Mentre la Nazionale si gode l’1-1 in casa della Francia seguito all’ottimo 4-1 in casa della Turchia e si prepara per l’ultima fatica di questa lunga parentesi in Nations League ancora contro la selezione di Montella nel match di lunedì a Bologna, dal campo la palla passa nuovamente sul fronte istituzionale con il caso del mancato tesseramento del presidente Giovanni Malagò che nella Giunta e consiglio straordinari di martedì 6 ottobre conoscerà il suo verdetto decisivo. Un match che da una parte e dall’altra del Tevere ha visto alzarsi ulteriormente il livello di scontro con ripetuti botta e risposta e pareri legali. L’ultimo in ordine di tempo era arrivato dall’Anac in merito alla carica di capo delegazione azzurra della vicepresidente del Coni Diana Bianchedi, poi dimessasi da tale incarico in vista della stessa votazione in Giunta chiamata a decidere sul commissariamento o meno della Federcalcio. Da due giorni sono nelle mani di tutti i membri di Giunta i quattro pareri che il presidente del Coni Luciano Buonfiglio aveva richiesto a quattro saggi giuristi e che lo stesso Buonfiglio ha definito “granitici”. Come LaPresse può anticipare, tutti gli avvocati ritengono il tesseramento un “requisito indispensabile” per la candidatura. Alberto Angeletti, specialista in diritto amministrativo, del lavoro e dello sport che ha rappresentato spesso il Coni in sede di giudizio, sottolinea che “non vi possa essere dubbio” che tra i requisiti per la candidatura vi debba essere “il possesso di un valido tesseramento alla data dell’assemblea”. Sempre tra i pareri dei saggi, secondo Franco Gaetano Scoca, 91 anni, professore emerito di Diritto Amministrativo alla Sapienza, “l’elezione del non tesserato è invalida”. Per Massimo Coccia, arbitro del Tas di Losanna e Vice-Commissario straordinario della Figc ai tempi di Calciopoli, “il tesseramento costituisce un requisito soggettivo di candidabilità e conseguente eleggibilità”. Sempre secondo Coccia, sullo statuto Federale non esiste un tesseramento irregolare. Per questo, l’ex avvocato della Figc, Luigi Medugno, cita anche la regola generale secondo cui “in claris non fit interpretatio” (“non si fa interpretazione sulle cose chiare”), parlando di “doveroso adempimento da parte del Coni delle funzioni di vigilanza e controllo che è chiamato a esercitare”, spiegando altresì che mentre Renato Miele poteva fare ricorso contro l’elezione di Malagò “il Coni non dispone del potere di impugnazione dell’assemblea”. Motivo per il quale, Buonfiglio si sente in una botte di ferro nell’aver convocato la Giunta per decidere sul commissariamento, facendo leva anche sull’articolo 23 comma 3 (proposta di commissariamento in caso di “gravi irregolarità” o di “mancato rispetto dei principi statutari”) dello statuto del Coni. La partita finisce direttamente in Giunta, chiamata martedì prossimo a decretare se tali pareri comportino un commissariamento della federazione. Impossibile al momento prevederne l’esito, che probabilmente si gioca sul filo del voto. Malagò punta su quelli di Di Paola, Lunetta, Pellegrini ed eventualmente Bianchedi e Spina, questi ultimi due decisivi assieme a quelli su cui Malagò confida, vale a dire Ricci, Ignozza e possibilmente anche Copioli. Il resto sarà una bagarre, con Morico, Cagnotto, Ettorre e Riva schierati sul fronte pro-commissario e l’olimpionica del canottaggio Valentina Rodini mina vagante. Un ruolo importante sarà giocato anche dai 5 pareri che la Federcalcio di Malagò, stando a quanto apprende LaPresse, ha chiesto per contrastare il peso dei pareri dei saggi interpellati dal Coni. Si tratta anche in questo caso di giuristi, professori universitari, amministrativisti di chiara fama. Pareri che si concentrerebbero sopratutto sulla gravità dell’eventuale violazione e non sul requisito del tesseramento. Secondo tali pareri, il mancato tesseramento del presidente eletto non sarebbe grave a tal punto da comportare una decisione sul commissariamento della stessa federazione. Questo articolo Mancato tesseramento di Malagò, gli esperti al Coni: “Elezione di un non tesserato è invalida” proviene da LaPresse