazioni per i diritti delle donne hanno manifestato davanti all’ambasciata Usa a Bruxelles.I venti camion di KalloUna parte della merce è già persa. Nell’ottobre 2025 un calcolo sui documenti d’inventario indicava circa 4 milioni di dollari di forniture destinate a diventare inutilizzabili entro la metà del 2026: erano dirette soprattutto alla Tanzania, che per importare medicinali esige una durata residua minima. Il governo tanzaniano non ha risposto alle domande su un’eventuale deroga. A novembre il ministro fiammingo Jo Brouns, competente per ambiente ed economia, ha messo per iscritto che i medicinali di 20 spedizioni, trasferite in un secondo sito a Kallo e tenute in condizioni non controllate, «a causa di uno stoccaggio non conforme non possono essere rimessi in circolazione». Restano riutilizzabili solo i dispositivi, «come le siringhe per i contraccettivi iniettabili». Per la federazione internazionale per la pianificazione familiare, 20 carichi su 24 sono perduti.La cornice si è irrigidita. In gennaio Washington ha ampliato la global gag rule, la norma che nega fondi americani alle organizzazioni straniere che praticano o promuovono l’aborto, aggiungendo divieti su «ideologia di genere» e programmi per la diversità. I sette accordi bilaterali esaminati da Human Rights Watch obbligano i governi partner a dare agli Stati Uniti ampio accesso ai dati per verificare il rispetto dell’emendamento Helms, la legge del 1973 che vieta l’uso di aiuti americani per l’aborto. Il 30 settembre Washington ha tagliato i fondi sanitari allo Zimbabwe, programmi contro l’Hiv compresi, dopo il rifiuto di Harare di firmare.Sul destino finale della merce di Geel il dipartimento di Stato non ha comunicato nulla. Le prime scadenze sull’inventario cadono nell’aprile 2027.