BRASILIA — «L’ingerenza straniera non può essere tollerata». Con questa frase, affidata ai social, l’avvocato generale dell’Unione Jorge Messias, il capo dell’avvocatura dello Stato brasiliano, ha chiesto giovedì alla Polizia federale e alla Procura generale di aprire un’indagine sui fondi che Washington destinerebbe a gruppi brasiliani ostili al Supremo tribunale federale, la Corte suprema del Paese.La richiesta arriva a tre giorni dal primo turno delle presidenziali di domenica 4 ottobre, in cui il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, 80 anni, cerca un nuovo mandato contro il senatore Flávio Bolsonaro, primogenito dell’ex presidente Jair. Il giorno prima il quotidiano britannico The Guardian aveva scritto che l’amministrazione Trump intende dirottare oltre 175 milioni di dollari del Fondo per i diritti umani e la democrazia del Dipartimento di Stato verso cause di destra nel mondo, dai gruppi afrikaner in Sudafrica al Brasile. Per il Brasile è previsto 1 milione destinato a un progetto per «contrastare il lawfare e la censura», a sostegno di organizzazioni della società civile contrarie alla Corte.Messias ha definito il rapporto «un importante allarme per la sovranità brasiliana». «L’informazione è particolarmente grave alla luce del processo elettorale e dei recenti episodi di pressione esterna sulle nostre istituzioni», ha aggiunto. In una nota l’Avvocatura precisa che, se provata, la ricezione di capitali stranieri per attacchi «organizzati e sistematici» alla sovranità potrebbe rivelare «una struttura di interferenza esterna». La Casa Bianca non ha commentato e dal Dipartimento di Stato non è arrivata alcuna risposta.Le pressioni esterne a cui allude Messias hanno una storia recente. Nel 2025 Jair Bolsonaro è stato condannato a 27 anni di carcere per il piano golpista ordito dopo la sconfitta del 2022. Donald Trump ha definito quel processo «una disgrazia internazionale» nella lettera con cui annunciava dazi al 50% su alcuni prodotti brasiliani, poi rimossi. Ha revocato i visti a magistrati brasiliani e ha sanzionato, salvo poi ritirare le misure, il giudice Alexandre de Moraes, accusato di «una caccia alle streghe illegale». A maggio ha ricevuto Flávio Bolsonaro alla Casa Bianca.Da allora i due candidati hanno costruito la campagna su posizioni opposte rispetto a Washington. Flávio, candidato del Partito liberale, promette rapporti più stretti con gli Stati Uniti. Lula ha fatto della sovranità il suo tema centrale e il 22 settembre, dalla tribuna dell’Onu, ha messo in guardia contro l’ingerenza straniera. L’inchiesta chiesta dal suo avvocato generale porta quel tema dentro le ultime 72 ore prima delle urne.Il dibattito saltatoLa stessa giornata di giovedì ha visto cadere anche l’ultimo confronto televisivo. TV Globo, la maggiore emittente in chiaro, ha annullato il dibattito finale dopo il forfait di entrambi i favoriti. Lula ha disertato tutti i confronti del 2026 e ha preferito un podcast molto seguito su YouTube. Flávio aveva confermato la presenza e si è ritirato poche ore prima. Globo ha parlato di «incertezza giuridica» creata da due decisioni, una del Tribunale superiore elettorale e una della Corte suprema, tra cui il divieto di lasciare in scena il leggio vuoto di Lula. Restavano quattro candidati di centrodestra, tra cui lo psichiatra e scrittore Augusto Cury e gli ex governatori Ronaldo Caiado e Romeu Zema; altre due reti avevano già cancellato altrettanti dibattiti.Sempre giovedì, davanti alla sede della Corte suprema a Brasilia, un uomo ha tentato di scavalcare le recinzioni e ha gettato uno zaino sopra una pensilina dell’autobus. Polizia e vigili del fuoco hanno circondato l’area e l’uomo è stato arrestato. Lo zaino conteneva «solo effetti personali», ha detto all’AFP il portavoce della polizia militare; il sospetto resta in custodia.I sondaggi danno una corsa aperta. Per Datafolha, al primo turno Lula è al 40% e Flávio al 36%. Al ballottaggio il presidente è avanti 47 a 45, un pareggio tecnico nel margine d’errore. Quaest vede invece Flávio in vantaggio 42 a 41. Se nessuno supererà il 50% dei voti validi, il secondo turno si terrà il 25 ottobre.Flávio Bolsonaro non ha commentato la richiesta d’inchiesta. Nella diretta di giovedì sui suoi canali social ha spiegato il ritiro dal dibattito con la «censura imposta dalla giustizia elettorale» e ha ripetuto la frase della settimana: «Il mio unico avversario in questa campagna è Lula. È lui che voglio sfidare».