Contro l’intreccio della discriminazione intersezionale, l’Onu stila le nuove linee-guida

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Il grave problema della diffusa violenza (di ogni tipo) subita dalle donne con disabilità, è un argomento  a cui InVisibili presta una particolare e costante attenzione, dedicando spazio a tutto quello che viene promosso  per contrastarla; oggi, parliamo delle nuove “Linee Guida per contrastare la discriminazione intersezionale delle donne con disabilità”, emanate, pochi giorni, dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità .Prima   di entrare nel vivo della dissertazione, occorre fare un paio di considerazioni preliminari. Come nei casi della violenza esercitata sulle donne senza disabilità, anche su quelle disabili, dal periodo del Covid in poi, il tasso di abusi è aumentato notevolmente; dati del 2024 rivelano che il 66,2% delle donne con disabilità hanno subito violenza fisica; il 56,8% minacce; il 17,7% stupro; il 21,4% stalking.Come abbiamo già ribadito più volte, il problema è molto grave poiché tali soprusi si verificano, per lo più, in ambienti dove, in  realtà, le stesse dovrebbero essere protette e accudite, come le famiglie o i centri di cura. Le donne disabili, specialmente quelle con seri problemi  intellettivi e psichici, sono “invisibili”, e considerate inferiori rispetto alle altre, in quanto soggette alla doppia discriminazione, sia come donne (la comune discriminazione di genere), sia come persone con disabilità; pertanto, sono prede più facile poiché vulnerabili, spesso dipendenti  in toto, o quasi, dai lori stessi aguzzini.Situazione maggiormente complicata è la presenza della discriminazione intersezionale, quando, cioè, la disabilità si interseca con differenti fattori, come, il genere, l’età, la casta, l’orientamento sessuale, il colore della pelle e altri, ognuno di questi elementi non devono, nel modo più assoluto, essere presi in considerazione singolarmente, ma esaminati tutti insieme, poiché lo svantaggio è causato proprio dalla loro intersecazione.Per limitare il più possibile tale grave forma discriminatoria, e nello stesso tempo, per promuovere  l’uguaglianza  delle donne disabili lungo tutto l’arco della vita, pochi giorni fa, il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ha stilato le nuove “Linee Guida per contrastare la discriminazione intersezionale delle donne con disabilità”. Basandosi su questa interdipendenza,  propongono indicazioni pratiche  agli Stati firmatari della Convenzione Onu e ai soggetti istituzionali della società civile che concorrono all’attuazione della Convenzione, non rivolte esclusivamente a contrastare la discriminazione intersezionale delle donne con disabilità, ma anche a favorire il rispetto dei loro diritti. Un’importante prescrizione riguarda l’identificazione precoce della situazione  discriminante che funge da presupposto per promuovere, sia  interventi efficaci e concreti, sia politiche di prevenzione. Un’altra raccomandazione riguarda l’accesso alla giustizia per le donne disabili, che deve essere garantita da un’informazione accessibile a tutte e da un’assistenza legale adeguata durante i procedimenti giudiziari e amministrativi. L’esortazione su cui si focalizza maggiormente l’attenzione è il coinvolgimento delle stesse donne con disabilita nella co –progettazione delle politiche antidiscriminatorie.Oltre a questi  provvedimenti specifici per contrastare la discriminazione intersezionale , le Linee Guida  ne forniscono altri rivolti a promuovere i diritti fondamentali  delle donne con disabilità. Da un lato, suggeriscono una sensibilizzazione rivolta all’opinione pubblica per estirpare  i tanti stereotipi che le riguardano; dall’altro viene ribadita l’urgenza di mettere in campo politiche e strategie finalizzate alla loro inclusione scolastica e lavorativa per una loro adeguata  autorealizzazione,  e la conseguente  corretta valorizzazione della loro singola persona da parte degli altri.