Sab, 3 Ott 2026Il voto di martedì potrebbe essere solo l’inizio: sul tavolo anche il nodo dei conflitti di interesse, mentre in caso di commissariamento la FIGC è pronta a percorrere tutte le vie di ricorso.DiRedazioneCondividi l'articolo(Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)Il caso legato al mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura alla presidenza della FIGC si prepara a entrare nella fase decisiva. Martedì 6 ottobre la Giunta del CONI sarà chiamata a discutere e votare sull’ipotesi di commissariamento della Federcalcio, ma qualunque sia l’esito il confronto – spiega La Gazzetta dello Sport – potrebbe essere soltanto all’inizio.Sul tavolo del presidente del CONI Luciano Buonfiglio sono arrivati i pareri di quattro giuristi – Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti – che sostengono la tesi avanzata dal Procuratore generale dello Sport Ugo Taucer, secondo la quale il tesseramento rappresenterebbe un requisito necessario per candidarsi ed essere eletti alla guida di una federazione. La FIGC, dal canto suo, presenterà in Giunta cinque pareri di segno opposto, affidati anch’essi a giuristi e professori universitari.Prima ancora del merito, però, resta da chiarire chi potrà partecipare al voto. I componenti della Giunta aventi diritto sono 16, ma lo Statuto CONI impone l’astensione in presenza di un conflitto di interessi. L’attenzione si è concentrata in particolare sulle posizioni di Diana Bianchedi, che ha recentemente lasciato il ruolo di capodelegazione della Nazionale, e Elisabet Spina, eletta in quota tecnici e dipendente del Milan.Il CONI ha chiesto un parere all’ANAC, che tuttavia ha ricordato di non avere competenza nel determinare l’esistenza di un conflitto di interessi, rimettendo quindi la valutazione allo stesso Comitato olimpico. Anche la FIGC, secondo il quotidiano, potrebbe sollevare dubbi sulla posizione dello stesso Buonfiglio.Il nodo dei votanti potrebbe così diventare uno degli elementi centrali dei ricorsi successivi. In caso di commissariamento, Malagò sarebbe pronto a chiedere immediatamente la sospensione del provvedimento al Collegio di Garanzia dello Sport. Un eventuale rigetto potrebbe poi aprire la strada alla giustizia amministrativa, prima davanti al TAR e successivamente al Consiglio di Stato.Ma anche una bocciatura del commissariamento potrebbe lasciare conseguenze pesanti. Buonfiglio non avrebbe intenzione di dimettersi nel caso in cui la Giunta respingesse la sua linea e vorrebbe mettere a verbale i voti contrari e le relative motivazioni. Non esiste una norma che imponga al presidente del CONI di lasciare l’incarico in uno scenario simile, ma una sconfitta su una decisione di questa portata aprirebbe inevitabilmente il tema della fiducia politica all’interno della Giunta, organo di governo del Comitato olimpico.Martedì, dunque, il voto potrebbe rappresentare soltanto il primo passaggio di una vicenda destinata a proseguire ancora a lungo, tra il possibile passaggio in Consiglio Nazionale, ricorsi sportivi e giustizia amministrativa.Developed by 3x1010