Dialogo e difesa dell’industria europea. Tripodi porta la linea italiana al G20

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Dialogo con i partner commerciali, ma anche strumenti europei più forti per proteggere l’industria dagli effetti delle distorsioni del commercio globale. È la linea portata dall’Italia alla ministeriale Commercio del G20 di Milwaukee, dove la sottosegretaria agli Affari Esteri Maria Tripodi ha partecipato, su delega del ministro Antonio Tajani, ai lavori organizzati sotto la presidenza statunitense.Al centro del confronto tra le maggiori economie mondiali sono finite alcune delle questioni più sensibili per il futuro del commercio internazionale: il contrasto all’uso coercitivo degli scambi di prodotti agroalimentari, l’eccesso strutturale di capacità produttiva, il futuro del principio della nazione più favorita (MFN) e l’eliminazione del lavoro forzato dalle catene globali del valore.Su questi dossier Tripodi ha ribadito l’approccio costruttivo dell’Italia, sostenendo le proposte per contrastare l’uso coercitivo del commercio, intervenire sull’eccesso di capacità produttiva e rafforzare la lotta al lavoro forzato. Ma Roma ha affiancato alla richiesta di interventi più efficaci un messaggio politico preciso sul metodo da seguire. “La nostra opzione preferita è, come sempre, il dialogo con le controparti, finalizzato alla ricerca e al raggiungimento di soluzioni concrete”, ha sottolineato Tripodi.La posizione italiana assume un peso particolare sul dossier della sovraccapacità produttiva. Tripodi ha indicato la necessità di rafforzare, nell’ambito della politica commerciale dell’Unione europea, gli strumenti di difesa commerciale capaci di mitigare le conseguenze di questi squilibri sul sistema industriale europeo. Allo stesso tempo, l’Italia ha insistito sulla ricerca di soluzioni consensuali alle sfide globali, considerate necessarie per rendere le risposte non soltanto efficaci, ma anche sostenibili.Il messaggio arriva in una fase particolarmente delicata per il commercio internazionale. La ministeriale di Milwaukee si è svolta mentre l’amministrazione del presidente Donald Trump continua a ridefinire la politica commerciale americana attraverso i dazi e i negoziati con la Cina e altri partner. Lo U.S. Trade Representative Jamieson Greer, presente personalmente alla ministeriale, aveva indicato tra le priorità dell’incontro proprio il lavoro forzato, la revisione del principio MFN, la “weaponization” del commercio alimentare e il problema dell’eccesso strutturale di capacità e produzione.Greer aveva inoltre presentato il programma tariffario di Trump come uno strumento per riequilibrare il commercio globale e costruire un sistema fondato su scambi “fair, reciprocal, and balanced”. È in questo quadro che si inserisce la posizione portata da Tripodi: sostegno agli interventi contro le distorsioni commerciali e maggiore capacità europea di difendere la propria base industriale, mantenendo però il dialogo con le controparti come strada privilegiata per arrivare a soluzioni condivise.La scelta di Milwaukee come sede della ministeriale rende particolarmente concreto il confronto. Il Wisconsin è direttamente esposto agli effetti della nuova stagione tariffaria americana. Harley-Davidson ha pagato circa 67 milioni di dollari in dazi nel 2025 e prevede un impatto fino a 90 milioni nel 2026. Kohl’s, con sede a Menomonee Falls, ha invece intrapreso un’azione legale contro l’amministrazione contestando la costituzionalità dei dazi, pur avendo annunciato in agosto di aver ricevuto un rimborso tariffario da 150 milioni di dollari.Il tema è entrato anche nel confronto politico americano in vista delle elezioni di midterm, con commercio, dazi e loro impatto sull’accessibilità dei prezzi diventati argomenti della campagna elettorale. La ministeriale del G20 non è formalmente legata alla competizione politica, ma si svolge quindi in un territorio dove le conseguenze delle scelte commerciali di Washington sono già parte del dibattito economico e politico.Per l’Italia, Milwaukee ha offerto così l’occasione per collocare le preoccupazioni dell’industria europea dentro un confronto più ampio sulla riscrittura delle regole del commercio globale. La linea indicata da Tripodi tiene insieme due esigenze: rafforzare gli strumenti con cui l’Europa può reagire agli squilibri che colpiscono il proprio sistema produttivo e preservare uno spazio negoziale con i partner. Una posizione che, nel pieno della nuova stagione tariffaria americana, punta a difendere gli interessi industriali europei senza abbandonare la ricerca di soluzioni consensuali.