Le pillole di Polly: recensione di “Clementina” di Giuliana Salvi, Einaudi Editore

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Dicono che quello che non uccide fortifica.Clementina, però, ne ha abbastanza di essere fortificata; da quando suo marito Cesare è morto, ha sofferto talmente tanto che tutto quello a cui aspira è un po’ di pace.Certo, di lui le restano i loro meravigliosi tre figli; e poi, le rimangono i ricordi, e quelli se li tiene stretti.Clementina ritorna con la mente al giorno in cui ha capito di essersi innamorata di Cesare. Lui era un suo lontano cugino, e visto che aveva già sedici anni gli era stato affidato il compito di sorvegliarla durante una gita in spiaggia a Gallipoli.Clementina non era che una ragazzina, ma quel cugino così bello e taciturno le faceva già sentire le farfalle nello stomaco. Così, per farsi notare da lui aveva cominciato a correre sulla riva e a danzare. Poi, era successo il patatrac: era inciampata sull’orlo della gonna e le onde del mare se l’erano portata via, per poi ritrascinarla sulla spiaggia tutta inzaccherata e con le orecchie piene di acqua.Cesare l’aveva soccorsa, ed era stato allora che aveva deciso che era lui l’uomo della sua vita.E ora che non c’è più, Clementina desidera solo lasciarsi andare allo sconforto. Ma non può, perché prima di morire Cesare l’ha fatta promettere che avrebbe fatto in modo che i loro figli avessero un avvenire sicuro.Certo, la Grande Guerra infuria, e a Lecce, la città di Clementina, c’è solo la miseria; tuttavia, una promessa è una promessa e, pur di mantenerla, la giovane vedova è disposta a fare qualcosa che non avrebbe mai pensato di poter fare.Insegnare.“Clementina” è il romanzo di esordio di Giuliana Salvi, autrice nata e cresciuta a Roma che ha lasciato la carriera di redattrice televisiva per dedicarsi alla scrittura.Il libro è ispirato alla storia vera della bisnonna della scrittrice, che a partire dal periodo del primo dopoguerra ha curato con successo l’istruzione di tanti allievi, trasmettendo loro la sua passione per l’insegnamento.Il romanzo è un’opera di grande valore letterario per la trama, raccontata attraverso flashback che aumentano la suspence, per le pittoresche descrizioni paesaggistiche e per l’ottima ricostruzione storica del periodo in cui è ambientata la storia, quello tra la prima guerra mondiale e il ventennio fascista. Ma soprattutto, fiore all’occhiello dell’opera sono i personaggi ben costruiti, specie quello della protagonista.Clementina è una donna che ama i figli al punto da mettere da parte la sua sofferenza personale pur di permettere loro di avere un futuro migliore. E tuttavia, non è solo una madre coraggiosa. È anche un’insegnante che sa colmare le lacune della sua preparazione attraverso il duro lavoro, e che ha veramente a cuore l’istruzione, ma soprattutto il benessere, dei suoi alunni.E poi, è una donna che non si piega davanti alle avversità della vita, che prendano la forma del lutto o del becero regime fascista.Per questo, “Clementina” è un romanzo consigliatissimo, un’opera prima che fa venire voglia di tenere bene a mente il nome della scrittrice, con l’augurio che possa ripetersi sempre a questi livelli.Federica Focà