La magistratura portoghese ha avviato un’indagine sulla legalità dell’utilizzo da parte degli Stati Uniti della base aerea di Lajes, nelle Azzorre, durante la guerra con l’Iran. L’inchiesta, riferita da Reuters il 3 ottobre, prende origine da una denuncia presentata in aprile dal Blocco di Sinistra e punta ad accertare le condizioni nelle quali il governo di Lisbona ha autorizzato le attività americane.L’apertura dell’indagine non implica che siano state accertate violazioni. Porta però al centro del confronto politico il rapporto tra cooperazione militare con Washington, sovranità portoghese e responsabilità connesse all’impiego di infrastrutture nazionali per operazioni legate al conflitto.Il governo sostiene che il Portogallo non partecipi alla guerra. Il ministro degli Esteri Paulo Rangel ha difeso le autorizzazioni concesse richiamando le garanzie ricevute dagli Stati Uniti sulla natura difensiva delle operazioni, sulla loro necessità e proporzionalità e sull’esclusione di obiettivi civili.La questione è verificare quali attività siano state concretamente autorizzate e se siano rimaste entro i limiti comunicati a Lisbona. Una garanzia diplomatica costituisce infatti un elemento dei rapporti tra alleati, ma la valutazione delle responsabilità richiede di confrontarla con le missioni effettivamente svolte.La cooperazione militare tra Portogallo e Stati Uniti nelle Azzorre risale agli anni Cinquanta, mentre il quadro bilaterale attuale si fonda sull’accordo del 1995.L’intesa distingue le attività connesse all’Alleanza Atlantica e ad altre decisioni internazionali sostenute dal Portogallo dagli impieghi per i quali è necessaria un’autorizzazione preventiva. La sovranità sulla base rimane portoghese.La disponibilità di Lajes per le forze statunitensi non costituisce quindi un’autorizzazione generale a utilizzare l’installazione per qualsiasi operazione.Anche l’accordo tecnico attribuisce rilevanza alla conoscenza delle attività svolte. Sono previste informazioni che permettano al comandante portoghese di conoscere la natura delle missioni aeree che interessano la base.L’indagine assume così una dimensione concreta: stabilire quali informazioni abbia ricevuto il governo, quali limiti siano stati eventualmente imposti e quali strumenti siano stati utilizzati per verificarne il rispetto.Concedere un sostegno logistico non determina automaticamente una responsabilità giuridica per ogni successiva operazione militare americana. Allo stesso tempo, la natura logistica dell’assistenza non rende irrilevante la decisione politica di consentirla.Lajes occupa infatti una posizione strategica sull’isola di Terceira, lungo le rotte che collegano il Nord America all’Europa e, attraverso questa, alle aree operative più orientali.L’aeronautica statunitense considera la propria presenza nelle Azzorre parte della rete che sostiene il ponte aereo transatlantico, attraverso assistenza agli aeromobili, servizi logistici e supporto ai voli in transito.Si tratta di attività meno visibili rispetto agli attacchi militari, ma fondamentali per la capacità di proiettare e mantenere forze a grande distanza dal territorio americano.Trasporto, rifornimento, manutenzione e disponibilità di scali intermedi incidono infatti sulla velocità e sulla durata delle operazioni. Una rete di basi affidabili offre ai comandi maggiori possibilità di distribuire uomini, mezzi e materiali.L’utilizzo di una base può quindi contribuire logisticamente a sostenere una campagna anche quando da quella stessa installazione non decollano gli aerei incaricati di effettuare gli attacchi.Il valore strategico di Lajes non deve tuttavia essere confuso con una sua assoluta insostituibilità. Gli Stati Uniti dispongono di una rete più ampia di basi e collegamenti e un’eventuale limitazione imposta da Lisbona potrebbe determinare deviazioni, maggiori costi e una diversa organizzazione dei transiti senza necessariamente interrompere le operazioni.Il potere negoziale portoghese deriva quindi soprattutto dalla possibilità di stabilire condizioni sull’accesso a un’infrastruttura geograficamente vantaggiosa.Il confronto con la Spagna, che ha adottato una posizione differente sull’utilizzo delle proprie basi, mostra inoltre che l’appartenenza alla NATO non elimina la responsabilità dei singoli governi nelle decisioni relative alle infrastrutture presenti sul proprio territorio.Gli alleati possono effettuare valutazioni differenti sulla stessa crisi in funzione dei propri interessi, degli accordi bilaterali e delle rispettive scelte politiche.Per Lisbona la cooperazione militare con Washington rappresenta una relazione strategica consolidata. Dichiararsi estranea alla guerra e contemporaneamente autorizzare forme di sostegno alle forze impegnate nel conflitto rende però necessario definire con precisione quali attività siano state consentite.Le basi militari offrono inoltre ai Paesi ospitanti una capacità negoziale che dipende dalla possibilità di stabilire condizioni, richiedere informazioni e, nei limiti degli accordi vigenti, autorizzare o negare determinati impieghi.Se queste prerogative non vengono esercitate, il valore geografico dell’infrastruttura rischia di tradursi in una maggiore dipendenza politica anziché in uno strumento di influenza.La presenza americana nelle Azzorre possiede anche una dimensione economica. Personale, servizi, forniture e contratti generano attività sull’isola di Terceira, mentre l’accordo del 1995 disciplina specificamente anche la posizione dei lavoratori portoghesi.Per le comunità locali il mantenimento delle attività legate alla base rappresenta quindi un interesse economico concreto, che contribuisce a spiegare perché qualsiasi modifica della presenza americana abbia conseguenze che vanno oltre la politica estera.Il bilancio per il Portogallo deve però comprendere anche gli effetti più generali del conflitto. Già in marzo il governo aveva indicato il possibile aumento dei prezzi dei carburanti tra le conseguenze della guerra, prospettando misure temporanee per limitarne l’impatto.Un conflitto prolungato può aumentare i costi energetici e di trasporto, incidere sulla produzione e sui consumi e richiedere interventi pubblici per attenuare le conseguenze economiche.Si crea così una situazione nella quale il Portogallo mette a disposizione una posizione geografica utile alla capacità militare statunitense, ma rimane contemporaneamente esposto ad alcuni dei costi economici prodotti dall’instabilità internazionale.La valutazione dell’interesse nazionale dipende quindi sia dai vantaggi strategici ed economici della cooperazione con Washington sia dalla capacità di Lisbona di conoscere e delimitare gli impieghi delle proprie infrastrutture.L’inchiesta giudiziaria potrebbe concludersi senza individuare irregolarità nelle decisioni del governo, lasciando prevalentemente aperta la controversia politica. Potrebbe invece far emergere problemi nelle procedure di autorizzazione o nei controlli, oppure favorire una maggiore trasparenza sulle condizioni alle quali gli Stati Uniti possono utilizzare Lajes.L’indagine dovrà stabilire quali di queste ipotesi trovi riscontro nei fatti.Il caso delle Azzorre mostra comunque come la geografia di una guerra non coincida soltanto con i territori nei quali vengono effettuati gli attacchi. Comprende anche aeroporti, porti, depositi e corridoi logistici attraverso i quali vengono trasferiti uomini e materiali.Per il Portogallo la questione riguarda quindi l’esercizio concreto della sovranità sulla base: conoscere la natura delle missioni, definire le condizioni dell’accesso e poter verificare che le autorizzazioni concesse vengano rispettate.