San Francesco: il 4 ottobre è (di nuovo) festa nazionale, come cambia la busta paga per ch...

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AGI - Da quest'anno, il 4 ottobre torna a essere una festa nazionale italiana. La giornata dedicata a San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, diventa così giorno 'rosso' sul calendario ma, cadendo quest'anno di domenica, è passata quasi inosservata, eppure gode di tutti gli effetti delle festività. A iniziare dai giorni liberi al lavoro e delle maggiorazioni economiche in busta paga per chi decide di lavorare.Reintrodotta dalla legge 8 ottobre 2025, n. 151, entrata in vigore il primo gennaio del 2026, la norma stabilisce, infatti, che il 4 ottobre di ogni anno sia festa nazionale, con gli effetti previsti per le altre festività riconosciute dall'ordinamento italiano. La novità arriva dopo quasi mezzo secolo dalla perdita degli effetti festivi della ricorrenza. La giornata, era già stato riconosciuto come giornata dedicata ai patroni d'Italia, ma nel 1977 era stato privato degli effetti propri delle festività sul piano lavorativo.Cosa cambia per chi lavoraPer i lavoratori dipendenti si applicano le regole previste per le giornate festive. In linea generale, chi non lavora durante la festività conserva il diritto alla normale retribuzione secondo le modalità previste dalla legge e dal contratto collettivo applicato. Non significa quindi necessariamente ricevere una giornata di stipendio aggiuntiva: per i lavoratori con retribuzione mensile, la festività è normalmente già compresa nello stipendio.Diverso è il caso di chi viene chiamato a lavorare durante la festività. In questa situazione si applicano le disposizioni previste dal contratto collettivo di riferimento, comprese le eventuali maggiorazioni per il lavoro festivo.Il trattamento economico può quindi cambiare a seconda del settore, del contratto applicato, dell'orario di lavoro e delle modalità con cui viene svolta la prestazione.Quando il 4 ottobre cade di domenicaIl primo anno della nuova festività presenta una particolarità: nel 2026 il 4 ottobre cade di domenica. La legge 31 marzo 1954, n. 90, prevede che, quando una festività coincide con la domenica, ai lavoratori spetti il trattamento economico previsto per la festività non goduta. In altre parole, per molti lavoratori dipendenti la coincidenza con la domenica può comportare una voce aggiuntiva nella busta paga.Non esiste però un importo uguale per tutti. La cifra dipende dalle modalità di retribuzione e dalle regole applicate al singolo rapporto di lavoro. Per conoscere l'importo esatto occorre quindi fare riferimento al contratto collettivo nazionale applicato e alla propria busta paga.Anche per chi lavora normalmente la domenica e presta servizio il 4 ottobre entrano in gioco le specifiche regole previste dal contratto per il lavoro festivo e domenicale.Scuola, cosa succede il 4 ottobreLa nuova festività entra anche nel calendario scolastico. Il 4 ottobre diventa infatti una giornata festiva a livello nazionale e, quando cade in un giorno nel quale sono previste lezioni, le attività didattiche sono sospese.Il calendario scolastico viene definito anche sulla base delle disposizioni regionali e dell'autonomia delle singole istituzioni scolastiche. Le Regioni stabiliscono infatti il calendario delle lezioni nel rispetto delle festività nazionali.Secondo quanto previsto dalla nuova legge, restano inoltre le iniziative legate alla pace, alla fraternità e al dialogo tra culture e religioni previste dalla legge del 2005, da coordinare però con il nuovo carattere festivo della giornata.Quando è stata istituita (e poi sospesa)La ricorrenza di San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena come patroni d'Italia risale al 1939. Il 4 ottobre venne poi riconosciuto come solennità civile dalla legge 132 del 1958.Una parte degli effetti della giornata venne però successivamente eliminata. La legge 5 marzo 1977, n. 54, intervenne infatti sulla disciplina delle festività, con l'obiettivo di ridurre il numero delle giornate festive anche per ragioni legate all'organizzazione del lavoro e alla produttività. Tra le ricorrenze interessate ci fu anche il 4 ottobre, che perse così gli effetti propri di una giornata festiva.Secondo la ricostruzione contenuta nei documenti parlamentari relativi alla nuova legge, la giornata non è comunque scomparsa dal calendario civile. Nel 2005, con la legge n. 24, il 4 ottobre è stato riconosciuto anche come "giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse", con particolare attenzione alle iniziative rivolte alle scuole.Perché il 4 ottobre torna festa nazionaleSecondo quanto previsto dalla legge n. 151 del 2025, la festa di San Francesco ha lo scopo di celebrare e promuovere i valori di pace, fratellanza, solidarietà e tutela dell'ambiente associati alla figura del santo.La scelta arriva inoltre nell'anno dell'ottavo centenario della morte di San Francesco, avvenuta nel 1226. Il 2026 rappresenta quindi una particolare ricorrenza per la figura del patrono d'Italia.Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel promulgare la legge, ha richiamato l'importanza della ricorrenza e ha segnalato la necessità di coordinare la nuova festività con la precedente normativa del 2005 relativa alla giornata della pace, della fraternità e del dialogo.