MOSCA — Volodymyr Zelensky ha detto a Reuters, in un’intervista a Kyiv diffusa ieri sera, che l’Ucraina intensificherà gli attacchi alle raffinerie russe, nonostante il presidente americano Donald Trump il mese scorso avesse chiesto di risparmiarle per non far salire ancora il prezzo mondiale del diesel. «Ai loro attacchi sulla nostra energia dobbiamo rispondere sulla loro energia: prima di tutto le raffinerie, quello che dà loro i soldi per questa guerra», ha detto il presidente ucraino mentre in città suonavano le sirene. «Non risponderemo, ovviamente, come fanno loro, su obiettivi civili».Le sue parole arrivano mentre in Russia la campagna di droni cominciata nell’agosto 2025 si misura ormai ai distributori. La benzina è tornata razionata in diverse regioni, i prezzi alla pompa sono tra i più alti d’Europa e i russi che possono permetterselo comprano auto elettriche cinesi. A fine agosto la produzione interna di benzina copriva circa il 70% dei consumi.Il caso più grave è nella regione di Leningrado, dove la raffineria di Kirishi, ferma da agosto dopo i colpi ucraini, ha lasciato le stazioni indipendenti senza carburante all’ingrosso: quasi una su cinque ha chiuso, ha riferito il governatore, e il tetto per cliente è di 30 litri. Nella regione di Kaluga, a sud-ovest di Mosca, il governatore ha reintrodotto le targhe pari e dispari e vietato la vendita in taniche; in Transbaikalia, al confine con la Cina, 15 litri a pieno e scorte per una ventina di giorni, secondo il Moscow Times, testata indipendente in lingua inglese.A Mosca il razionamento era arrivato già in agosto, quando Gazprom Neft aveva fissato un tetto di 40 litri a rifornimento e la benzina si trovava in meno di tre distributori su dieci nel Paese. Il governo ha vietato l’export di benzina e diesel, ha autorizzato fino a fine anno carburante di qualità Euro-3 al posto dell’Euro-5 e ha cominciato a importare prodotti raffinati. L’Agenzia internazionale dell’energia stimava a giugno una lavorazione delle raffinerie russe di 3,8 milioni di barili al giorno, circa il 30% in meno di un anno prima.Due elettriche al giornoNelle concessionarie di Mosca l’effetto si vede sui piazzali. EN Cars, che vende marchi cinesi, è passata da due o tre auto elettriche al mese a due o tre al giorno. «Da quando la situazione del carburante si è complicata, la domanda è cresciuta molte volte», ha detto il fondatore. Tra giugno e agosto in Russia sono state vendute circa 26.500 auto elettriche e ibride ricaricabili, più del doppio dello stesso periodo del 2025, quasi tutte cinesi: Geely, Dongfeng, GAC, Chery. Anche l’unico modello russo, l’Evolute, è assemblato da kit Dongfeng.I numeri restano piccoli: elettriche e ibride ricaricabili erano il 4,3% del mercato nel 2025, e il direttore di Autostat, l’agenzia russa di analisi del settore, spiega che costruttori e importatori non hanno scorte perché nessuno aveva previsto la crisi della benzina. Se dura, aggiunge, «la Cina sarà la principale beneficiaria». Chi non può cambiare auto converte il motore a gas: le installazioni di impianti a GPL e metano sono salite del 35%. La partita è questa: ogni raffineria ferma toglie rubli alla guerra russa, mette in coda gli automobilisti e sposta clienti verso Pechino.Il Cremlino non ha commentato l’intervista di Zelensky. Il ministero degli Esteri russo, in un comunicato con cui invitava i cittadini stranieri a lasciare Kyiv, ha detto che Mosca continuerà a colpire sistematicamente obiettivi ucraini in ritorsione per gli attacchi sul territorio russo. Putin, il primo ottobre, aveva riconosciuto il costo: «Hanno dichiarato apertamente che il loro obiettivo era danneggiare la nostra economia. In parte ci sono riusciti: secondo le nostre stime abbiamo perso circa l’1% del Pil».Zelensky ha accusato Mosca di aver approvato una nuova dottrina per colpire strade, scuole e ospedali di Kyiv e spingere la popolazione a lasciare la capitale; nell’ultima settimana i russi hanno colpito per la prima volta i ponti sul Dnipro. Il presidente ha confermato il primo uso in combattimento del missile balistico ucraino FP-7, con circa 250 chilometri di gittata. Sulla versione più lunga, l’FP-9, che il costruttore Fire Point dice capace di raggiungere Mosca, ha detto: «Ho chiesto loro: dov’è il mio FP-9? Sarà pronto questo autunno, ne sono sicuro».