Centrosinistra, ipotesi primarie a gennaio. Renzi a Conte: “Non ho bisogno di dare garanzie”

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“Non ho bisogno di dare garanzie” e, per dirla alla Clint Eastwood, “se vuoi una garanzia, comprati un tostapane”. Dal palco della Leopolda Matteo Renzi lancia l’ennesima frecciata all’indirizzo di Giuseppe Conte e lo fa all’indomani della direzione Pd, dei sassolini tolti dalle scarpe da Elly Schlein e del botta e risposta tra la segretaria dem e il presidente M5S che, in riferimento al per nulla ben voluto leader di Italia viva, le chiede di fare da garante.Intanto nel centrosinistra c’è chi prova ad andare oltre, abbassare le tensioni e lavorare alla fase pre campagna, chiudendo in tempi rapidi il programma e, subito dopo, le primarie. “Ci sono tutte le condizioni per trovare un accordo programmatico di legislatura”, è il pensiero del responsabile Organizzazione del Pd Igor Taruffi, che ipotizza l’organizzazione delle primarie per l’inizio del 2027, assicurando che il Pd presenterà un unico candidato, nella persona di Schlein, e non per regole statuarie ma perché “lo impone la politica”. Dal canto loro, i due contendenti alla leadership criticano il governo e, su binari paralleli, si concentrano oggi sul nodo della manovra e degli investimenti in spese militari: “Un aumento record da 14 miliardi che indebita il futuro del paese – attacca Schlein -. Non si era mai visto un aumento così, con la sanità allo stremo e gli stipendi troppo bassi mangiati dall’inflazione al 4%. Noi non ci stiamo, e ci opporremo”. “È una follia! – rincara la dose Conte – Prendiamo quei soldi, prendiamo gli extraprofitti di banche e colossi energetici e restituiamo potere d’acquisto al ceto medio, agli italiani, facciamo ripartire le imprese e le fasce più deboli della popolazione. Dobbiamo cambiare passo, radicalmente”. Renzi apre la strada a Mario Calabresi a MilanoProgramma innanzitutto anche per Matteo Renzi, che ribadisce: “In questo momento penso che prima che ragionare di chi guiderà sia importante ragionare di idee. Voglio un centrosinistra riformista, garantista. Poi è chiaro che guida chi ha più voti. Vedremo se sarà Conte o se saranno altri, ma è l’ultimo dei problemi”. Il nome che invece il leader di Italia viva ha già chiaro è quello di Mario Calabresi, del quale lancia la candidatura per le amministrative di Milano, sottolineando: “Lo vedrei benissimo come sindaco”. E il diretto interessato, anche lui ospite alla Leopolda di sé dice: “Se mi dicono che sono di sinistra, io rispondo di sì. Però non mi piace una cosa, quella parte di essere un po’ maestrini”. “Non si può dire che il popolo e gli elettori non capiscono – avverte -. Bisogna rispettarli, capirli e proporre soluzioni”.La strada che porta al battesimo della coalizione di centrosinistra è ancora lunga e se è vero che le battaglie comuni non mancano, restano distanze su temi chiave come quello della politica estera. Nodi non facili da sciogliere, tanto che secondo un ex pentastellato come Alessandro Di Battista “c’è una parte di cittadini che sostiene il Movimento 5 Stelle che Schlein non la voterebbe neanche sotto tortura” e comunque “penso che se continuano così possono anche non farle, le elezioni”. Questo articolo Centrosinistra, ipotesi primarie a gennaio. Renzi a Conte: “Non ho bisogno di dare garanzie” proviene da LaPresse