LONDRA — Un anno dopo, giorno per giorno. Venerdì 2 ottobre la polizia metropolitana di Londra ha incriminato due cittadini iraniani, di 36 e 34 anni, residenti a Liverpool e a Salford, per «condotte preparatorie di atti di terrorismo» commesse fino al 20 settembre. Il 2 ottobre 2025, durante lo Yom Kippur, un uomo aveva ucciso due persone con un coltello e un’arma da fuoco davanti alla sinagoga di Heaton Park, nel nord di Manchester.Secondo il comunicato della polizia, ripreso dalle emittenti americane CBS e NBC, i due avevano componenti per fabbricare un ordigno esplosivo artigianale e avevano compiuto sopralluoghi su possibili obiettivi. Nel mirino c’era di nuovo la comunità ebraica di Manchester, alla vigilia dello Yom Kippur di quest’anno. Gli inquirenti li ritengono in contatto con una terza persona all’estero «che potrebbe trovarsi in Iran». La prima udienza è fissata per oggi al tribunale di Westminster, a Londra.È il secondo caso in una settimana in cui le autorità britanniche guardano verso Teheran. Domenica cinque cittadini britannici di Londra, tra i 20 e i 25 anni, erano stati arrestati dopo che tre veicoli sospetti si erano diretti verso la base di Fairford, a un’ora e mezza a ovest della capitale, usata dall’aviazione americana per i raid sull’Iran. Nei furgoni c’era benzina, nessun ordigno; i cinque sono stati rilasciati su cauzione e giovedì è stato fermato un uomo con doppia cittadinanza britannica e iraniana.Il primo ministro Andy Burnham, mercoledì, aveva parlato di «forti indicazioni che l’Iran abbia avuto una parte» in quanto accaduto a Fairford. La coordinatrice nazionale dell’antiterrorismo, Vicki Evans, ha però precisato che il piano di Manchester non è collegato alla vicenda della base.Teheran respinge ogni coinvolgimento. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha risposto a Burnham su X: «State abbaiando all’albero sbagliato», e il fatto che Londra rilasci «presunti terroristi al servizio di Stati stranieri» a suo dire «dice tutto». Giovedì il ministero iraniano ha convocato l’ambasciatore britannico e ha definito le accuse infondate. Sull’incriminazione di Manchester, per ora, dall’Iran non è arrivato alcun commento specifico.La ministra dell’Interno Shabana Mahmood ha portato il caso nel dibattito sull’immigrazione irregolare: i due iraniani, ha detto, sono arrivati nel Regno Unito anni fa su un piccolo barchino, e uno dei due aveva ottenuto l’asilo.Il volo per Tel AvivSul tavolo degli stessi governi c’è un terzo fascicolo. Mercoledì, su un volo FlyDubai da Dubai a Tel Aviv con circa 180 persone a bordo, il copilota omanita ha accoltellato il comandante, l’indiano Smit Machchhar. L’aereo ha perso circa 17.000 piedi, oltre cinquemila metri, in un minuto. Passeggeri ed equipaggio sono entrati in cabina e lo hanno immobilizzato; l’aereo è atterrato d’emergenza a Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, dove il copilota è ora interrogato.Giovedì, dal prato sud della Casa Bianca, Donald Trump ha legato anche questo episodio a Teheran: «Ci stiamo lavorando proprio adesso. Da quello che sento, la risposta è sì». E su un’eventuale rappresaglia: «Oh, saranno colpiti, molto duramente, non preoccupatevi». In una settimana Londra e Washington hanno indicato l’Iran tre volte, e per ora l’unico dei tre casi arrivato in un’aula di tribunale è quello di Manchester.Benjamin Netanyahu è stato più cauto. Il primo ministro israeliano ha parlato di «indottrinamento islamista radicale» del copilota, ma in un’intervista televisiva ha detto di non credere a un dirottamento: «Sembra un tentativo di suicidio». Funzionari israeliani riferiscono che Mossad e Shin Bet, i servizi esterni e interni, non hanno finora accertato alcun coinvolgimento iraniano e che la prima valutazione è che l’uomo abbia agito da solo. Gli Emirati hanno aperto un’inchiesta per terrorismo.Il copilota, la cui identità non è stata resa pubblica, era stato messo a terra da Oman Air nel 2024 dopo la scoperta di visite a siti islamisti radicali; secondo una fonte vicina al dossier citata da Fox News, FlyDubai lo assunse lo stesso anno senza verificare con la compagnia omanita. Né FlyDubai né Oman Air hanno commentato. «È troppo presto per dire se avesse legami con l’Iran o con chiunque altro», ha detto Netanyahu.