Il copilota omanita ha finalmente un volto, un nome e un curriculum. Il riserbo di 48 ore era di Flydubai, che non aveva (e non ha) piacere a mostrare al mondo la propria inettitudine. L’aggressore stragista si chiama Hamam al-Hammami ed è nato negli Emirati da padre omanita e madre siriana. Per anni ha lavorato per Oman Air, dove, secondo la CBS, la sorveglianza del governo omanita aveva rilevato sue visite a siti radicali. L’esito, riferiscono fonti dell’AP, è stato lo stop ai voli per timori su posizioni estremiste e il trasferimento cautelativo a un incarico amministrativo. Non una radiazione, ma un cambio di scrivania.Poi la giostra. Secondo una fonte citata dalla CNN, è passato per Royal Air Maroc, e da circa otto mesi sedeva in cabina a Flydubai, accanto al comandante. Il discrimine sta in chi ha titolo per sedere accanto al comandante. L’AP ammette che non è chiaro quanto il candidato sia stato vagliato al momento dell’assunzione. Se Flydubai non sapeva, la circolazione delle informazioni tra vettori della stessa regione è un simulacro. Se sapeva, siamo ben oltre l’accidia e dentro l’omissione. Tertium non datur.Leggi anche: Ero a terra, stavamo precipitando: dovevo aprire quella porta. Il racconto del pilota eroe del Flydubai29 SECONDI ALL’INFERNO. Il pilota accoltellato, la picchiata, l’eroe: cosa sappiamo sul volo FlydubaiAnche gli Emirati, da ieri, parlano di attacco terroristico condotto con la “crash axe”, l’ascia di emergenza che sta in cabina, e di un tentativo di prendere il controllo dell’aereo. A fermarlo non è stato un filtro, ma il comandante indiano ferito che ha sbloccato la porta, e ha consentito a 4 civili israeliani di entrare a immobilizzare Hamam al-Hammami.Giulio Galetti, 4 ottobre 2026L'articolo Il copilota terrorista era già noto: cosa non torna sull’attacco a Flydubai proviene da Nicolaporro.it.