di Tiziano Pacelli Tra le colline di Mentana, dove un tempo le vigne erano parte integrante del paesaggio, oggi ne è rimasta una sola. L’ultima vigna di MentanaLe altre, una dopo l’altra, sono scomparse, sono state tagliate, il territorio è cambiato, sono arrivate nuove costruzioni e molte delle persone che un tempo vivevano del lavoro della terra hanno smesso di coltivarla. Antonio “Tonino” SplendoriMa c’è ancora qualcuno che continua: si chiama Tonino Splendori.Ogni giorno torna tra i suoi filari.Conosce ogni pianta, sa quando potare, quando aspettare e quando è arrivato il momento della vendemmia, perché con la terra la fretta non serve, ha i suoi tempi e bisogna imparare ad ascoltarli. Lilly Aglietti, moglie di Antonio “Tonino” Splendori Accanto a lui c’è sua moglie, Lilly Aglietti, compagna di vita e di questa lunga storia fatta di lavoro, stagioni, sacrifici e vendemmie.Insieme, negli anni, hanno continuato a prendersi cura di quei filari, mentre intorno a loro le vigne scomparivano lentamente.La loro non è un’attività agricola è il proseguimento di una tradizione che un tempo apparteneva a tante famiglie di Mentana. Sopra e sotto, altre immagini della vigna di Antonio Splendori a Mentana C’era un tempo in cui la vendemmia era una festa di tutta la comunità.Si cominciava presto al mattino e si andava avanti per ore: cassette da riempire, grappoli da raccogliere, mani che alla fine della giornata profumavano di mosto.Era un lavoro duro, certo, ma era anche un momento di incontro.Quando arriva settembre, tra quei filari, ancora oggi si ritrovano tanti amici per aiutare a raccogliere l’uva.Si lavora, si scherza, si raccontano storie e quando la raccolta è terminata, arriva il momento più atteso: un bel pranzo preparato da Lilly, perché anche il cibo, come il vino, è un modo per stare insieme e condividere. Oggi di quel mondo è rimasto ben poco, ed è proprio per questo che quella vigna ha un valore particolare. Tra quei filari sopravvive un modo di lavorare che non segue i ritmi veloci dei nostri giorni.Un modo antico, fatto di pazienza, fatica e rispetto per la terra.Quando arriva il momento della vendemmia, le forbici cominciano a tagliare i grappoli e le cassette si riempiono lentamente. Poi l’uva segue il suo percorso e, attraverso gesti tramandati di generazione in generazione, il frutto della terra diventa vino.Un vino semplice, genuino, fatto in casa, senza solfiti aggiunti, che conserva il carattere di quella terra e soprattutto il piacere di essere condiviso.Se un giorno passerete dalle colline di Mentana e vedrete quei filari, fermatevi e chiedete di Tonino.Potrete conoscerlo e magari, all’inizio, vi sembrerà un po’ burbero, ma dietro quell’apparenza si nasconde un uomo dal cuore grande, generoso e profondamente legato alla sua terra.Sarà allora il momento di scambiare qualche parola con lui e di lasciarlo raccontare.Tonino parla della sua vigna, non racconta soltanto di uva e di vino.Racconta una parte della sua vita e magari, insieme a Lilly, vi offrirà un bicchiere del suo vino. Non troverete un’enoteca, una degustazione organizzata ma una vigna, una famiglia e un bicchiere offerto con semplicità. E forse è proprio questo il modo più bello per conoscere una terra: incontrare chi ancora la lavora, sedersi insieme e ascoltare le storie che quella terra porta con sé.Quella vigna è ancora lì, tra le colline di Mentana.È rimasta quasi sola, circondata da un mondo che nel frattempo è cambiato.Ma finché ci saranno mani disposte a coltivarla, continuerà a vivere, a far parte del paesaggio, della memoria e dell’anima di questo bellissimo territorio.E allora, se passate da quelle parti, fermatevi, chiedete di Tonino, il resto verrà da sé.Magari davanti a un buon bicchiere di vino, mentre qualcuno vi racconterà di quando, a Mentana, le vigne erano tante, e di come, oggi, ne sia rimasta soltanto una.Curriculum – Tiziano PacelliTiziano Pacelli, nato ad Onano il 28 luglio 1963, dopo aver frequentato il Liceo Classico, si arruola nell’Esercito Italiano, intraprendendo una lunga esperienza professionale e maturando significative esperienze anche attraverso missioni all’estero.Durante il percorso militare consegue una laurea breve in Scienze dell’Economia e dell’Organizzazione, arricchendo la propria formazione con competenze in ambito economico e organizzativo.Una volta posto in congedo, decide di dedicarsi a una delle sue più grandi passioni: la conoscenza e la valorizzazione del territorio. Attraverso escursioni, cammini e itinerari, accompagna alla scoperta dei borghi del Lazio e, più in generale, delle bellezze paesaggistiche, storiche e culturali dell’Italia.La sua attività di esploratore del territorio si intreccia anche con la scrittura. Ha recentemente pubblicato, con la casa editrice EtaBeta, un libro dedicato alla Via Francigena, nel quale racconta la storia vera e particolare di una ragazza francese incontrata durante il cammino.Il viaggio, per Tiziano, non è soltanto movimento: è incontro, scoperta, memoria e racconto. Ogni borgo, ogni sentiero e ogni persona incontrata lungo il percorso diventano parte di una storia da custodire e condividere.Ancora oggi continua a esplorare il territorio, alla ricerca di nuovi luoghi, nuove storie e nuove emozioni da raccontare.L'articolo MENTANA – Tonino e Lilly, l’ultima vigna della città garibaldina proviene da Tiburno Tv.