Il premier francese Lecornu accusa Mélenchon per la rivolta dei licei: 400 istituti chiusi, quasi 2.000 fermi

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PARIGI — Aule vuote e lezioni a distanza, venerdì, in oltre 400 licei francesi: a Nantes e a Lione gli istituti dati alle fiamme giovedì sono ancora anneriti, a Marsiglia il trasporto pubblico è fermo e i tram di Strasburgo sono rimasti in deposito. Il ministro dell’Educazione, Édouard Geffray, lo ha annunciato giovedì sera in televisione, a France 2: «poco più di 400 scuole e altri istituti» restano chiusi.Il bilancio della sola giornata di giovedì dà la misura della crisi: 1.949 fermi e 305 agenti feriti, secondo il ministero dell’Interno, su un totale di oltre 3.000 fermi dall’inizio delle proteste, dieci giorni fa. Nello stesso giorno il governo del premier Sébastien Lecornu ha presentato in Consiglio dei ministri il bilancio 2027, con 43 miliardi di euro di risparmi, e ha accusato la sinistra di Jean-Luc Mélenchon di aver orchestrato il movimento dei licei.Le proteste, nate nella regione di Parigi la settimana scorsa, si sono allargate a più di mille scuole; 222 siti risultavano bloccati giovedì, riferisce il Financial Times. Dall’inizio del movimento il ministero conta più di cento feriti tra studenti e personale. A Marsiglia, in un terzo istituto, alcuni docenti sono stati spruzzati per errore di benzina; a Bordeaux qualcuno ha tentato di incendiare il municipio; a Strasburgo è bruciata un’auto, a Tolosa ci sono stati scontri con la polizia.Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, descrive qualcosa che somiglia «molto di più a violenza urbana, con individui mascherati, dotati di fuochi d’artificio in tubi e di proiettili, che volevano chiaramente scontrarsi con le forze dell’ordine». In sette casi, secondo la polizia, contro gli agenti è stato lanciato acido cloridrico. La polizia ha aperto anche tre indagini interne su presunte violenze contro studenti, dopo che immagini dell’AFP hanno mostrato agenti con scudi colpire con i manganelli dei liceali nella Seine-Saint-Denis, la banlieue a nord-est di Parigi.L’accusa a MélenchonDopo la riunione di crisi convocata da Lecornu, Matignon, la sede del primo ministro, ha fatto sapere che per l’intelligence La France Insoumise e i gruppi a essa vicini hanno organizzato il movimento. La replica è arrivata subito. Manuel Bompard, coordinatore del partito, ha invitato il governo a non indulgere nel «complottismo»; Mélenchon ha detto che il partito ha chiesto metodi non violenti e ha parlato di repressione «con ferocia» e con «un’inconfondibile sfumatura razzista»: «Non toccate i nostri giovani». Lecornu ha definito l’accusa di razzismo «un insulto»: «Gli studenti hanno diritto alla sicurezza. Il personale ha diritto alla protezione. I poliziotti hanno diritto al rispetto».Dal fronte opposto, Marine Le Pen, del Rassemblement National, parla di «rivolte organizzate da professionisti» e chiede una nuova legge contro i rivoltosi. I sindacati della scuola puntano invece il dito sull’esecutivo: «Parliamo di allievi di 15-18 anni e l’unica risposta del governo è la repressione automatica e istituzionalizzata», ha detto Caroline Chève, segretaria generale della Fsu, la principale federazione sindacale dell’istruzione.Il bilancio presentato giovedì porta il deficit dal 5,4% del Pil atteso per quest’anno al 5% nel 2027. Il ministro dell’Economia, Roland Lescure, ha elencato 9 miliardi di tagli alla spesa, il congelamento dell’indicizzazione delle pensioni sopra i 1.260 euro al mese e la proroga della tassa temporanea sulle grandi imprese; restano fermi anche lo stipendio base dei dipendenti pubblici e gli aiuti alla casa. Il Medef, la confindustria francese, calcola quasi 20 miliardi di prelievi sulle imprese.Il testo arriva all’Assemblea nazionale entro il 6 ottobre, in un’aula senza maggioranza dalle elezioni anticipate del 2024, dove due predecessori di Lecornu sono già caduti sul bilancio. Il governo può farlo passare senza voto con l’articolo 49.3 della Costituzione, esponendosi a una mozione di censura. Per Lecornu la partita è doppia: tenere la piazza dei licei lontana dall’aula in cui il suo governo può cadere, a sette mesi dalle presidenziali della primavera 2027.Il debito pubblico francese supera i 3.600 miliardi di euro e i soli interessi costeranno 91 miliardi l’anno prossimo, contro gli 80 di quest’anno. Nello stesso progetto di legge, la voce dell’istruzione sale di 1,1 miliardi.