Terrorista, forse. Islamico, forse. Ma le due parole insieme mai. Terrorista islamico non si può’ dire e neanche radicalizzato. Sui media italiani che a 24 ore di distanza hanno confinato il tentativo di dirottamento delll’aereo emiratino nei cieli dell’Arabia casualmente ovccupato totalmente da cittadini israeliani, dalla 12esima alla 14esima pagina, perché nella rubrica di posta o nelle brevi sportive non c’era spazio, il termine è FORBIDDEN. Severamente vietato.Ma guarda te, che strano. A utilizzarllo è stato il Procuratore, ovvero il magistrato del Dubai che indaga su quello che avrebbe, per pochi secondi, trasformarsi in uno dei più efferati atti di terrorismo e dirottamento aereo nella storia dell’aviazione civile. E lo fa senza esitazione: terrorismo di matrice radicalizzata.Anche perché è venuto fuori, sin dalle prime pagine dell’inchiesta, un interrogativo sul quale, permetteteci di dire, avevamo attirato l’attenzione per primi. Ma in cabina di pilotaggio il secondo pilota chi lo ha fatto entrare? Chi ha compilato il ruolino equipaggio di quel volo? Chi, visto che persino in Oman, suo Paese di origine, sapevano benissimo della sua radicalizzazione islamica, al punto da vietargli l’imbarco, prima di tutto su voli che fossero diretti verso Paesi possibili bersagli della Jihad e primo fra tutti verso Israele?Bene l’altra tesi comoda e rassicurante. Era un lupo solitario. Ma fa a pugni con il permesso a entrare in cabina di pilotaggio di un aereo diretto all’aeroporto di Lod, fra Tel Aviv e Gerusalemme. Chi tesse la rete che opera anche nei Paesi islamici piu’ vicini a Israele?Prima di proseguire con la cronaca ancora un piccolo cenno al fattore “mettiamo tutto in un cassetto che la gente si dimentica”. Strategia attuata con abbondanza suicida dai media occidentali. Solo a titolo di esempio, la tratta Dubai, Tel Aviv sarebbe equiparabile a un Roma-Parigi. I passeggeri avrebbero potuto essere europei, o addirittura in parte islamici. E allora apriti cielo: la prima pagina sarebbe assicurata con un inevitabile cenno ai servizi segreti di Israele. Saranno forse loro? O comunque lo sapevano prima e non hanno fatto niente.Ma è accaduto nei cieli dell’Arabia Saudita: il volo Flydubai FZ1073 stava per precipitare nel deserto o secondo alcune fonti, il copilota Hammam Al-hammami, questo il suo nome, avrebbe puntato direttamente dopo la picchiata verso i cieli di Israele (che non casualmente aveva fatto decollare i suoi caccia, per tentare una replica dell’11 settembre.E torniamo al Procuratore generale degli Emirati arabi, consigliere dott. Hamad Saif Al Shamsi, che ha pubblicamente dichiarato all’agenzia di stampa statale WAM: : Hammam Al-hammami ha tentato di compiere un attacco “terroristico” durante il volo,Hammam Al-hammami sulla base di fonti a conoscenza diretta della vicenda, ha aggredito il pilota all’interno della cabina di pilotaggio con un’ascia di sicurezza, uno strumento manuale in dotazione all’equipaggio per le emergenze a bordo degli aeromobili, e ha tentato di assumere il controllo dell’aereo, ha dichiarato il procuratore generale.Le dichiarazioni del procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Hamad Saif Al Shamsi, sono state le prime da parte delle autorità emiratine a definire l’episodio come un tentato attacco “terroristico”.Venerdì Reuters ha riferito che funzionari della sicurezza israeliana si sono recati negli Emirati Arabi Uniti per interrogare Al-hammami, senza tuttavia specificare quale agenzia avrebbe preso parte all’interrogatorio.Un’ultima considerazione, giocando ancora una volta sull’anticipo: possiamo considerare imminente e certa la pubblicazione di una indiscrezione secondo cui Il primo ministro Benjamin Netanyahu sarebbe stato al corrente del dirottamento, “utile” per vincere le imminenti elezioni…Lo slogan è pronto per le prossime manifestazioni pro-Pal previste per celebrare la carneficina del 7 di ottobre.L'articolo Aereo dirottato, il giudice di Dubai conferma: è terrorismo proviene da Nicolaporro.it.