Il copilota del volo Dubai-Tel Aviv «voleva schiantare l’aereo su Israele»: Oman Air lo aveva sospeso nel 2024

Wait 5 sec.

ABU DHABI — Un’ascia d’emergenza presa dalla cabina di pilotaggio, un comandante colpito alla nuca mentre si voltava per lasciare pregare il collega, un Boeing 737 MAX con oltre 170 persone a bordo che perde più di 17.000 piedi in due minuti. È la ricostruzione del volo Flydubai FZ1073 Dubai-Tel Aviv di mercoledì scorso che il procuratore generale degli Emirati, Hamad Saif al-Shamsi, ha definito sabato «atto terroristico», parlando all’agenzia di Stato emiratina Wam di un tentativo di «prendere il controllo dei comandi».Il copilota, un omanita di 29 anni, è in custodia negli Emirati. Secondo fonti vicine all’inchiesta citate da ABC News e dal Wall Street Journal, sta collaborando e ha detto agli investigatori che voleva schiantare l’aereo in Israele. Nel 2024 Oman Air, la compagnia di bandiera del sultanato, lo aveva sospeso dall’addestramento per possesso di materiale estremista. Il governo dell’Oman tace da quattro giorni.L’aereo era decollato da Dubai alle 7.05 di mercoledì (le 5.05 in Italia) ed era salito a 34.000 piedi. Poco più di due ore dopo, stando ai dati di Flightradar24, è precipitato di oltre 17.000 piedi in circa due minuti, è risalito, è ridisceso e si è stabilizzato intorno ai 15.000. Il transponder ha trasmesso il codice 7500, quello che segnala un’interferenza illecita a bordo. Alle 9.45 locali (le 8.45 in Italia) il Boeing è atterrato a Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita. A portarlo a terra sono stati due piloti Flydubai che viaggiavano fuori servizio come passeggeri.Il comandante è Smit Machchhar, indiano, 17 anni di volo di cui 11 da comandante. Sabato, dall’ospedale di Abu Dhabi, ha raccontato in una telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu che il copilota gli aveva chiesto di poter pregare e che lui si era girato per rispetto. Pochi minuti dopo un colpo alla nuca: pensò a un cedimento dell’aereo. Poi i colpi sono continuati. «Ero completamente stordito», ha detto. Il primo tentativo di aprire la porta della cabina fu bloccato dal copilota.«Quando ero a terra sentivo che l’aereo precipitava, e sapevo che era l’ultima occasione per fare qualcosa», ha detto al premier indiano Narendra Modi. «La porta è lì, aprila e basta. Ci sono riuscito e sono entrati». Netanyahu lo ha chiamato «un grande eroe» e lo ha invitato ad accendere una delle torce della cerimonia del Giorno dell’Indipendenza accanto a Modi; del copilota ha detto che era «radicalizzato» e «suicida». Entrambi i piloti sono stati trasferiti dall’Arabia Saudita a un ospedale di Abu Dhabi.Il fascicolo di Oman AirIl copilota si chiama Hamam al-Hammami, nato negli Emirati da padre omanita e madre siriana. Sette anni a Oman Air: nel 2024, da allievo copilota, la compagnia lo sospese per il materiale estremista e lo spostò a un incarico amministrativo. Lasciò nel febbraio 2025, volò per la marocchina Royal Air Maroc da giugno a gennaio, poi passò a Flydubai, la compagnia low cost di Dubai. Aveva già percorso più volte la rotta per Tel Aviv. Un’università inglese, la Buckinghamshire New University, ha precisato di avergli impartito solo un corso a distanza in gestione aeronautica, nessun addestramento al volo.Come un pilota fermato per materiale estremista sia arrivato un anno dopo ai comandi di un volo per Israele è il nodo dell’inchiesta. I controlli d’assunzione di Flydubai riguardavano i precedenti penali, non i segnali di radicalizzazione. Israele, secondo la tv israeliana, non aveva su di lui «neanche un briciolo di informazione». Le agenzie di sicurezza di quattro Paesi della regione lavorano con gli Stati Uniti e con governi occidentali: finora nessun legame con gruppi armati, e un diplomatico del Golfo parla di un lupo solitario. Giovedì il procuratore aveva ordinato di verificare pianificazione ed eventuali mandanti.Il governo dell’Oman, che non ha relazioni diplomatiche con Israele, non ha detto una parola dall’incidente nonostante le ripetute richieste; Oman Air non commenta e l’ambasciata omanita non ha risposto. Un portavoce emiratino ha declinato per non «pregiudicare l’esito dell’indagine». Flydubai ha sospeso temporaneamente i voli per Tel Aviv e l’amministratore delegato Ghaith Al Ghaith ha chiesto di «lasciare che questo processo stabilisca i fatti». La compagnia, in una nota: «Siamo consapevoli che a questo punto ci sono molte domande».