Il direttore generale viola al Festival dello Sport di Trento ha parlato del ricordo di Rocco Commisso, del Viola Park, della scelta di Paratici e del cambio in panchinaTra le tante voci intervenute al Festival dello Sport di Trento c’è anche quella di Alessandro Ferrari, direttore generale della Fiorentina, che insieme a Mateo Pellegrino ha affrontato diversi temi legati al mondo viola. Dal centenario del club al ricordo di Rocco Commisso, passando per il Viola Park, la scelta di Fabio Paratici, il cambio in panchina e il sogno di tornare a conquistare un trofeo.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoIL CENTENARIO DELLA FIORENTINA – «Momenti belli ce ne sono stati davvero tanti. Abbiamo iniziato a ricordarlo a luglio e andremo avanti fino a dicembre. La festa in piazza in città è stata unica. Il presidente Commisso è stato travolto dall’affetto. La famiglia Commisso vuole portare avanti il sogno iniziato otto anni fa da Rocco Commisso».Ferrari ha poi ricordato il ritorno a Firenze di tanti protagonisti della storia viola, accolti dall’affetto dei tifosi in un clima di grande partecipazione.I CAMPIONI DEL PASSATO – «È stato bellissimo rivedere allo stadio i giocatori del passato e rivedere la loro voglia di tornare a Firenze. Per esempio Rui Costa, ci ha ringraziato perché aveva una grande voglia di tornare a Firenze e risentire l’affetto dei tifosi. Giuseppe Commisso ha voluto estendere a tutti l’invito e far sì che fosse un momento di rinascita dal punto di vista sportivo e societario».Il centenario della Fiorentina è stato anche l’occasione per ricordare la figura di Rocco Commisso, il suo legame con il club e il percorso avviato dalla proprietà.IL RICORDO DI ROCCO COMMISSO – «Rocco ci è mancato tantissimo. Sarebbe stata la persona più felice al mondo per questo centenario. Avrebbe reso molto più semplici diverse cose per la naturalezza con cui affrontava le cose. Suo figlio e sua moglie stanno portando avanti il suo sogno. Purtroppo si è goduto poco Firenze. Rocco si era accorto che mancavano tutte le strutture: giovanili, squadra femminile, dirigenza erano tutti sparsi».Tra le priorità della gestione Commisso c’è sempre stata anche la crescita del settore giovanile e dell’intero movimento interno al club.L’ATTENZIONE AI GIOVANI – «Rocco era molto attento a ragazzi e ragazze. Si sedeva sulle tribune del Viola Park a vedere gli allenamenti dei ragazzi e dei bambini. Chiedeva loro se si trovassero bene, se mancasse qualcosa».Fiorentina, il Viola Park come eredità e base per il futuroFerrari ha poi sottolineato l’importanza del Viola Park, una delle opere più significative realizzate negli ultimi anni e considerata un punto di partenza per la crescita futura della società.IL VIOLA PARK E LE STRUTTURE – «Insieme a Barone hanno realizzato il Viola Park, dove c’è tutto. Hanno voluto dare una casa dove ragazzi e ragazze possono crescere, dare qualcosa che rimarrà sempre a Firenze. Ora speriamo che si possa accelerare o comunque andare avanti anche con il discorso stadio».Guardando alla squadra, il direttore generale viola ha spiegato quali siano gli indicatori principali seguiti dalla società nella costruzione del gruppo.LE BASI TECNICHE PER IL FUTURO – «Per noi gli indicatori di base sono l’età, le prospettive e la funzionalità all’interno del nostro gruppo. Servirà tempo per metterli insieme tutti, ma a nostro avviso le basi messe insieme quest’anno ci aiuteranno anche per i prossimi anni».Ferrari sulla scelta di Paratici e sul cambio di allenatoreTra le decisioni condivise dalla proprietà c’è anche quella che ha portato Fabio Paratici alla Fiorentina, inserita in un percorso costruito attraverso valutazioni interne e scelte collegiali.LA SCELTA DI PARATICI – «Rocco ha partecipato alla scelta di Paratici. Abbiamo sempre condiviso le decisioni. È stato così quando abbiamo fatto il cambio tra Pioli e Vanoli. È stato così quando abbiamo preso Paratici».Ferrari ha poi parlato del cambio in panchina, spiegando la necessità di assumersi responsabilità in un momento delicato della stagione.IL CAMBIO DI ALLENATORE – «Sono state decisioni che dovevano essere prese. Bisogna prendersi delle responsabilità. In quel momento si è pensato di trovare una linea che potesse dare continuità e fiducia ai ragazzi. Lo scorso anno siamo arrivati a questa decisione a novembre ed era già tutto quasi compromesso ed è stato molto complicato arrivare alla salvezza. Quest’anno pensiamo di poter fare un campionato diverso».Fiorentina, il sogno trofeo e il messaggio per BoveLa Fiorentina guarda anche all’obiettivo che manca, dopo essere arrivata più volte vicina alla conquista di un titolo nelle ultime stagioni.IL SOGNO DI VINCERE UN TROFEO – «Ai trofei ci siamo arrivati vicini con tre finali. Vincere un trofeo è sempre complicato. È un sogno. Vogliamo far sognare la nostra tifoseria, qualcosa a cui pensiamo. Non deve essere un’ossessione, se no diventa un incubo. Ma qualcosa che abbiamo in testa».In chiusura, Ferrari ha dedicato parole molto sentite a Edoardo Bove, protagonista di un videomessaggio di saluti e auguri per il centenario viola.IL MESSAGGIO PER BOVE – «È un ragazzo eccezionale. Conservo ancora la lettera che mi ha dato quando è andato via. Ci ha fatto prendere un forte spavento. È un ragazzo speciale a livello di testa, di affetto, di lucidità. Ora ha potuto ritrovare il campo e una vita che è quella che voleva. Gli auguriamo ogni bene e sarà sempre il benvenuto».Le parole di Alessandro Ferrari tracciano così il percorso della Fiorentina tra memoria, identità e programmazione. Il centenario diventa un punto di passaggio importante, ma anche una spinta verso una nuova fase costruita su strutture, competenze e ambizioni sportive.Correggi l’apertura su Mateo PellegrinoRiduci le citazioni mantenendo i passaggi chiave