“Quella del 2026 è stata l’estate delle arbovirosi in Italia: c’è stata un’impennata di casi di West Nile, ma anche la Dengue è cresciuta”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è l’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi, con in mano gli ultimi dati del bollettino diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss).Le segnalazioni in ItaliaMa di che cifre parliamo? Sono saliti a 727 i casi confermati di infezione da West Nile Virus nell’uomo (erano 700 nel report precedente), 383 in forma neuroinvasiva (5 casi importati da Maldive, Francia, Belgio, Grecia e Olanda); con 93 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 247 di febbre (1 caso importato da Burkina Faso), 3 casi con altri sintomi e uno asintomatico.Il report segnala anche 54 decessi (di cui uno in un caso importato). Ma non è tutto: dal 1 gennaio al 29 settembre al sistema di sorveglianza nazionale dell’Iss risultano anche 330 casi di Dengue: 59 autoctoni mentre tutti gli altri casi sono associati a viaggi all’estero. Le altre arbovirosiA queste arbovirosi dobbiamo aggiungere 28 casi confermati di Chikungunya, di cui uno solo autoctono e 3 casi di Zika virus, tutti associati a viaggi all’estero. Nello stesso periodo sono stati segnalati infine 15 casi di Usutu virus (8 Lombardia, 1 Emilia-Romagna, 1 Marche, 2 Lazio, 1 Piemonte, 2 Veneto).L’analisi e il Piano arbovirosiChe cosa sta accadendo nel nostro Paese? “Per quanto riguarda West Nile, a cambiare le cose è stata la nuova rotta degli selvatici, che hanno diffuso il virus in numerose regioni d’Italia. A dare fastidio sono le forme neuroinvasive e, naturalmente, i decessi. La Dengue non è ancora endemica da noi: le forme autoctone ci sono, ma sono episodiche al momento”. “Le zanzare coinvolte sono diverse, per il West Nile è la Culex, per la Dengue è la tigre. Ma se il Piano sulle arbovirosi c’è ed è ben scritto, non è ancora applicato nei tempi giusti: la disinfestazione va iniziata già in primavera e va ripetuta con regolarità”, ribadisce Ciccozzi.C’è poi un altro aspetto: “Il circuito fatto da uccelli selvatici, zanzare, uomo risente dell’effetto del clima e dunque, in parte, l’andamento di questi virus un tempo esotici è imprevedibile. Quello che possiamo fare è, appunto, contrastare le arbovirosi in modo serio, applicando il Piano per tempo“, conclude l’epidemiologo.Questo articolo L’estate delle arbovirosi in Italia: i trend di West Nile e Dengue proviene da LaPresse